Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Il chiodo fisso dell’arte – Mostra antologica di Barbara Karwowska al Castel dell’Ovo

'Il chiodo fisso dell'arte' è una rubrica dedicata al mondo dell'arte e degli artisti in Campania ideata e curata da Emilia Sensale. È durata dal giorno 11 fino al 23 gennaio 2018 la mostra antologica dell'artista Barbara Ilchiodofissodell'arteKarwowska, allestita presso le affascinanti sale del terrazzo di Castel dell'Ovo. L'artista era lì, con il suo amorevole e immancabile cane Totò, pronta ad accogliere i numerosi visitatori che ogni giorno hanno passeggiato tra le sale e, tra tante foto e richieste di informazioni, hanno dimostrato di aver apprezzato la mostra. Un luogo incantevole ha dunque fatto da cornice alle opere dell'artista che ha festeggiato nel 2017 i venticinque anni di vita nella città di Napoli, dove è arrivata nel 1992 dalla Polonia.
I dipinti di Barbara iniziano dal 1991, esattamente dal ritratto della dolce nonna dell'artista, quella che lavorava all'uncinetto e ha ispirato una delle sue linee pittoriche, i Centrini. Sono tante le opere firmate Karwowska che presentano questi centrini alle spalle delle figure o tra le varie 'finestre' dei dipinti, lì dove i volti, rappresentati perfettamente dall'artista nei loro particolari e nelle loro luci e ombre, guardano chi li osserva e sembrano toccare l'anima coi loro occhi. Il percorso mostra opere come '7 giorni', dove l'artista si ritrae per sette volti che portano gli stessi abiti ma al tempo stesso sono completamente diversi, in un cammino che raggiunge la domenica e la donna lascia che il corpo si lasci andare aprendo un po' del vestito, nel sapore di una libertà finalmente raggiunta.
Affascinanti e misteriose poi le opere del 2009 dedicate al Lanificio 25, dove Barbara con grande abilità pittorica e immensa passione propone personaggi e luoghi che sembrano in un'eterna attesa. Il percorso arriva poi all'ultima idea, nata e promossa nel 2017: i Tombolati, i sette volti di persone vicine all'artista ritratti mentre mostrano a parziale copertura del viso un numeretto della tombola, riproposto più grande alle spalle del volto come se fosse un'aureola. A Castel dell'Ovo era presente il primo dei Tombolati, quello che ha dato l'idea a Barbara Karwowska: il ritratto della giornalista napoletana Emilia Sensale, che è la voce narrante di questo video ed è felice e orgogliosa di far parte del meraviglioso percorso ricco di risultati e soddisfazioni che l'amica Barbara è riuscita a costruire.
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La Cuoca De…pressa – Le alici indorate e fritte

Articolo pubblicato su campaniafoodporn.it 

Vi sono prodotti e piatti semplici che diventano vere e proprie prelibatezze con un po’ di talento, i giusti ingredienti e un pizzico di fantasia. Le alici ben si prestano a varie ricette che non richiedono IMG_2790-740x444una preparazione lunga e difficile e alla fine regalano grandi soddisfazioni. Amo molto le alici, ottimo esempio di pesce azzurro che è contraddistinto da grandi qualità nutrizionali (carni digeribili, omega 3 ed è ricco di calcio) e da un prezzo adatto a tutte le tasche, e mi piace sperimentare ai fornelli nuove ricette o seguire le tradizioni. Propongo spesso le alici fritte, ma c’è una prelibatezza che amo preparare e mangiare: le alici indorate e fritte, un piatto tipico della cucina partenopea che spesso piace anche ai bambini (io stessa da piccola ne andavo matta). 

Preparare le alici indorate e fritte è semplice e il primo passo è pulirle: bisogna eliminare la testa e le interiora, togliere la spina e aprirle. Mi raccomando, le alici devono essere aperte e non tagliate in collagealiciindorateefrittedue, devono in altre parole essere ‘spianate’, ‘aperte a libro’. Le alici vanno poi sciacquate sotto l’acqua e riposte in un piatto, nel frattempo bisogna battere le uova con un pizzico di sale e preparare in una bacinella la farina. Passare le alici prima nella farina e poi nell’uovo. Preparare una padella e far scaldare l’olio, nel quale vanno riposte con accuratezza le alici, una alla volta, facendo attenzione a non metterle troppo vicine. Quando risultano dorate, togliere le alici dalla padella (io sono solita afferrarle per la codina con due dita, una simpatica abitudine che mi è stata tramandata prima da mia nonna e poi da mia madre) e riporle su un piatto con carta assorbente. Servite le alici calde… e vedrete che bontà, sia come ricco antipasto sia come secondo piatto. 

Visita alla Braceria Castellano a Pozzuoli

Articolo pubblicato su campaniafoodporn.it

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In una gustosa e succulenta fetta di carne nel suo bel piatto bianco in tavola c’è tutta una storia lunga secoli, IMG_1238anzi, millenni. È verità scientificamente provata che gli uomini preistorici si nutrissero di carne e furono due i momenti che segnarono un’importante evoluzione: la scoperta del fuoco, che implicò il passaggio dalla consumazione di carne cruda a quella cotta, e l’allevamento, che fu fonte di carne parallelamente alla pratica della caccia.

A Napoli e provincia, nel grande universo gastronomico offerto da migliaia di attività, c’è una squisita e soprattutto ampia offerta diversificata per quanto riguarda la carne, come dimostrano il crescente numero di paninerie che propongono carne italiana accompagnata da contorni tipici partenopei. Ci sono poi realtà dove la carne è protagonista indiscussa e ogni piatto è il risultato di una appassionata ricerca: da pochi mesi il giovane Manuel Castellano, coadiuvato da un bravo ed entusiasta staff femminile di grande livello (oltre che suo padre Claudio), ha aperto sul lungomare di Pozzuoli la Braceria che porta il suo cognome. 
 

Il rumore del mare fatto di onde corvine che si alzano per il vento settembrino ha fatto da cornice a una nostra esperienza davvero indimenticabile, dai sapori semplicemente squisiti. Un suono che giunge in lontananza fino ai tavoli della Braceria Castellano, disposti all’area esterna e all’interno in un’atmosfera tipica medievale. Una grande scelta di birre (bionde e rosse, doppio malto, una particolare al brandy) può accompagnare i piatti preparati eccellentemente e meravigliosamente dallo chef Giuseppina Pelella. La carne è rigorosamente di qualità, fresca di giornata, non congelata: è della Campania, chianina, umbra, americana. E in un periodo dove la carne ha conquistato il palato e il cuore dei cittadini napoletani in città e in provincia, la Braceria Castellano è per l’appunto una braceria, un luogo destinato ad estimatori e intenditori di carne.

Come apertura di una buona cena, ecco che arriva la mortadella braciata con crema di pistacchio e lime. La crema è un cuscino morbido dove il salume si appoggia nell’accompagnamento dolce della forchetta, poi con le sue esotiche gocce è compito del lime intensificare il già indimenticabile sapore di un ottimo antipasto. I piatti crudi permettono di assaporare e apprezzare tutta la qualità della carne e far arrivare a tavola il carpaccio di scottona, servito con rucola, pomodorini e scaglie di formaggio, è un’esperienza che accende tutti i sensi. Dal menu, con chiari riferimenti al periodo medievale, è possibile scegliere la tagliata di scottona bavarese, 250gr di meravigliosa carne accompagnata da misticanza e agrumi di Sicilia, dove il gusto deciso della carne abbraccia il sapore agrodolce degli agrumi. Ampia è poi la scelta di panini e di contorni, come l’imperdibile parmigiana di melanzane, ma è interessante assaggiare l’hamburger lasciando al piatto bianco tutto lo spazio per far da cornice a un vero capolavoro: secondo una tradizione d’oltreoceano che lo ha reso classico tra le scelte possibili, ecco che arriva un hamburger di 400gr con bacon, cheddar e un meraviglioso uovo a far da cappello alla carne. 

Braceria Castellano vuole essere a Pozzuoli una proposta innovativa nella sua eccellenza e un punto di riferimento e dopo la nostra esperienza siamo sicuri che sarà decisamente così. 

A tombola ci vuole arte e Mazz, l’artista Barbara Karwowska presenta i suoi ‘Tombolati’ con la nuova cheesecake del pasticciere Guglielmo Mazzaro

NAPOLI – Il cibo è stato spesso protagonista nelle opere d’arte e ne può diventare saporita cornice grazie all’organizzazioni di eventi dove una proposta, magari innovativa, si affianca a una simpatica ghiottoneria. Cibo e arte saranno una coppia vincente negli eventi mensili ‘A tombola ci vuole arte e Mazz’ che verranno organizzati presso la Pasticceria Mazz ubicata in Via dei Tribunali, nel Centro Storico di Napoli: l’artista Barbara Karwowska proporrà i suoi ‘Tombolati’ presso la caratteristica sala da tè del locale, un’opera al mese (con una pausa estiva) con esposizione della durata di una settimana, ritratti caratterizzati dal A tombola ci vuole arte e Mazz PRIMO EVENTOsoggetto che mostra nei pressi del viso il numero che ha pescato nel tipico cestino della tombola, proposto in formato più grande alle spalle della figura. Il primo appuntamento è il giorno 4 luglio alle ore 18 e per ogni evento il pasticciere Guglielmo Mazzaro proporrà un nuovo dolce: questa volta sarà la cheesecake alla fragola dalla forma del numeretto della tombola.

Il primo ritratto è quello della poetessa e scrittrice, artista e giornalista Emilia Sensale, 28enne napoletana amica di Barbara, conosciuta proprio grazie alla partecipazione agli eventi di natura artistica organizzati nella città partenopea. La Karwowska  non è nuova alle idee vincenti, spesso ne ha proposte negli anni e viene anche copiata in tutto il mondo, ma guardando il viso della Sensale ne è rimasta così colpita da volerne fare un ritratto innovativo. Barbara, venuta alcuni decenni fa a Napoli dopo un’infanzia nell’est dell’Europa, con ‘Tombolati’ vuole proporre una linea pittorica vera e propria. ‘Tombolati’ è un termine che esiste come participio passato (da tombolare, sinonimo di ‘cadere’ con l’accezione di una modalità rovinosa) ma che come aggettivo rappresenterebbe un neologismo. Sensale sarà ritratta col numero 56, ‘la caduta’. Un significato importante per Emilia poiché l’ha pescato in un momento particolare dove davvero sentiva di essere caduta e l’onore del ritratto eseguito da Barbara, il primo dell’intera linea pittorica, ha rappresentato un momento di gioia importante per proseguire nella sua volontà di rinascita.

‘Tombolati’ ha leggi non scritte: è la pittrice a scegliere il soggetto da dipingere, il quale pesca un numero dal tipico cesto in vimini che porta la stessa pittrice che sarà il numero che mostrerà nell’opera, nei pressi del viso e poi più grande alle spalle. Se il primo numero non convince chi lo ha pescato, ha diritto a tre possibilità in tutto. Ci sarà poi un secondo step: un nuovo quadro, questa volta con il soggetto in una situazione che ricorda all’artista il significato del numero, secondo l’ispirazione del momento. “I ritratti non sono un semplice riportare i tratti di un viso – spiega Barbara Karwowska – ma si instaura un rapporto tra artista e soggetto dipinto. Ogni pittore ha il suo modo di dipingere, ma è nei particolari di un volto riportato sulla tela che l’artista mette molto di più di una pennellata, ci sono emozioni, sensazioni, ricordi, c’è il voler catturare l’anima del soggetto per illuminarla”.  

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