Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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LA FESTA DELL’IMMACOLATA A PIAZZA DEL GESU’ COINVOLGE CITTADINI E TURISTI CON IL CUORE RIVOLTO AL PROSSIMO 21 MARZO

di Antonino Fiorino

10802026_379740575523210_2830466134785596704_nNAPOLI – In avvicinamento alle festività natalizie a Napoli già si inizia a respirare la magia di quella tipica atmosfera che sembra investire tutto e tutti accrescendo un senso di condivisione di valori religiosi ed etici. La Festa dell'Immacolata Concezione, anche quest'anno, nel capoluogo partenopeo si conferma come un appuntamento tanto atteso da cittadini e turisti che hanno letteralmente preso d'assalto Piazza Del Gesù Nuovo nel centro storico dove a partire dalle ore 12 il Cardinale Crescenzio Sepe ha officiato la cerimonia salutata con affetto dai numerosi partecipanti tra cui anche il primo cittadino Luigi De Magistris. Il consueto rito della deposizione della corona di rose bianche come simbolo di purezza nelle mani della Statua dell'Immacolata è un omaggio che la città di Napoli rende alla Vergine Maria in quello che è a tutti gli effetti un atto di fede, di consapevolezza in un futuro migliore e di attaccamento alle proprie tradizioni religiose, sentimenti che mai devono svanire, anzi devono continuarci a stimolare in un continuo rapporto di mutua collaborazione. “Perché è proprio da questo sentimento che la città con la sua gente e con i suoi giovani deve ripartire per raggiungere un completo riscatto da tutte quelle condanne che come popolo riceviamo ingiustamente – afferma con incisività il Cardinale Sepe – per cui il mio messaggio è soprattutto diretto alle giovani generazioni che hanno bisogno di modelli di riferimento e di verità sulle valide opportunità di auto-determinazione ricercando solo il lavoro onesto e – concludendo – credo che Napoli orientando lo sguardo alla Madonna non possa far altro che ottenere parole di verità di cui mai come ore avrebbe tanto bisogno, mentre da parte nostra ogni giorno cresce la responsabilità di rendere da ogni punto vista questa città all'altezza della propria storia secolare”.10690286_379740485523219_1754717749326192562_n
Dopo l'intervento dell'Arcivescovo di Napoli, prende parola il Sindaco che, rappresentando l'intera comunità civile, ha assistito alla deposizione della corona da parte dei vigili del fuoco con grande partecipazione e immedesimandosi nella situazione attuale afferma che “per cercare di risolvere i tanti problemi in cui versa la città c'è bisogno della fattiva collaborazione di tutti, del contribuo di ogni singolo cittadino con la propria sensibilità nei confronti delle sorti della terra natia, il tutto con un fiero senso di appartenenza e di consapevolezza delle potenzialità che Napoli è in grado di sprigionare al cospetto del mondo intero per cui è fondamentale mantenere alto il nome della città con orgoglio e dignità”.
Una festa che si rinnova di anno in anno registrando il diretto coinvolgimento di fedeli e anche di turisti che inondano con entusiasmo il centro storico impreziosito dalle luminarie in occasione delle prossime festività natalizie e in città già si vive un'atmosfera di impaziente attesa a distanza di quasi tre mesi da un appuntamento altrettanto importante dal punto di vista spirituale, umano e sociale con la visita di Papa Francesco prevista per il 21 Marzo 2015.

 

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“FLASH-BACK” AL GAMEN NEL SEGNO E NEL RICORDO DI ENRICO GAMBARDELLA

di Antonino Fiorino

Napoli – La forza del ricordo resiste nel tempo e coinvolge quelle menti sensibili nel tentativo di scavare nelle viscere del passato a cui si è legati da un filo sottile fatto di nostalgia benefica e da tanto amore in grado di rispolverare scenari tanto surreali quanto struggenti perché si palesano come parte concreta del proprio vissuto.
È proprio questo il sentimento che ha incorniciato la mostra fotografica ideata ed allestita da Stelvio Gambardella nel ricordo, a dieci anni dalla scomparsa, del compianto padre Enrico Gambardella, valente e sensibile artista che ha dedicato gran parte della propria vita alla declinazione di ogni forma di espressione artistica a stretto contatto con il mondo circostante da cui estrapolare attimi fuggenti e significativi spunti di riflessione. Stelvio ha seguito le orme paterne e lungo il proprio cammino di artista non ha mai smesso di orientare lo sguardo e il cuore al suo unico punto di riferimento, papà Enrico, al quale come in una sorta di ringraziamento personale per l'efficacia dei suoi insegnamenti ha voluto tributare un'esposizione retrospettiva dal titolo 'Flash – Back' tenutasi durante il pomeriggio di sabato 6 Dicembre nei locali del centro d'arte e cultura Gamen ubicato in via Pontenuovo a Napoli. Ogni pensiero che pervade la mente di Stelvio ha come diretto destinatario il padre che gli ha fatto scoprire l'amore per l'arte e la cultura, da qui la scelta di dedicargli il centro Gamen che rispecchia la firma con cui Enrico Gambardella era solito contraddistinguere i propri elaborati per poi arrivare all'evento di sabato scorso dove Stelvio con cura maniacale ha presentato pubblicamente gli inediti scatti di papà Enrico dopo averli reperiti per puro caso durante le consuete pulizie domestiche.
Le foto, per la maggior parte in bianco e nero, documentano spaccati di vita quotidiana e risalgono al periodo a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta racchiudendo un valore storico non indifferente perché permettono di capire come determinate attività e figure appartenenti alla società civile passata si siano poi sviluppate nel tempo cambiando, a seconda dei casi, la propria natura o addirittura mantenendone inalterata l'essenza suscitando la curiosità e l'acume critico dell'osservatore.
Sono reperti che possono essere ascritti al neorealismo, come spiega il critico d'arte e professore Domenico Raio, perché nel loro insieme ci fanno scoprire un lato inesplorato fino a quel momento di Enrico Gambardella che amava stare a contatto con la gente catturandone con l'attento obiettivo comportamenti ed emozioni palpabili senza snaturare in alcun modo il senso primario di ogni cosa connaturale a quella precisa realtà di un tempo immortalata come se la stessa fosse parimenti credibile e plausibile anche nel mondo attuale. Foto che racchiudono anche valori umani come l'attaccamento alla famiglia e l'appartenenza alle origini come testimoniano le istantanee in cui figurano amici e parenti ripresi singolarmente o in gruppi nell'intento di trascorrere ore liete tutti assieme. Valori, appunto, che vanno in un certo senso recuperati e conservati in quel che può essere un monito diretto fondamentalmente alle giovani generazioni che devono capire l'importanza della famiglia come presenza  e punto costante di riferimento nella vita di ciascun individuo. “Mi piace vivere il ricordo di mio padre attraverso le sue opere pittoriche e fotografiche – afferma Stelvio fiero e commosso ai microfoni degli amici giornalisti Emilia Sensale e Antonino Fiorino per la loro rubrica 'Il chiodo fisso dell'arte' approfondimento artistico della trasmissione 'Non c'è Sensale senza Fiorino'e caso ha voluto che reperissi questi scatti risalenti da cui sin da subito è partita l'iniziativa di creare una dedicata esposizione sperando che l'esempio di mio padre continui a caratterizzare la mia vita di uomo e artista, sicuramente seguiranno tante altre interessanti iniziative per rendere omaggio a mio padre che mi ha fatto avvicinare a questo mondo da cui non mi separerò mai provando a ricalcare le sue orme e a metterci la stessa passione”.

 

 

 

 

 

UNA CENA DELIZIOSA CON LE NOVITA’ D’AUTORE FIRMATE DALLO CHEF FRANCESCO PARRELLA

di Antonino Fiorino

1455905_370442026453065_1216900514281965896_n10428670_370442056453062_4983457113356720090_n Napoli – Desideravamo trascorrere un sabato sera particolare, ritagliato a puntino tutto per noi. Da vivere intensamente dopo un periodo di estenuante attività extra-giornalistica, in cui però solo momentaneamente abbiamo giocoforza accantonato microfono e telecamera senza perdere l'amore che nutriamo per il mondo dell'informazione, anzi per noi è stata una valida occasione per alimentarlo ulteriormente di buoni propositi ripromettendoci di tornare ben presto in carreggiata con ancor più entusiasmanti novità da condividere con chi ha sempre creduto nella nostra modestissima professionalità. Una cena alla trattoria e pizzeria “A Taverna d'o re” era proprio ciò che ci voleva, potendo gustare i piatti prelibati del resident chef Francesco Parrella e respirare aria di tradizione, ma soprattutto di casa per l'ampia cortesia dell'intero staff che coadiuva il talentuoso chef napoletano oramai da tantissimi anni. Un'empatia di fondo che lascia piacevolmente sorpresi con efficaci benefici sul servizio offerto e sulla vasta gamma di proposte culinarie, adatte a palati fini ma anche eterogenei. Tra le mura della Taverna, recentemente modificate con un restyling fresco e accogliente, è possibile apprezzare ogni tipo di pietanza, che sia essa di mare o di terra, capace di conquistare sin da subito l'attenzione dell'avventore proiettandolo, per l'intera durata della degustazione, in un mondo parallelo fatto essenzialmente di buon gusto per la vera tradizione mangereccia partenopea. A distanza di quasi un anno, io ed Emilia siamo stati ospiti dello chef Parrella felici di averlo riabbracciato insieme alla moglie Annalisa e ai loro fidi collaboratori che ci hanno accolto con tanto affetto e accompagnato in un viaggio enogastronomico d'eccezione in cui spiccano tutte creazioni d'autore, preparate con maestria e sapienza dal padrone di casa.

Un ricco e variegato antipasto di benvenuto si è rivelato il giusto apripista di una serata all'insegna della gradita compagnia e del buon cibo, ovvero una rassegna di novità assolute tra la gustosa e originale polpetta di pesce spada ricoperta da scaglie di parmigiano e da un purè di melanzane, passando poi alla proverbiale parmigiana di alici e terminando con lo sfizioso involtino di verza con baccalà e salsa di patate.1798262_370441889786412_9142904471838369155_n

Portate di una certa consistenza, non solo sostanziale, ma anche simbolica testimoniando di fatto la filosofia perseguita idealmente e concretamente da un Parrella in grande spolvero e in vena di grosse novità ai fornelli, non risultando mai prevedibile negli abbinamenti che incontrano puntualmente il compiacimento della clientela.

Una filosofia, appunto, che suona come un doveroso omaggio alla tradizione, alla quale però Parrella si rivolge non solo con reverenza, ma anche con lungimiranza cercando di imprimere quanto più possibile nei piatti la propria impronta originale. Un marchio di fabbrica che, come ogni chef che si rispetti, ha saputo ottenere con merito e dedizione, alternandosi con disinvoltura da una cucina a tratti ricercata a un'altra molto più semplice e immediata, prediligendo sempre nuove rivisitazioni concepite e attuate alla propria maniera. A seconda del momento degustativo, così come rispondente alla sua stretta volontà, Parrella sa proporre i giusti abbinamenti tra gli ingredienti all'interno dello stesso piatto, ma anche delle diverse pietanze con una selezione di vini all'altezza dei palati più esperti ed esigenti.

1907858_370442113119723_3152336810101396080_nUn capitolo a parte, ora che ne abbiamo avuto la prova definitiva, va riservato sicuramente al ragù napoletano, preparato come richiede tradizione e accompagnato di volta in volta da carni di prima qualità tra braciole, polpette, tracchie e spezzatino, in abbinamento con contorni a scelta, ma alla stregua di questa offerta culinaria è da menzionare un altro primo piatto come la deliziosa genovese senza dimenticare la buonissima minestra maritata che è possibile assaggiare indipendentemente dalla sua originaria consumazione durante le festività natalizie e pasquali.

Ottimi anche i secondi di pesce, tra i quali bisogna annoverare il baccalà presentato in diverse versioni sormontate da verdure fresche e salutari, un dettaglio che contribuisce ulteriormente alla buona riuscita dell'elaborato e a dare un tocco di sapore in più ad un piatto pronto ad essere apprezzato in ogni sua parte.

10338724_370442166453051_1717747667891435457_n1441291_370442143119720_4611619821756180915_nQuesta serata meglio non poteva concludersi con un degno suggello finale consistente in una doppia proposta dolciaria preparata all'istante dallo chef Parrella, ovvero un tiramisù e una millefoglie ricoperta da crema pasticcera e amarene. Alla Taverna d'o re la cucina tradizionale trova il suo ambiente ideale e ben si va ad integrare con le novità d'autore firmate dallo chef Parrella che ama spaziare con la medesima efficacia da una pietanza all'altra senza in alcun modo snaturare la sua matrice e la primissima ispirazione, anzi dimostrando continuamente di riscuotere ampi consensi con le sue squisite creazioni a tutto tondo.

 

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COSTRUIAMO LA VITA SENZA LASCIARE NULLA DI INTENTATO

di Antonino Fiorino 

PUBBLICATO SUL NOSTRO 'RACCOGLITORE' DEL MESE DI OTTOBRE 2014 

NCSSF_22È stato un mese ricco di cose da fare, durante il quale Emilia ha iniziato un nuovo percorso universitario e ci siamo potuti dedicare poco alle interviste. È stato un mese di attenzione, sì, di attenzione, perché entrambi abbiamo fatto delle scelte e non sappiamo dove ci porteranno, ma queste scelte sono figlie del nostro cuore e va bene così, noi abbiamo sempre avuto fiducia nel cuore. Per il mese di ottobre 2014 ho scelto quello che spero possa essere uno scritto in cui traspaia tutta la schiettezza della mia persona e del mio modo di rapportarmi ai potenziali interlocutori senza alcuna mediazione equivoca. Scrivo queste battute animato dalla convinzione che mi ha da sempre contraddistinto per esternare nella maniera più chiara possibile il mio pensiero su un determinato argomento da estrapolare dalla fitta attualità o dalla vita di tutti i giorni.

Molteplici sono gli spunti di riflessione su cui puntare per la stesura dell'oramai classico pezzo di apertura del nostro Raccoglitore, che si conferma per noi come un modo per salutare la vostra visita ed accompagnarvi virtualmente alla lettura delle restanti pagine, ognuna delle quali incornicia i nostri vari servizi giornalistici riproposti al vostro preziosissimo interessamento attraverso foto, testi e una vasta gamma di colori vivaci grazie all'impaginazione direttamente curata con meticolosità dalla mia dolce metà Emilia. È proprio con lei che amo confrontarmi su ogni cosa, senza escludere quasi nulla, a dimostrazione del fatto che in un rapporto di coppia il dialogo è un aspetto basilare per continuare a costruire insieme su salde fondamenta e migliorarsi a vicenda. Se non fosse ancora chiaro, ribadiamo il nostro intento originario, ovvero che attraverso il nostro ‘editoriale’ diamo voce alle nostre emozioni, senso ai nostri pensieri e sostanza a tutto ciò in cui crediamo ogni giorno per far sì che resti ben impresso nella nostra mente e nel nostro cuore. Mente e cuore di persone profondamente sensibili ma anche tremendamente risolutive, pronte a tutto per il coronamento di un traguardo di vita personale e professionale.

Antonino Fiorino 388w3In questo ultimo periodo –  senz'altro i più attenti e affezionati avranno avuto modo di constatare – entrambi abbiamo dato maggiore seguito ad alcune scelte soppesate con grande responsabilità e maturità a discapito momentaneo di un minor rendimento in campo giornalistico, appunto per cercare di impegnarci con la medesima intensità in quello che potrebbe rivelarsi molto presto come un'importante svolta per la nostra vita privata che riteniamo sacra ed inviolabile. Emilia ha rivisto i propri piani universitari e conta di laurearsi quanto prima in un indirizzo a prova di misura per lei e le sue aspirazioni conciliando il tutto con il lavoro giornalistico, mentre io sto cercando con più continuità un impiego ulteriore per una migliore stabilità ed indipendenza economica dai miei tanto cari genitori. È una fase delicata ma anche decisiva per la nostra vita personale e di coppia che sentiamo e condividiamo in modo viscerale perché, ora più che mai e ne abbiamo la prova da “tempi risalenti”, meglio soli ma consapevoli di poter contare l'uno sull'altro che circondati da false amicizie che lasciano il tempo che trovano. Il nostro tempo, invece, è troppo prezioso e lo dedichiamo a ben altro: attrezzati con l'aratro del disincanto scaviamo solchi di speranza, ci piantiamo i semi della serenità, aspettando con pazienza e costanza che crescano le primizie del nostro lavoro e sacrificio, coltivate nel frattempo a nostra esclusiva immagine e somiglianza. Frutti genuini da attribuire unicamente alle proprie capacità meritorie o meno affinché ogni successo sia una concreta dimostrazione di non aver lasciato nulla di intentato e sia un punto di partenza per tante altre gratificazioni, accompagnati inevitabilmente dall'affetto e dall'amore di persone realmente speciali. Un lusso, oggigiorno, per pochi eletti. Anch'esso fatto per essere preservato gelosamente insieme ai propri sogni che niente e nessuno potranno negarci. Mai e poi mai!

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