Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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A tombola ci vuole arte e Mazz, l’artista Barbara Karwowska presenta i suoi ‘Tombolati’ con la nuova cheesecake del pasticciere Guglielmo Mazzaro

NAPOLI – Il cibo è stato spesso protagonista nelle opere d’arte e ne può diventare saporita cornice grazie all’organizzazioni di eventi dove una proposta, magari innovativa, si affianca a una simpatica ghiottoneria. Cibo e arte saranno una coppia vincente negli eventi mensili ‘A tombola ci vuole arte e Mazz’ che verranno organizzati presso la Pasticceria Mazz ubicata in Via dei Tribunali, nel Centro Storico di Napoli: l’artista Barbara Karwowska proporrà i suoi ‘Tombolati’ presso la caratteristica sala da tè del locale, un’opera al mese (con una pausa estiva) con esposizione della durata di una settimana, ritratti caratterizzati dal A tombola ci vuole arte e Mazz PRIMO EVENTOsoggetto che mostra nei pressi del viso il numero che ha pescato nel tipico cestino della tombola, proposto in formato più grande alle spalle della figura. Il primo appuntamento è il giorno 4 luglio alle ore 18 e per ogni evento il pasticciere Guglielmo Mazzaro proporrà un nuovo dolce: questa volta sarà la cheesecake alla fragola dalla forma del numeretto della tombola.

Il primo ritratto è quello della poetessa e scrittrice, artista e giornalista Emilia Sensale, 28enne napoletana amica di Barbara, conosciuta proprio grazie alla partecipazione agli eventi di natura artistica organizzati nella città partenopea. La Karwowska  non è nuova alle idee vincenti, spesso ne ha proposte negli anni e viene anche copiata in tutto il mondo, ma guardando il viso della Sensale ne è rimasta così colpita da volerne fare un ritratto innovativo. Barbara, venuta alcuni decenni fa a Napoli dopo un’infanzia nell’est dell’Europa, con ‘Tombolati’ vuole proporre una linea pittorica vera e propria. ‘Tombolati’ è un termine che esiste come participio passato (da tombolare, sinonimo di ‘cadere’ con l’accezione di una modalità rovinosa) ma che come aggettivo rappresenterebbe un neologismo. Sensale sarà ritratta col numero 56, ‘la caduta’. Un significato importante per Emilia poiché l’ha pescato in un momento particolare dove davvero sentiva di essere caduta e l’onore del ritratto eseguito da Barbara, il primo dell’intera linea pittorica, ha rappresentato un momento di gioia importante per proseguire nella sua volontà di rinascita.

‘Tombolati’ ha leggi non scritte: è la pittrice a scegliere il soggetto da dipingere, il quale pesca un numero dal tipico cesto in vimini che porta la stessa pittrice che sarà il numero che mostrerà nell’opera, nei pressi del viso e poi più grande alle spalle. Se il primo numero non convince chi lo ha pescato, ha diritto a tre possibilità in tutto. Ci sarà poi un secondo step: un nuovo quadro, questa volta con il soggetto in una situazione che ricorda all’artista il significato del numero, secondo l’ispirazione del momento. “I ritratti non sono un semplice riportare i tratti di un viso – spiega Barbara Karwowska – ma si instaura un rapporto tra artista e soggetto dipinto. Ogni pittore ha il suo modo di dipingere, ma è nei particolari di un volto riportato sulla tela che l’artista mette molto di più di una pennellata, ci sono emozioni, sensazioni, ricordi, c’è il voler catturare l’anima del soggetto per illuminarla”.  

BABÀzona, mostra fotografica di Emilia Sensale e babà personalizzati con gelati e creme di Guglielmo Mazzaro

Centro Storico di Napoli e babà, un binomio eccellente. Si chiama BABÀzona l’evento che vedrà insieme il pasticciere Immagine evento mostra Emilia Sensale da Mazzpartenopeo Guglielmo Mazzaro e la poetessa e scrittrice, artista e giornalista napoletana Emilia Sensale e, come suggerisce il titolo, sarà proprio il babà il protagonista indiscusso, considerato il fiore all’occhiello dell’attività.

La manifestazione verrà inaugurata giovedì 22 giugno 2017 alle ore 18 presso la Pasticceria Mazz ubicata in Via dei Tribunali e sarà contraddistinta dalla mostra fotografica della 28enne Emilia Sensale, fruibile fino a domenica 25, dedicata proprio ai babà di Mazzaro, il quale per l’occasione presenterà il suo babà-gelato, la giusta unione tra un dolce tipico napoletano che è adatto in tutti i mesi dell’anno, anche in quelli più caldi, e un grande protagonista dell’estate che ben si accoppia al suddetto babà che è caratterizzato da una struttura spugnosa dal tipico sapore di rum ma anche compatta ed elastica. “Il titolo della manifestazione – spiega Emilia Sensale – è un gioco di parole perché indica il voler dedicare una zona agli amati babà unendo le diverse espressioni artistiche che rappresentano me e Guglielmo, ma soprattutto nella pronuncia sembra il P_20170616_114029termine ‘babbasona’. È una variante femminile di una parola che è presente nella tradizione partenopea e indica solitamente una persona sciocca, da piccola mi prendevano spesso in giro usando questo vocabolo e oggi che sono fiera della mia sensibilità nonostante tanti dolori voglio scherzarci così”.

Non è tutto: Guglielmo Mazzaro proporrà il babà personalizzato sul momento secondo le esigenze del cliente, con le sac à poche ben visibili in vetrina e ognuna con la sua crema, ad esempio al cioccolato, pistacchio, fragola, limone con bagna al limoncello, cassata e molti altri gusti. “Il babà classico è sempre il più richiesto – chiosa Guglielmo Mazzaro – ma vorrei che ognuno creasse una propria esperienza con questo dolce, ogni cliente ha il suo mondo interiore anche per quanto riguarda il cibo e vogliamo rispettarlo permettendo a ognuno di scegliere secondo i propri gusti, possibilità che è anche per noi un modo per scoprire il cliente e per migliorare la nostra attività – conclude – magari attraverso suggerimenti per creare nuove creme”

L’Assessora Daniela Villani in visita alla mostra di Emilia Sensale dedicata alle bontà tipiche napoletane

NAPOLI – Il cibo tipico napoletano come occasione di conoscenza e di condivisione, in un viaggio sensoriale totale tra profumi, sapori e immagini. È stata un’occasione davvero piacevole la visita di Daniela Villani, Assessora alle Pari Opportunità e alla Qualità della Vita nel Comune di Napoli, alla mostra pittorica e P_20170524_190039fotografica della giornalista, poetessa e artista Emilia Sensale ‘A Napoli cu na bona salute!’, iniziativa che rientra nel Maggio Napoletano promosso dall’Assessorato. Protagoniste della mostra, visibile fino al 31 maggio 2017 presso la Pizzeria Capasso in Via San Biagio dei Librai e all’Osteria Atri nell’omonima via, entrambe nel Centro Storico di Napoli, sono le bontà tipiche partenopee, immortalate nelle fotografie e presenti nelle opere pittoriche: la pizza, le sfogliatelle, la genovese, i babà, questi ultimi esclusivamente del pasticcere Guglielmo Mazzaro (Pasticceria ‘Mazz’), e molte altre. Ogni pietanza ha una storia, con una nascita spesso dettata dal caso e/o dalla fantasia di una persona, descritta nel depliant che per tutto il periodo dell’iniziativa viene consegnato ai clienti per guidarli nel percorso della mostra e nell’obiettivo di evidenziare il Made in Naples legato alla grande tradizione gastronomica partenopea.

P_20170524_183710Durante l’incontro, avvenuto nella serata di mercoledì 24 maggio 2017, l’Assessora ha apprezzato l’allestimento della mostra, completamente ideato da Emilia Sensale: oltre alle opere pittoriche, come ad esempio i disegni con particolari ricamati dalla stessa Emilia e i taglieri dipinti, infatti, le fotografie sono esposte secondo un allestimento che ricorda i panni stesi, immagine legata a una tradizione dei vicoli della città. Nello specifico, un filo attraversa la sala principale della Pizzeria Capasso, mentre all’Osteria Atri le foto sono sui fili di un vero e proprio balcone presente all’interno.

L’Assessora Daniela Villani ha voluto evidenziare “la grande fantasia di Emilia, caratterizzata da una dolcezza che potrei definire propositiva. La creatività attraverso la generosità, che è una sua qualità, si fa gesto concreto e il grande uso dei colori – conclude – dimostra l’arcobaleno di emozioni che Emilia sa provare e regalare a chi le sta vicino, una ragazza che, e lo si capisce già al primo sguardo, è dolce, sensibile, sincera”. Emilia Sensale, 28enne napoletana che da anni come giornalista si occupa anche di enogastronomia, è molto felice per la mostra “poiché rappresenta una sorta di riscatto dopo un periodo difficile, che ancora non è finito del tutto ma che sicuramente, attraverso la possibilità di far esprimere la mia arte in varie forme, trova una dimensione dalla quale nasce una speranza che ha il buon sapore di una felicità che non credevo più possibile”

Struscio e zuppa di cozze, sacro e profano del giovedì santo napoletano

PUBBLICATO SU CAMPANIACHE

Piazza_San_DomenicoSecondo la religione cristiana, il giovedì che precede la domenica di Pasqua si celebra la Messa che ricorda l’Ultima Cena consumata da Gesù con i suoi apostoli prima della sua Passione, con il rito della lavanda dei piedi. A Napoli per il giovedì santo sacro e profano si intrecciano e oltre alla celebrazione religiosa c’è in serata la zuppa di cozze sulle tavole partenopee. 

‘Struscio’ è il termine con il quale si indica la passeggiata che i cittadini napoletani fanno nel tardi pomeriggio del giovedì santo per visitare i sepolcri, in altre parole le solenni esposizioni del Santissimo. Secondo tradizione, bisogna visitare sette chiese cittadine e inizialmente le basiliche erano quelle ubicate tra Via Toledo e Piazza Plebiscito, indicando l’iter della passeggiata che solitamente è tipica dello struscio. Il vocabolo indica il rumore delle scarpe che strusciano sull’asfalto durante la passeggiata e ha una sua storia: Ferinando I di Borbone per la Settimana Santa vietò la circolazione di carrozze e cavalli in Via Toledo affinché il popolo napoletano potesse camminare serenamente nell’occorrenza del giovedì santo e c’era così tanta folla che le persone erano costrette a camminare lentamente e molto vicine tra loro, strusciando le scarpe sull’asfalto e sfregandosi vicendevolmente i vestiti buoni messi per l’occasione. 

Ferdinando I di Borbone è presente anche nella storia che ha portato la zuppa di cozze napoletana sulle tavole della sera del giovedì santo, un piatto squisito dove il gusto piccante si unisce all’inconfondibile profumo di mare.

Si narra che Ferdinando I di Borbone fosse molto goloso di pesce e che mangiasse spesso le cozze, ma fu redarguito da un frate domenicano che lo invitò almeno per la Settimana Santa a non mangiare piatti sofisticati affinché non cadesse nei peccati di gola. Il re non voleva rinunciare alle cozze e chiese di cucinarle in modo semplice, così fu proposto questo piatto con salsa di pomodoro un po’ piccante che oggi conosciamo in una versione ricchissima, comprendente anche di polpo e freselle. 

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