Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Campania, la regione che ama la birra

Articolo pubblicato su campaniafoodporn.it

La Campania si conferma mese dopo mese la regione dove è possibile fare letteralmente un viaggio nel mondo del bere, verbo che di per sé descrive una azione essenziale per il proseguimento della vita in ogni suo aspetto Logo DrinkInCampaniama che nell’uso quotidiano indica l’abitudine all’apprezzare le bevande alcoliche. E in Campania il mondo del bere è variegato , contraddistinto da numerosi prodotti e tutti di qualità, ma parliamo di una grande possibilità di scelta poiché oltre alla varietà dei vini tipici regionali dalla storia secolare c’è un’ampia cultura che riguarda la birra.

Negli ultimi anni sono cresciuti sotto ogni aspetto i birrifici artigianali: il territorio campano ha una sua tradizione oramai, con piccole grandi realtà portate avanti con passione e grande competenza, confermandosi sesto per produzione di orzo. Una ricerca sempre entusiasmante che è contraddistinta anche da una maggiore conoscenza anche da parte del consumatore, che gradisce maggiormente il prodotto artigianale e dimostra di riconoscere i vari tipi di birra e la differenza fra ogni gradazione alcolica. I numeri parlano chiaro: in tutta Italia si spendono 1.523 milioni di euro per l’acquisto di birre e la Campania risulterebbe sul podio per la presenza di birrifici artigianali. Oltre al classico accostamento con la pizza napoletana, la birra risulta fedele compagna di molti piatti e sono tantissimi i giovani che la preferiscono rispetto ad altre bevande alcoliche per trascorrere momenti di svago con gli amici lontano dai pasti.

Allargando la visuale, è impossibile non sottolineare la grande crescita di locali che si interessano di birra. Al di là del sorso al bicchiere e delle piacevolissima schiuma che accarezza le labbra, ci sono gli imprenditori che garantiscono ai consumatori di poter scegliere fra un’ampia gamma di birre e spesso chiacchierare con loro permette di aumentare la propria conoscenza di questo affascinante mondo. Oggi sono tantissimi e registrano un enorme successo i pub in tutta la regione. Babette a Napoli è stato uno dei primi in Italia a proporre la birra in tutta la sua bontà inserendo nel proprio menu una serie di prodotti di alta qualità, ognuno con le proprie caratteristiche e componenti di una vera e propria cultura che il cliente poteva acquisire sorso dopo sorso. Negli anni, i locali si sono diversificati e le richieste dei consumatori hanno confermato il bisogno di una varietà e di una qualità che i birrifici artigianali sanno proporre: è il caso delle bracerie luoghi dove la carne e protagonista e spesso si accompagna alla birra. Un esempio fulgido è offerto dalla Braceria Castellano sul lungomare di Pozzuoli, che oltre ad avere in menu varie birre di qualità note a livello mondiale propone di tanto in tanto una selezione di birre artigianali e si interessa ai prodotti dei birrifici artigianali in Campania. E non è tutto: ha promosso l’Arthur’s Day, un evento internazionale tutto dedicato alla Guinness, birra di tipo stout più famosa del mondo. 

DrinkInCampania, un mondo tutto da scoprire… e da bere (con un logo da me ideato e creato)

Articolo pubblicato su campaniafoodporn.it

Al giorno d’oggi c’è un grande fermento nel mondo gastronomico regionale, tra produttori e consumatori: crescono gli estimatori delle prelibatezze made in Naples e c’è una immensa cultura su tutti i prodotti tipici e gli eventi delle varie province, coadiuvata dalla presenza di giornalisti e foodblogger che si impegnano per Logo DrinkInCampaniaparlare dell’universo del cibo in tutte le sue sfaccettature. La Campania è una regione con una grande tradizione culinaria lunga secoli, ma ha anche una profonda storia legata alle bontà tutte da bere. Un universo che ha molto da raccontare ed è proprio per scoprire ed esporre tutte le sue affascinanti storie e caratteristiche che annunciamo la nascita della nostra rubrica DrinkInCampania.

Tutto è iniziato secoli fa, con la nascita di una tradizione enologica che ha visto la sua genesi con gli antichi Greci arrivati nelle terre campane e poi con il popolo romano. Nello specifico, i Greci introdussero anche nel territorio campano i semi della vitis vinifera, firmando così la partenza di un mondo da bere che ancora oggi ci delizia, e i Romani, in particolare gli imperatori, apprezzavano tantissimo i vini campani come il Falerno che era prodotto nella parte nord della regione. Oggi, sono moltissimi i vini regionali, ognuno con la sua storia e il suo sapore inconfondibile, contraddistinti da sigle DOCG, DOC e IGP, quali Aglianico del Taburno, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Falanghina del Sannio e Lacryma Christi del Vesuvio, ma giusto per citarne alcuni. I vini oramai accompagnano anche la pizza e sono sempre più i locali che propongono nel menu una buona scelta di vini che accostano squisite fette di pizza. 

Pensando a ciò che di liquido si porta alle labbra mentre si mangia una buona pizza napoletana, tuttavia, viene principalmente in mente la birra. E la birra in Campania ha uno spazio immenso, con veri e propri birrifici che sono nati nel territorio regionale. Il popolo campano conferma giorno dopo giorno di saper apprezzare la birra, dimostrano di riconoscerne le varie caratteristiche snocciolando con facilità e passione diversità quali malto e doppio malto e con una grande disponibilità a provare sapori nuovi. Sono in crescita i pub nelle varie province che propongono una sfilza gustosissima di birre, capaci di soddisfare ogni palato.

Un posto d’onore in Campania hanno i liquori, con una bella storia alle spalle, capaci di accompagnare momenti felici e da sempre offerti agli ospiti. È tradizione, infatti, omaggiare i visitatori dei liquori prodotti in casa, quali il limoncello a base di limoni della Penisola Sorrentina o della Costiera Amalfitana. C’è ad esempio il nocillo, prodotto con le noci che devono devono essere raccolte e tagliate alla vigilia del giorno di San Giovanni, vale a dire il 23 giugno. Vi è poi il nanassino, prodotto con le bucce di fico d’India di colore giallo che vanno messe in infusione con alcool 95° e successivamente vi si aggiunge uno sciroppo d’acqua e zucchero.

Entra con gradevole prepotenza nel nostro viaggio l’espressione ‘bere un caffè’. Un caffè è un dono vicendevole, una gioia da condividere. Il caffè è strettamente legato alla tradizione napoletana e attualmente oltre alla classica tazzina ci sono tantissime proposte golose.

Sono tanti i prodotti, molte le storie da raccontare e le caratteristiche da snocciolare e siamo pronti a portarvi con noi in questa affascinante avventura. 

Nasce il Napoli Club Cercola Partenopea

NAPOLI – Creare un ambiente accogliente e caloroso dove poter tifare il Napoli e, tramite molteplici iniziative, difendere e promuovere l’orgoglio identitario del popolo cercolese: sono questi alcuni degli obiettivi del Napoli Club Cercola Partenopea 2Napoli Club Cercola Partenopea, una realtà che sarà inaugurata nella mattinata di domenica 26 marzo 2017 nella sede sul Corso Domenico Riccardi al civico 245 e che ha già superato i cento soci. L’inaugurazione vedrà la partecipazione, tra gli altri, del presidente del club Tony Manna, dell’Assessore allo Sport Ciro Borriello e della giornalista Emilia Sensale, mentre saranno in collegamento telefonico l’ex allenatore azzurro Edy Reja e l’ex giocatore del Napoli Beppe Bruscolotti.

Napoli Club Cercola Partenopea Tony MannaLe iniziative che saranno proposte dal Napoli Club Cercola Partenopea saranno dedicate a tutte le fasce d’età, per giovani e per anziani: oltre all’organizzazione delle classiche trasferte e alla visione delle partite nella sede, “ci saranno attività teatrali – spiega Tony Manna – e saranno organizzate visite guidate ai tesori della regione, non mancheranno poi attività di volontariato e beneficenza e ci sarà anche l’occasione per iniziative legate anche ad altri sport”.

Uno degli obiettivi del club è anche quello di ribadire che “Cercola è azzurra – sottolinea Manna – perché per la presenza della sede di un importante club Juve la città viene associata solo al tifo bianconero, invece sono moltissimi i tifosi azzurri”. L’inaugurazione sarà, inoltre, l’occasione per riunirsi e discutere del cammino compiuto finora dal Napoli e per scambiarsi opinioni e speranze sul futuro azzurro, “ricordando i grandi risultati ottenuti – conclude Manna – e guardando i traguardi che dobbiamo ancora raggiungere. Il popolo napoletano merita di vincere!”. 

Le bontà di pesce del menu estivo di Villa Buonanno, Cercola (Na)

di Emilia Sensale 
PUBBLICATO SU 'I TEMPLARI DEL GUSTO'

Rinnovarsi è una capacità non innata ma che si sviluppa nel tempo: sono le esperienze di felicità e soprattutto quelle che scuotono l’umore con la loro bruttezza a gonfiare nel cuore la brama di offrirsi al meglio agli amici, a un pubblico pagante, a un partner, in una situazione dal gusto accademico e in mille altri ambiti. Ci si rinnova sempre dopo la scintilla di un entusiasmo crescente: a volte si peggiora nel comportamento, spesso invece si ha voglia di proporre qualcosa di bello, di affascinante, qualcosa che possa arricchire lo spirito delle altre persone. Lo sanno bene Laura Greco e Giuseppe De Falco, proprietari del Relais Villa Buonanno di Cercola e promotori di un grande lavoro di recupero della struttura durato quattro anni e che oggi propongono una struttura davvero meravigliosa, una lussuosa perla nel territorio di Cercola. Per l’esattezza, nel 1996 all’acquisto del luogo c’erano solo le rovine dell’antica villa settecentesca che agli inizi del Novecento era di proprietà dell’aristocratica famiglia Buonanno ed era la residenza estiva di Mary Buonanno Schellembrid, la bibliotecaria che salvò nell’agosto del 1943 dall’incendio a seguito dei bombardamenti su Milano circa 170mila volumi della biblioteca Briadense.

SPONSORBUONANella struttura si trova il Ristorante Torre Platta, che prende il nome dall’antica torre che lo ospita ed è definita ‘platta’ per la cima piatta, vale a dire senza smerlature. Il giovane chef Mario Strazzullo ha presentato alla stampa le novità del menu estivo regalando un vero e proprio viaggio dei sensi che ha il profumo del mare poiché le bontà proposte sono a base di pesce.

Ad aprire le danze è dapprima il cuoppo con fiore di zucca al nero di seppia e pasta fritta, poi l’interpretazione del colurcio: esso era caratterizzato anticamente da un lungo bastone di pane sfregato con l’aglio e poi riempito con sale, pomodoro, olio e se c’era possibilità si aggiungevano le acciughe; Mario Strazzullo ha proposto una versione con passata di pomodorino del Piennolo, cialda di aglio croccante, terra di pane e pomodoro, pesto di basilico e olio in polvere. Squisito poi il ‘Finto fritto all’italiana’, come lo chef ha voluto chiamare la passerella su piatto corvino di quattro bontà diverse: crocchè con calamari e zenzero, un arancino di riso con piselli e frutti di mare, frittatina di spaghetti al nero di seppia e lupini e un’alice fritta con provola e salame. Vi è poi l’uovo con “cottura poché” (versione francese della cottura in camicia) su un letto di farro e agretti con asparagi e i pizzicotti con ripieno agli scampi e serviti con un’infusione di caffè e limone candito, quest’ultima proposta direttamente da un’apposita caffettiera al momento dell’arrivo in tavola. Un sandwich di triglia con asparagi e lime accompagna poi le labbra al dolce finale: una ‘sfogliatella scomposta’ che ha richiesto un meritato bis. A concludere il tutto, una piccola sorpresa: una sfiziosa caramella di alghe pronta a distendersi sul palato, accompagnata da un centrifugato di mela verde, smeraldo brillante come la natura che caratterizza il meraviglioso giardino di Villa Buonanno, struttura da apprezzare in tutta la sua bellezza… e bontà. 

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