Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

Site menu:

Categorie

Cerca nel sito

Profili di Emilia

Archivio

Calendario

novembre: 2017
L M M G V S D
« giu    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Tag

Laurea a Totò a 50 anni dalla morte, Franceschini: “Cresciuto a pane e Totò”

IMG_8728NAPOLI – Nella mattinata di mercoledì 5 aprile 2017 è stata assegnata la laurea in discipline della musica e dello spettacolo ad Antonio de Curtis, in arte Totò. L'attestato è stato consegnato nelle mani della nipote Elena durante la cerimonia tenutasi nell’aula magna della sede centrale dell'Università 'Federico II' di Napoli, a cinquanta anni dalla scomparsa del principe della risata "che è Napoli ed è in ogni Napoletano sempre, è immortale", come dichiara il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris. 
Il riconoscimento è stato 'suggerito' da un illustre laureato dello stesso ateneo, vale a dire Renzo Arbore che è intervenuto commosso all'incontro, al quale ha partecipato anche il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca  e il Ministro per i Beni culturali Dario Franceschini che ha dichiarato di essere "cresciuto a pane e Totò". 

 

LA COMICITA’ IN POSA AL TEATRO CILEA IMMORTALATA DA UN… “CLICK” D’ECCEZIONE

di Antonino Fiorino

Cosa rappresenta un click se non il gesto di immortalare un IMG_7190194753941attimo fuggente, da cogliere al volo perché potrebbe poi non ripresentarsi mai più. L’ispirazione aiuta in tal senso, ancora meglio se accompagnata da intuizione ed originalità. Un titolo apparentemente semplice, ma in fondo significativo ed esemplificativo per poter spianare la strada a molteplici interpretazioni da parte del pubblico teatrale sempre attento alle innovazioni ma anche a rivisitazioni in chiave moderna. Infatti, dopo il successo risalente a otto anni fa, la compagnia teatrale guidata da Ciro Ceruti, Ciro Villano e Lucio Pierri ripropongono lo spettacolo “Click” di scena al Teatro Cilea fino al prossimo 19 gennaio. “Dopo otto anni abbiamo riscritto questo spettacolo con tanti nuovi buoni propositi– affermano all’unisono i tre attori ai microfoni dei giornalisti Emilia Sensale e Antonino Fiorino per la loro rubrica ‘Non c’è Sensale senza Fiorino’ in onda su TeleFutura e RadioNuovaVomero – e possiamo ritenerci più che soddisfatti per l'affluenza di ogni sera, nonostante il periodo difficile per tutti la gente non rinuncia a venire a teatro per cui li ringraziamo per questo gesto significativo nei nostri confronti”. Dalle loro parole si avverte il peso della responsabilità, ma allo stesso tempo un senso di consapevolezza nell’aver inteso questo remake come una sfida personale e di gruppo finalizzata davvero al salto di qualità e al superamento delle proprie potenzialità artistiche. È uno spettacolo comico in senso stretto, cioè si ride ininterrottamente e le battute producono un effetto frenetico tale da togliere in più di un’occasione il respiro e persino costringendo a non trattenersi dalle lacrime.

La comicità è quella delle più spontanee possibili scandita attraverso simpatici giochi di parole, incisive frasi ad effetto e soprattutto situazioni esasperate portate, al punto giusto, al limite del grottesco e del surreale. Mai banale quanto scontata, ma a tratti anche imprevedibile. I personaggi personificati sono molto verosimili e si trovano tutti insieme a rappresentare spaccati di vita quotidiana credibili, nel senso che chiunque potrebbe letteralmente ritrovarsi in quella medesima situazione. La storia riguarda due cugini fotografi alle prese con le rispettive consorti, sorelle ed entrambe ricche. L’una desiderosa di maternità e fissata con lo yoga e la sua incidenza sulla vita di coppia, l’altra eccessivamente ansiosa per il vicino matrimonio. L’apparente tranquillità della famiglia è minata da un fulmine a ciel sereno quando a distanza di diversi anni irrompe sulla scena col pancione una collaboratrice dei due fotografi, da entrambi corteggiata e frequentata, pretendendo di sapere chi tra i due sia il padre del bambino. Arriva il tanto atteso giorno delle nozze celebrate da un prete davvero “sui generis” accompagnato dall’esibizione di un esuberante cantante neomelodico, ma succede di tutto e alla fine le due coppie si separano per la somma felicità dei ragazzi che non possono far altro che ringraziare il terzo incomodo, si fa solo per dire dato che sarà per loro il pretesto tanto ricercato e una vera e propria ancora di salvataggio. Il resto è tutto da vivere e scoprire.

A fare da sfondo un costante e reiterato umorismo, sano e semplice, immediato e alla portata di tutti. Ad uso e consumo di uno spettatore esigente e alla fine compiaciuto dell’esito complessivo fungendo anche da destinatario e complice diretto di dedicati momenti di interazione, solo in teoria irrituali ma in pratica anche quelli hanno sancito e testimoniato la bontà del trionfo. A furor di popolo, il “click” è bello e fatto. Scattato senza alcun sorriso simulato. Altro che cheese, da loro si ride a crepapelle. 

 

 

Carlo Buccirosso è al Teatro Cilea fino al 10 novembre con ‘FINCHÈ MORTE NON VI SEPARI’

Carlo Buccirosso Non c'è Sensale senza FiorinoNAPOLI – Al cospetto di un’implacabile crisi economica c'è una vera e propria crisi di valori: il mondo di internet sa essere meraviglioso ma anche pieno di insidie, queste ultime promosse dalle scelte umane ma spesso anche da una inesorabile esperienza del sistema stesso. Una delle suddette insidie, ad esempio, è la possibilità di perdere il valore dei rapporti umani diretti, di dimenticare quanto sia squisito e indimenticabile lo sguardo di una persona e il confronto con chi non conosciamo bene, alimentando invece, nella frequentazione dei cosiddetti social network ad esempio, l'arma a doppio taglio del pettegolezzo fine a se stesso o, peggio, disponibile a trasformarsi in calunnia. In questo vortice, è alquanto difficoltoso cercare di ritrovare la retta via in qualunque contesto.

Nonostante le molteplici insidie del nostro tempo, il teatro resiste e per resistere non deve essere solido solo il suo palco ma anche l'ingegno e la passione di chi quel palco lo tocca con mano e su quel palco esprime la propria arte. Un determinato spettacolo non si limita sclusivamente a far ridere, ad intrattenere piacevolmente per una serata le persone astanti, ma va oltre, fino all’obiettivo di far riflettere, di scavare nel cuore di ogni persona presente in platea e di lasciare un messaggio ben preciso utile in un futuro prossimo, senza risultare mai banale.

C'è tutto questo in 'FINCHÈ MORTE NON VI SEPARI', spettacolo scritto e diretto da Carlo Buccirosso, presente con la sua fedele compagnia al Teatro Cilea fino al 10 novembre 2013. Una commedia esilarante, di fascino, in cui l'amore si trova gli occhi sbarrati dall'angoscia di un presente dispersivo in ambito di esigenze e paure, in un intreccio ricco di colpi di scena, scambi e condivisioni. Carlo Buccirosso, dopo il grande successo delle precedenti rappresentazioni, mette in scena un altro brillante lavoro curandone la scrittura e la regia fino alla personificazione di un parroco con una tonaca da centottanta bottoni che si trova a dover fronteggiare personaggi di una personalità poliedrica, tra fastidiosi grattacapi e insidie, e le classiche 'voci di paese' raccolte ed amplificate sono pronte a distruggere un equilibrio che solo all'apparenza risulta salubre per un rapporto di coppia, per un matrimonio considerato 'l'evento dell'anno', fatto di segreti man mano confessati. L’andamento tagliente della vicenda, le trame intessute con colpi di scena fino alla conclusione inaspettata sono tutti elementi da vivere e scoprire gradualmente e, soprattutto, insieme ad un Carlo Buccirosso sempre più coinvolgente, fino alla scena finale dove la morte separa ma è anche invito alla riflessione, a non perdere il valore dei rapporti umani.

“Per circa due settimane – afferma Carlo Buccirosso ai microfoni dei giornalisti Emilia Sensale e Antonino Fiorino per la loro rubrica 'Non c'è Sensale senza Fiorino' in onda su Tele Futura – saremo al Teatro Cilea con questa storia ricca di colpi di scena che può far divertire e, chi vuole, può anche riflettere, frutto di questo mio bel matrimonio con il teatro che va avanti”. Le musiche dello spettacolo sono firmate da Bruno Lanza e Leo Barbareschi, le scene da Gilda Cerullo e i costumi da Zaira De Vincentiis, mentre aiuto regia è Martina Parisi. Attori della compagnia sono in o.e. Giordano Bassetti, Davide Marotta, Tilde De Spirito, Claudiafederica Petrella, Gianni Parisi, Graziella Marina, Sergio D'Auria, Gino Monteleone. In particolare, ai medesimi microfoni Gianni Parisi, a margine della prima dello spettacolo al Teatro Cilea, afferma che la loro "è una bellissima compagnia, affiatata, e siamo felici che questo spettacolo sia di gradimento e continui ad essere promosso. Ogni sera – continua – c’è il modo di confrontarsi, di stare insieme e di ascoltare vicendevolmente i consigli dell'altro, soprattutto quelli di Carlo". Specialmente, Parisi è convinto dell'importanza della cultura partenopea e che "il teatro è in crisi – conclude – perché i valori rappresentati in scena sono purtroppo in decadenza e, invece, vanno recuperati, quindi è fondamentale da parte nostra rappresentare in scena l'importanza di questi valori a teatro, luogo che non ha dato mai delle risposte giacché ha sempre fatto sì che il pubblico si ponesse delle domande e proprio le domande ci permettono di guardare al futuro".

Video disponibile all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=NiNSXTs4-w0

Emilia Sensale e Antonino Fiorino

emiliantonino@libero.it

IL RITORNO DEI TRETTRÈ È IL RITORNO DI UN’AMATA COMICITÀ FATTA DI COMPLICITÀ E FELICITÀ DI STARE INSIEME

di Antonino Fiorino 

NAPOLI – “Eccezionalmente…Trettrè”, lo spettacolo tanto atteso per il ritorno in scena del noto trio comico napoletano. Gran successo di pubblico e tanta emozione da parte dei più nostalgici che hanno potuto rivedere i mattatori dopo tantissimo tempo dall’ultima apparizione televisiva nel brillante show televisivo “Drive in”. Sul palco del Teatro Cilea Mirko Setaro, Edoardo Romano e Gino Cogliandro hanno proposto agli spettatori presenti, tra i quali anche molti addetti ai lavori e colleghi del mondo dello spettacolo, una serie di scene comiche e grottesche in cui si concentra tutta la comicità spontanea scaturita soprattutto da giochi di parole ed equivoci.

CIMG3371“Non potevamo mancare questa sera in quella che si può definire una rimpatriata – affermano ai microfoni dei giornalisti Emilia Sensale ed Antonino Fiorino, per la loro rubrica in onda su Tele Futura ‘Non c’è Sensale senza Fiorino”, il duo comico “I Fatebenefratelli” formato da Edo e Gigi Imperatrice – siamo contenti che i nostri amici “I trettrè” siano ritornati in scena all’insegna della vera comicità, quella appunto che contraddistingue la nostra generazione”. “Il ritorno in scena dei Trettrè è come un ritorno d’amore – chiosa Giacomo Rizzo – e spero che questo trio di amici possa continuare il percorso già tracciato tempo fa affinché ne benefici anche il teatro italiano”. Tanti, dunque, gli amici artisti del trio comico intervenuti alla prima del loro spettacolo; presente anche Francesco Paolantoni, per il quale “Il ritorno dei Trettrè, oltre a rappresentare un fatto nostalgico e curioso, può e deve lasciare qualche messaggio importante ai giovani che hanno bisogno in questo momento storico di riscoprire anche il talento comico e come veniva sviluppato un tempo grazie soprattutto a studi più approfonditi”. “Per me è come se si avverasse una sorta di sogno – confessa poi Antonio Fiorillo – un po’ come un bambino quando ritorna in un luna park riaperto dopo diverso tempo e devo dire che sono cresciuto col mito dei Trettrè che ho seguito da piccolo nella loro magnifica partecipazione allo show televisivo Drive In”.

Sono trascorsi circa venti anni dalla loro ultima collaborazione e questo ritorno in scena dei Trettrè ha destato tanta curiosità negli amanti del vero teatro comico nostrano, patrimonio artistico inestimabile rappresentato degnamente da valenti esponenti affinché venga tramandato nel miglior modo possibile alle nuove generazioni, il tutto confermato dal grande successo di pubblico per gli spettacoli finora rappresentati. Amarcord, novità ed attualità sono stati gli aspetti su cui i Trettrè si sono focalizzati per offrire non solo l’occasione di una compiacente risata, ma anche e soprattutto spunti di riflessione sulla realtà circostante e momenti di condivisione perché fondamentalmente si tratta delle stesse situazioni che ognuno può vivere quotidianamente, riconoscendosi ed immedesimandosi in quel preciso spaccato di società: come, ad esempio, in un ufficio postale dove per sbrigare una pratica ci si imbatte in un impiegato eccessivamente meticoloso o, ancora, in un commissariato dove possono nascere anche vicende al limite del paradosso.

I “Trettrè” rivisitano tutte queste situazioni in chiave comica ed autoironica e, per certi versi, la loro lettura-interpretazione non è poi così tanto distante dalla realtà dei fatti. A volte capita di esasperarla, ma l’effetto è quello che conta: divertimento assicurato. La loro è una comicità d’altri tempi, rispecchiandosi nel cabaret e nel varietà, e non ha quella impellente necessità di sfociare in doppi sensi inopportuni e volgari. Con loro in scena si è esibito anche un corpo di ballo formato dalla coreografa Tonia Sequino, Roberta Marino, Monica Caruso e Alessia Di Maio, mentre i costumi sono stati curati da Maria Pennacchio e il disegno luci da Mario Esposito.

Nel loro spettacolo, organizzato da Patrizio Tabacchini, non potevano mancare riferimenti diretti ai tormentoni che hanno caratterizzato la carriera del trio in televisione come la canzone “Beach on the beach” e la battuta “ammè me pare ‘na str…” con la quale meglio non potevano chiudere l’esibizione per poi ringraziare non senza qualche segnale di commozione il pubblico accorso numeroso. 

Buona la prima, dunque, i Trettrè trionfano al Teatro Cilea nel giorno del loro ritorno in scena. Non si sa se il trio proseguirà ancora insieme dopo questo evento straordinario ed esclusivo, ma sussiste, a distanza di diversi anni, la certezza che il loro pubblico potrà godersi ancora momenti di assoluta spensieratezza e di puro divertimento, risultando quindi il vero ed unico destinatario di questa indimenticabile e piacevole sorpresa.

Instagram