Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Interviste ad Emilia

L'INTERVISTA A EMILIA SENSALE, LA VINCITRICE DEL CONCORSO LETTERARIO ''SEDANI"
Asti, 26 Maggio 2006
La incontriamo al Festival Passepartout di Asti.

Incontro una ragazza di Napoli, ha 17 anni, si chiama Emilia Sensale. Si presenta in bel modo: viso allegro, voce gioiosa… da’ una bella impressione. Mi dicono che ha scritto un racconto e che ha vinto il primo premio al concorso letterario “Sedani”. Ci ritroviamo poco dopo attorno ad un tavolo di quelli bianchi, di plastica, e iniziamo la chiacchierata.

D. “Allora Emilia, perché hai partecipato a ‘Sedani’?”
Emilia: “Ho sempre amato scrivere, è una passione che ho coltivato fin da bambina. Ho iniziato ad undici anni a scrivere racconti, mentre dopo i tredici ho anche scoperto la bellezza di scriver poesie. La mia partecipazione al concorso è stata quasi casuale: ho visto un annuncio su Top Girl.
Era posto in un angolo ma sembrava simpatico. Ascoltando la mia passione, ho fatto una ricerca su internet, ho letto gli incipit forniti: essi mi hanno ispirato moltissimo e a questo punto ho scritto qualche pezzo e l’ho inviato”.

D. “Gli elementi usati risentono di parti autobiografiche?”
Emilia: “Dentro la cornice degli scacchi (il tema di “Sedani” era il gioco) si presentano due personaggi, nei quali ho messo un po’ di mio: il ragazzo che s’invaghisce per una ragazza chiamata Emy (il mio diminutivo) risente fortemente della mia esperienza. Lei è già impegnata con un altro. È questo uno degli elementi centrali del racconto”.

D. “In che senso?”
Emilia: “Il sentirsi rifiutati dalla persona amata, il perder la testa e poi vedersi la porta chiusa in faccia. L’amore deve far star bene, dev’esser gioioso. Poi certo, ci si mette anche con persone con cui si discute, si litiga. A volte capita anche di infatuarsi di qualcuno che non ricambia. Per aggirare l’ostacolo dell’impegno amoroso, molte ragazze diventano spudorate, cioè che non si danno alcuna sicurezza, sono avventate. Oggi si preferisce la facilità, il giocare con sé stessi e gli altri, e non ci si prende mai sul serio. Ecco allora che proietto la mia condizione nel ragazzo, che soffre per le ragazze ‘svelte’. Il mio racconto allora parla innanzitutto di esigenza d’amore nel senso completo del termine. A ciò ha contribuito anche la mia meridionalità, che influisce sul calore e la gioia di voler bene che questi personaggi hanno. Forse è anche per questo che ho scelto come parola chiave “amare” nella sua ambiguità ovvero, sia come verbo che come aggettivo. Si può parlare di “amare una persona”, ma anche di “piangere lacrime amare”. Magari a piangere è proprio quella persona che ama. In questo modo illustro il doppio taglio che può assumere la stessa parola.”

D. “Che ruolo ha il tuo excursus linguistico?”
Emilia: “Innanzitutto è un lavoro che parte come una panoramica della cultura italiana, spaziando tra Dante ed autori più recenti, tutti implicitamente citati. La mia intenzione attraverso la figura maschile è di difenderne la ricchezza, la sua immensa cultura. La lingua italiana è piena di parole che man mano scompaiono, perché oggi si preferisce una semplificazione del linguaggio. Ciò è un peccato per il valore della nostra tradizione perché ciò non comporta altro che un progressivo impoverimento della nostra civiltà.

D. “Come dovremmo interpretarlo in un contesto attuale ed internazionale?
Emilia: “Io credo che ogni cultura e popolo vada rispettato. Come si dice, il mondo è bello perché è vario e in tutte le culture c’è sempre una sorpresa (come nel Kinder, nda), purché, Voltaire docet, la libertà sia autentica e non elimini quella degli altri. Quando ciò non avviene trovo quella cultura un po’ meno bella, perde un po’ di fascino. Visto che in Europa s’è versato sangue per ottenere diverse libertà (come quella di culto), è bene tenercele strette e non rinunciare alle possibilità di esprimerci che esse ci danno.”

D. “Che posizione politica hai? Credi? Se sì, perché”
Emilia: “Non mi interesso molto di politica. Tuttavia sono cattolica e abbastanza praticante. Prima di venire qui ad Asti (dove si teneva il festival di Passepartout, ndr) ho passato un periodo difficile, piuttosto brutto. Ho dovuto traslocare con tutto quello che ciò comporta. Ma non mi lamento, ringrazio Dio per quel poco che ho avuto nella vita. Venir qui ad Asti, star tra questa gente così diversa dalla mia, anche se a volte più fredda, poter esser intervistata per la prima volta… Per tutto questo ringrazio Dio e tutti i Santi!
Io in Dio ci credo perché Egli è prova d’amore e tutto ciò che Lui fa, lo fa come dimostrazione che c’è qualcosa di più grande. Tutto ha un senso, anche le difficoltà peggiori.

Finisco l’intervista, certe cose mi hanno messo i brividi. È bello vedere che qualcuno non si vergogna della sua semplicità. Spesso si cerca di ostentare qualcosa che non si è per proteggersi dalle critiche. Oggi ho incontrato una persona autentica, che vive della sua autentica semplicità. A volte, anche con le occasioni più strane, s’impara ad essere più noi stessi.

Pubblicata su IL BRIGANTE – Periodico per il sud del Terzo Millennio

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Al bar De Pretis di Napoli sono a tavolino con un fumante caffè insieme ad Emilia Sensale, una giovane poetessa e scrittrice nonché praticante giornalista, che ha rilasciato una breve intervista al nostro giornale “Casoriadue”.

Emilia parlaci un po’ di te e di come è nata questa tua ispirazione poetico – letteraria.
Sono nata ventidue anni fa a Napoli, dove vivo tuttora. Ho frequentato la scuola media “Ugo Foscolo” e il liceo classico “Vittorio Emanuele II”. Nei miei scritti il mio filo conduttore è l’amore, di tutti i tipi, nella sua più profonda espressione: quello sentimentale, fra genitori e figli, spesso anche ispirati a vicende personali. All’età di undici anni in un giorno di primavera-estate scrissi il mio primo racconto e da allora mi appassionai sempre più alla letteratura, tant’è vero che all’età di tredici anni scrissi la mia prima poesia, e da lì ho seguito la mia musa ispiratrice fino ad arrivare a sedici anni, quando lessi su un classico giornale per adolescenti il bando per il concorso internazionale letterario “SEDANI – storie raccontate a mano”, bandito dalla Biblioteca Astense e tramite e-mail mi fecero sapere che avevo vinto il 1° Premio. Il premio consisteva in un soggiorno ad Asti per una settimana, allora c’era il Festival della Letteratura, e in quell’occasione conobbi tante persone dell’ambito letterario con le quali mi sento tuttora. 
 
Quali sono stati gli eventi e le opere letterarie più significative?
Nel maggio 2006 partecipo al concorso “Inventa la tua Rima per il 1288” bandito da Telecom Italia; le mie rime sono inserite in un CD distribuito in tutta la nazione e pubblicizzate negli spot in TV, nel giugno 2006 sul noto mensile “Guida ai Libri”, distribuito dalla celeberrima “Libreria Guida” a Port’Alba a Napoli, l’illustre prof.ssa Angela Procaccini pubblica una mia poesia accompagnata da una deliziosa critica letteraria, a  settembre del 2006 vinco il concorso letterario “Un racconto Fantasy per Napoli” bandito dalla casa editrice “Scrittura & Scritture” col racconto “Il Pendio Oscuro”, sempre a settembre nell’anno 2006 conosco l’illustre dott.ssa Ebe Alongi, celebre Neurologa e Poetessa, che in una deliziosa lettera, dopo aver letto alcune mie liriche e componimenti, mi definisce “Scrittrice”, evidenziando lo stupore per il mio lessico, considerato dolcemente arcaico e meraviglioso, classico, paragonandomi addirittura alla celeberrima poetessa greca Saffo, nel gennaio 2007 sono invitata alla seconda presentazione del libro “Un racconto Fantasy per Napoli” presso la Libreria Feltrinelli a p.zza dei Martiri, volume che contiene il mio racconto vincitore del Concorso Letterario bandito dalla casa editrice napoletana “Scrittura & Scritture”, presentato dalla scrittrice Valeria Parrella che si è dimostrata entusiasta del mio racconto, mentre a maggio sempre nel 2007 “Un racconto Fantasy per Napoli”, volume che contiene il mio racconto vincitrice del concorso letterario, vince il premio “L’Uovo di Napoli” ed assisto alla cerimonia di premiazione presso la Sala Oscura nel Castel dell’Ovo, in occasione del Maggio dei Monumenti, ancora a giugno nel 2007 il mio sonetto “Per quell’innocente flusso Amaranto”, in ricordo degli anni di Piombo, partecipa attivamente all’iniziativa “Macchie di Silenzio” ottenendo un grande successo di critica. Nel maggio del 2009 mi reco a Bomarzo in provincia di Viterbo, per ritirare una medaglia vinta al Concorso Letterario “Poeta Anch’io” bandito in onore del famoso Parco dei Mostri di Bomarzo, infine a luglio sempre nel 2009 vinco il Concorso Letterario “Dialogando: donne ed integrazione” bandito dalla libreria Evaluna, sono fra le quattro selezionate su un campione di decine e decine di partecipanti. Ultimamente sto curando gli studi su Napoli per la Napoli Storico – Artistica seguendo gli studi del prof. Aldo De Gioia, noto storico studioso della Napoli di tutti, anche autore dell’unica biografia di Caruso.

Riguardo al giornalismo, per quale testata collabori e quale è il settore di cui ti occupi?
Ho iniziato la mia carriera giornalistica collaborando per alcuni periodici, con articoli inerenti alla cronaca e alla cultura e anche filosofico – religiosi, oltre alle pubblicazioni di poesie e racconti su importanti periodici di tiratura nazionale e internazionale, avevo anche una rubrica fissa su un giornalino di scuola curando la sezione poesie. Nel giugno 2010 entro a far parte ufficialmente dei collaboratori di “PianetAzzurrro” e mi sono occupata anche di varie rubriche fino a conquistare un ruolo di caporedattrice, nonché responsabile della community legata al giornale, poi ho avuto la trasmissione radiofonica “Mondocalciotel” di Tele5 Napoli web radio. Nel 2011 ho iniziato a collaborare su “Napolipress.com”, testata giornalistica sportiva legata al Calcio Napoli.  Ho iniziato a scrivere di calcio per amore di una persona che mi ha aiutato a scoprire una irrefrenabile passione per il mondo del pallone, che alla fine  si è trasformata nella mia professione. Da quando mi occupo di Calcio Napoli la squadra ha ottenuto tante meritate soddisfazioni, alla Società Azzurra sto dedicando gran parte delle mie energie, e devo dire che di soddisfazioni ne ho avute tante, intervenendo ai microfoni di importanti emittenti radiofoniche e televisive e spero di proseguire in questo cammino.

 

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