Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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L’Assessora Daniela Villani in visita alla mostra di Emilia Sensale dedicata alle bontà tipiche napoletane

NAPOLI – Il cibo tipico napoletano come occasione di conoscenza e di condivisione, in un viaggio sensoriale totale tra profumi, sapori e immagini. È stata un’occasione davvero piacevole la visita di Daniela Villani, Assessora alle Pari Opportunità e alla Qualità della Vita nel Comune di Napoli, alla mostra pittorica e P_20170524_190039fotografica della giornalista, poetessa e artista Emilia Sensale ‘A Napoli cu na bona salute!’, iniziativa che rientra nel Maggio Napoletano promosso dall’Assessorato. Protagoniste della mostra, visibile fino al 31 maggio 2017 presso la Pizzeria Capasso in Via San Biagio dei Librai e all’Osteria Atri nell’omonima via, entrambe nel Centro Storico di Napoli, sono le bontà tipiche partenopee, immortalate nelle fotografie e presenti nelle opere pittoriche: la pizza, le sfogliatelle, la genovese, i babà, questi ultimi esclusivamente del pasticcere Guglielmo Mazzaro (Pasticceria ‘Mazz’), e molte altre. Ogni pietanza ha una storia, con una nascita spesso dettata dal caso e/o dalla fantasia di una persona, descritta nel depliant che per tutto il periodo dell’iniziativa viene consegnato ai clienti per guidarli nel percorso della mostra e nell’obiettivo di evidenziare il Made in Naples legato alla grande tradizione gastronomica partenopea.

P_20170524_183710Durante l’incontro, avvenuto nella serata di mercoledì 24 maggio 2017, l’Assessora ha apprezzato l’allestimento della mostra, completamente ideato da Emilia Sensale: oltre alle opere pittoriche, come ad esempio i disegni con particolari ricamati dalla stessa Emilia e i taglieri dipinti, infatti, le fotografie sono esposte secondo un allestimento che ricorda i panni stesi, immagine legata a una tradizione dei vicoli della città. Nello specifico, un filo attraversa la sala principale della Pizzeria Capasso, mentre all’Osteria Atri le foto sono sui fili di un vero e proprio balcone presente all’interno.

L’Assessora Daniela Villani ha voluto evidenziare “la grande fantasia di Emilia, caratterizzata da una dolcezza che potrei definire propositiva. La creatività attraverso la generosità, che è una sua qualità, si fa gesto concreto e il grande uso dei colori – conclude – dimostra l’arcobaleno di emozioni che Emilia sa provare e regalare a chi le sta vicino, una ragazza che, e lo si capisce già al primo sguardo, è dolce, sensibile, sincera”. Emilia Sensale, 28enne napoletana che da anni come giornalista si occupa anche di enogastronomia, è molto felice per la mostra “poiché rappresenta una sorta di riscatto dopo un periodo difficile, che ancora non è finito del tutto ma che sicuramente, attraverso la possibilità di far esprimere la mia arte in varie forme, trova una dimensione dalla quale nasce una speranza che ha il buon sapore di una felicità che non credevo più possibile”

Ben Stiller dal pizzaiolo Gino Sorbillo per una classica pizza margherita

csknksekjNAPOLI – Una classica pizza margherita con tante foglie di basilico fresco, Ben Stiller e i fratelli Gino e Antonio Sorbillo: le foto sono la concreta presenza di un ricordo e gli permetteranno di restare per tanto tempo il ricordo di un momento speciale. Il noto attore e comico statunitense è stato nella 'Sala ai 4 Tavoli' della Pizzeria Sorbillo in Via dei Tribunali nel Centro Storico di Napoli, la sala dedicata proprio ai te quattro tavoli presenti nella storica pizzeria di Zia Esterina Sorbillo tanto 18718457_10213118472505251_519444371_ntempo fa. La pizza è una margherita con Farina Biologica, Pomodoro San Marzano, Olio Evo Bio e basilico. Il prossimo appuntamento sarà a New York da Gino Sorbillo a Little Italy e a Bowery Street, lì dove per l'appunto Gino ha aperto una nuova pizzeria. 

Foto gentilmente inviate da Gino Sorbillo 

‘A Napoli cu na bona salute!’, fino al 31 maggio la mostra di Emilia Sensale con le bontà partenopee come protagoniste

Mostra di Emilia Sensale Maggio NapoletanoNAPOLI – Cibo bello da vedere e buono da mangiare. Sono le bontà tipiche partenopee le protagoniste indiscusse delle opere pittoriche e fotografiche della giornalista, poetessa e artista Emilia Sensale. La mostra della 28enne napoletana, che rientra nelle iniziative del Maggio Napoletano promosso dall’Assessorato alla Qualità della Vita e alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, sarà visibile fino al 31 maggio 2017 presso la Pizzeria Capasso ubicata in Via San Biagio dei Librai 99, a pochi metri da Via San Gregorio Armeno, e presso l’Osteria Atri in Via Atri 22, a pochi passi dall’incrocio con Via dei Tribunali.

Le geometriche ma morbide forme per lo più circolari dei dolci e dei piatti tipici partenopei si mostrano in tutta la loro gustosa bellezza nelle fotografie di Emilia Sensale, maggiormente mostrate al pubblico secondo un allestimento che ricorda i panni stesi, immagine legata a una tradizione dei vicoli della città. Vi è la pizza, nei Emilia Sensalevari tempi della sua nascita tra bancone del pizzaiolo e passaggio nel forno e anche nei vari modi più saporiti in cui è possibile assaggiarla, dalla classica margherita passando per la pizza fritta e la montanara, poi dolci come babà e sfogliatelle e piatti tipici come la genovese. Nello specifico, i babà sono esclusivamente quelli di Guglielmo Mazzaro, pasticcere del Centro Storico di Napoli. E poi ci sono alcune opere dipinte da Emilia dalle caratteristiche particolari, dove le bontà tipiche napoletano sono sempre protagoniste, come il dipinto in acquerelli che ha in aggiunta componenti ricamati al punto croce dalla stessa artista, oppure i taglieri dipinti.

“Ai frequentatori della mostra – spiega Emilia Sensale – sarà consegnato un depliant nel quale si descrive la storia di alcuni piatti tipici partenopei, presenti in tutta la loro gustosa bellezza nelle opere esposte”. Tutta la Babà vicolo di Napolimostra, che ha interamente curato e ideato la giornalista partenopea, è “l’espressione embrionale del progetto ‘rESISTENZA', un’idea – chiosa Emilia – che cullo da tempo, dove mostro la vita che resiste a tutte le difficoltà, una caratteristica che nel mio percorso esistenziale ho imparato a conoscere bene e proprio l’arte in tutte le sue forme – conclude – è per me non solo un modo per esprimermi ma anche una sorta di riscatto da un bruttissimo periodo recentemente affrontato e che ancora sto fronteggiando”

Pasta e pizza alla genovese della Hostaria Mediterraneo, Napoli

PUBBLICATO SU 'I TEMPLARI DEL GUSTO'

di Emilia Sensale 

Amare se stessi per la propria essenza e per ciò che si fa è il passo essenziale per voler bene sinceramente agli altri. Alla base, basterebbe ricordarsi che sono preziose quelle persone che fanno di tutto per vederci sorridere mentre non meritano la nostra attenzione coloro che non perdono occasione per farci piangere. Il condizionale è d’obbligo: per assurdo, la via più chiara e semplice non è quella che viene scelta con frequenza quando si tratta di rapporti interpersonali.

C’è una sola realtà alla quale è permesso farci piangere perché le lacrime che regala sono frutto non di un’azione vigliacca e cattiva ma di un gesto che porterà qualcosa di buono: la cipolla. Questa pianta bulbosa ricca di vitamine e sali minerali al taglio fa lacrimare gli occhi per una reazione chimica: i solfossidi presenti nell’alimento si combinano con un enzima che produce particolari acidi e ammoniaca, i quali generano molecole volatili che al contatto con l'umore acquoso presente sul bulbo oculare si trasforma in acido solforico e invitano l’occhio a produrre lacrime come immediata reazione di difesa. Poiché gli elementi suddetti sono idrosolubili, una buona soluzione per evitare di lacrimare consiste nel tagliare le cipolle sotto l’acqua corrente. Alla luce delle sue proprietà benefiche, vale la pena piangere: la cipolla, infatti, è ricca di proprietà benefiche e fa bene all’apparato digerente e alla pelle e le più antiche testimonianze sul suo uso risalgono al 5000 a.C.. Era apprezzata dalle civiltà antiche, che oltre a consumarla come alimento ne stimavano le qualità terapeutiche (è da sempre considerata un valido aiuto per la naturale produzione di urina), poiché si trasporta facilmente.

Esiste una ricetta della tradizione napoletana dove la cipolla è protagonista indiscussa: la genovese. Il nome che richiama un’altra regione italiana trova una spiegazione nella teoria più diffusa sulla storia delle sue origini. Gli ingredienti richiamano tutti la terra (pasta, carne, cipolla), ma il piatto è legato al mare: l’ipotesi più accreditata è che la genovese sia figlia dell’inventiva di cuochi di Genova operanti del XV secolo al porto di Napoli e che il piatto fosse molto apprezzato dai marinai poiché si conservava a lungo durante le traversate.

La genovese secondo la tradizionale ricetta partenopea è protagonista assoluta della cucina dell’Hostaria Mediterraneo, locale coloratissimo (ogni tavolo ha hostariamediterraneociascuna sedia di un colore diverso) ubicato in Corso Meridionale, a pochi passi dalla stazione di Piazza Garibaldi di Napoli. Sandro Norcaro porta avanti la passione per la cucina della madre, una passione che lo ha portato ad altre avventure gestionali nel mezzogiorno italiano e dal 2001 si esprime lì al limite dei quartieri Pendino, Mercato, San Lorenzo e Vicaria. La genovese si presenta nei loro piatti in modo tradizionale, con gli ziti come formato di pasta, una fresca foglia di basilico come cornice e a firma del saporito piatto c’è quel passaggio di pomodorino essenziale che lascia un gustoso ricordo. L’Hostaria Mediterraneo propone però anche la versione della genovese in formato pizza: il disco di pasta, con un impasto che gode di una lievitazione di circa 18 ore, viene affidato alle sapienti mani del pizzaiolo Francesco Capparelli che sistema su di esso la genovese mescolata con un po’ di panna, una crema dolce che accoglie un’abbondante spolverata di formaggio e la mozzarella. È compito poi di Giuseppe D’Aniello l’osservazione della cottura fino all’uscita della pizza fumante, sulla quale viene messo un dorato giro di olio extravergine d’oliva e alcune foglie di basilico. Pasta e pizza con la genovese sono un binomio vincente, da provare… e riprovare! 

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