Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Amore non è accontentarsi

La notizia della morte di Giorgia Libero ha toccato il cuore mio come quello di molti, così come mi tocca il cuore sapere di amici che portano avanti grandi battaglie contro terribili malattie. Ho notato che molti sono rimasti colpiti dalla sua storia d’amore, di come il suo uomo le sia rimasto vicino e di come attraverso i social non mancassero testimonianze di gesti d’affetto che accarezzavano la sensibilità di chi si trovava a guardare quelle fotografie.
Mi sono domandata perché tutti, me compresa, fossero così colpiti, finanche sorpresi, di fronte a quello che dovrebbe naturale, ossia una persona che nel momento di difficoltà di chi ama resta, dimostrando una tenerezza che vuol dire “Io ci sono, non ti abbandono, ce la faremo”. E ho trovato subito risposta: perché non è più la normalità.
Oggi volersi bene è un’utopia, quasi bisogna vergognarsi di mostrare un po’ di tenerezza. La parola amorevolezza è scomparsa da ogni vocabolario, la stessa espressione “Ti voglio bene” viene detta e scritta in maniera scialba, come se fossero parole vuote e non una dichiarazione sincera, non una promessa di felicità. Sentire di voler bene davvero a qualcuno sembra una condanna se l’altra persona non merita e si comporta male. Voler bene è alla base di ogni tipo di rapporto, che sia d’amore o in altra situazione, e richiede rispetto ma oggi tutti sembrano seguire follemente stereotipi, se non si segue una certa strada si è “out”, fuori da ogni mondo tangibile, anche un semplice regalo diventa un obbligo per le feste da calendario. Ogni rapporto deve seguire un iter sempre più arido e conta solo l’apparenza; spesso le storie vengono portate avanti per una motivazione (caduta la quale finisce anche il rapporto) e invece si vuol bene davvero a qualcuno quando non si sa perché. I rapporti amorosi a volte sono ai due opposti: o basta un minimo per distruggere tutto e passare all’avventura successiva oppure si prosegue per inerzia, per ipocrisia, “per l’occhio del pubblico” perché è inaudito non avere una storia o mostrare che è tutto finito come se fosse una sconfitta, quando la vera sconfitta è continuare un rapporto dove non siamo felici e non amiamo l’altra persona, non garantendo così la sincerità dei nostri sentimenti e condannandoci all’eterna infelicità. Tradire per molti è facile come respirare e sono pronti a giustificarlo in ogni modo. Si chiede aiuto a chi dice di amarci quando non dovremmo elemosinare alcuna attenzione perché chi ci ama fa le cose spontaneamente.
L’amore non è accontentarsi perché poi si rischia di restare in storie che ci rendono solo insoddisfatti e rendono infelici gli altri. L’amore non è una gara di forza e di intelligenza, è qualcosa di leggero che però è consistente nel cuore e difficilmente va via, pure quando è maltrattato, ferito, offeso. Posso dire di averlo provato e posso rendermi conto di averne trovato ben poco nelle persone che mi hanno attraversato il cuore. A mancarmi è stata sempre la tenerezza, quell’amorevolezza che io sento scoppiare nelle vene: io sono stata male nel vedere male gli altri, ben poche volte ho visto qualcuno preoccuparsi per me. Quel che ho sempre fatto però e che molti non riescono a fare è il saper individuare, anche se è una consapevolezza dolorosa, quando una persona non merita le mie attenzioni e mi manca di rispetto e il riuscire a mandarla via dalla mia vita. Ho rischiato di rovinarmi di fronte alla cattiveria e all’inganno in risposta ai miei sentimenti puri, ma rischiare non è riuscire e sono rinata quando ho riacquistato autostima, poi ho sempre rinnegato la possibilità di un rapporto solo per riempire un vuoto, sono situazioni che aumentano il disagio e la solitudine e sto bene da sola, non puoi riempire la vita con chiunque ma devi cercare o aspettare con pazienza quella persona che rende più bella la tua esistenza. Forse abbiamo perso proprio questo: la capacità di distinguere chi ci vuole davvero bene e chi dimostra di non volercene, la dolcezza di voler meritare la prima persona e il coraggio di mandare via la seconda. Chi ti vuol bene si preoccupa sinceramente per te e lo dimostra: è in questa semplicità forse tutto ciò che dovremmo ritrovare per tornare ad amare. Per tornare a vivere.

TERMINA LA MOSTRA COLLETTIVA ‘AMOR AETERNUS’ A VILLA BRUNO CON L’ESPOSIZIONE DELL’OPERA ‘VENTO’ DI EMILIA SENSALE

di Antonino Fiorino

11330009_458175731013027_4798605294060584856_nSan Giorgio a Cremano – Nella città che ha dato i natali al grande e compianto Massimo Troisi, precisamente nello storico scenario di Villa Bruno, è andata di scena la mostra collettiva d'arte intitolata 'Amor Aeternus' dal 23 al 31 Maggio, evento fortemente voluto e promosso dal centro d'arte e cultura Gamen di Stelvio Gambardella e dall'associazione 'L'essenzialista' di Carlo Improta e Filomena Pagnani. Ben ventiquattro artisti, provenienti non solo dalla Campania ma anche da altre città italiane, hanno partecipato all'esposizione suscitando grande curiosità tra i visitatori che, dal giorno del vernissage, sono intervenuti numerosi nei locali del primo piano nobile della nota villa vesuviana. In ordine alfabetico hanno preso parte all'iniziativa i seguenti artisti dimostrando, alla propria maniera, la forte passione nutrita verso l'arte come fonte primaria di conoscenza e di comunicazione: Lucio Alessio, Mario Citro, Simone Bandini, Maurizio Barretta, Lorenzo D'Ancicco, Bruno Di Nola, Gianfranco Duro, Enrico Gambardella, Stelvio Gambardella, Carlo Improta, Antonio Lubrano Lavadera, Barbara Manzo, Michele Mautone, Vittorio Musella, Filomena Pagnani, Fabrizio Pomponio, Chiara Rojo, Silvia Rea, Antonella Sochjot Haurnotturno, Carmela Sbrescia, Maria Scala, Emilia Sensale, Gabriella Sterzi, Ella Winkel.

10928186_458177194346214_2127938468897251102_nTra i protagonisti, quindi, figura anche la Sensale della rubrica giornalistica 'Non c'è Sensale senza Fiorino', la poetessa e giornalista Emilia Sensale che ha deciso di comporre un'opera sia pittorica che poetica dal titolo 'Vento' destando grande curiosità tra i presenti, sempliici appassionati e grandi esperti d'arte come il Prof. Nicola Barbatelli e il Prof. Antonio Bove che hanno accompagnato con loro interventi l'apertura ufficiale della mostra, molto articolata e complessa nell'insieme, ma al contempo intensa e originale offrendo interessanti spunti di riflessione e interpretativi all'osservatore.

Principalmente è una mostra – dichiara Stelvio Gambardellache ha come base l'amore eterno provato, da ogni singolo artista, per l'arte, per la propria pittura, ed è stato per me come un ritorno al passato quando mio padre Enrico Gambardella frequentava la Galleria 'La Fayette' ubicata proprio qui a San Giorgio a Cremano e mi portava con lui avendo modo così di conoscere artisti di una certa levatura come Vittorio Pisco, Antonio Bove, l'architetto Spada dai quali ho tratto insegnamenti utili affinché sviluppassi un grande amore, nel mio caso, per la pittura”.

11257571_458176324346301_5751475611543196058_nQuesta villa, di fondamentale importanza per la storia e l'architettura che rappresenta, “ha bisogno di rinascere con un nuovo piglio, anche attraverso queste iniziative che richiamano l'attenzione di molte persone, accrescendo il senso di consapevolezza nei confronti del grande patrimonio artistico di cui è depositaria la nostra terra, ed è in tale ottica che è stato concepito proprio il museo dedicato a Massimo Troisi ubicato al pian terreno della villa”.

Un evento a tutto tondo, che non ha solo coinvolto le espressioni tipiche dell'arte pittorica, figurativa e poetica ma ha conosciuto anche una contaminazione a livello musicale con l'intervento dell'artista Antonella Notturno, anche lei tra i partecipanti all'esposizione, alle prese con gong e campane tibetane facendo scoprire a tutti l'importanza della terapia del suono in termini di benefici per anima e corpo.

 

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Il tempo sfugge inesorabile…

di Emilia Sensale NCSSF_22

Dal Raccoglitore di maggio 2015

Il tempo sfugge inesorabile quando cerchi di catturarlo, di inseguirlo, di ammaliarlo. Non conosci il colore dei suoi occhi e quando è davanti a te e sembra che tu possa toccarlo, il suo sguardo sembra etereo, la sua pelle sfuggente, poi scompare. Nel momento in cui ti illudi di afferrarlo è già passato, nell’attimo in cui ti distrai per ascoltare il battito del tuo cuore è presente, poi resta solo la speranza per un futuro migliore destinato a essere nuovamente passato. Non si può catturare il tempo e l’unica possibilità, o forse consolazione, che abbiamo è la possibilità di poter stringere nel nostro cuore un ricordo, un istante meritevole di essere tale per scelta o per abbandono. Non sempre i nostri ricordi sono belli, personalmente ne ho alcuni molto brutti, eppure ne conservo molti che definire “belli” sarebbe riduttivo.
La verità è che col tempo ho un rapporto di amore e di odio. Spesso mi rendo conto che non mi basta una giornata lunga ventiquattro ore per fare tutto quello che vorrei fare, conosco molte persone che si lamentano dei momenti di noia che vivono ogni tanto e io non conosco cosa sia la noia e non so se è un bene o un male; amo scrivere, lavorare all’uncinetto e ricamare, amo dipingere, amo leggere e studiare e il tempo non mi basta mai. Proprio come tutto ciò che amo.
Mi è mancato il tempo negli ultimi mesi per tanti motivi, uno su tutti il mio impegno in università, per non parlare del mio computer che ha deciso di lasciarmi. È stato il regalo di una persona che ho amato anni fa, è stato il PC attraverso il quale ho vinto premi letterari, ho scritto articoli su articoli, così come ho tenuto contatti con persone rivelatisi sgradevoli, io conosco cosa sia la gratitudine e non dimenticherò mai queste emozioni… ma il nuovo computer grazie al quale sto scrivendo queste parole è propro qui davanti, uno fra i meno costosi che ho trovato in negozio ma comprato con i miei risparmi. Ora posso dire che è davvero mio e so che è pronto per nuove avventure da affrontare insieme ma che mi permetterà anche di svolgere il lavoro arretrato, compreso il Raccoglitore che con tanta passione mese per mese ho realizzato e impreziosito e che adesso deve raccogliere, è il caso di dirlo, le più importanti emozioni degli ultimi cinque mesi.

PAOLO CEVOLI DEBUTTA ALLA REGIA E…AL FRONTE NEI PANNI DI “SOLDATO SEMPLICE”

di Antonino Fiorino

photo.phpNapoli – L'attore comico Paolo Cevoli aggiunge un'altra importante tappa alla sua brillante carriera vissuta tra teatro, piccolo e grande schermo esordendo in qualità di regista per una pellicola intitolata “Soldato Semplice” di cui ha curato anche la sceneggiatura e che ha presentato alla stampa durante la mattinata di mercoledì 1 Aprile al Cinema Modernissimo di Napoli . La storia ruota intorno al personaggio di Gino Montanari detto il Patacca che, interpretato dallo stesso Cevoli, è un maestro elementare romagnolo dal carattere esuberante costretto, dal preside della scuola dove insegna, a partire per il fronte della Guerra nonostante abbia già servito la Patria. Il contesto e l'incontro con tanti altri personaggi diversi tra loro, il neo-eliografista Gino avrà modo di evolvere la sua personalità apprezzando le cose semplici della vita. Il film, pur essendo improntato su un intento comico, non disdegna in alcun modo la possibilità di trasmettere allo spettatore alcuni spunti di riflessione, uno dei quali insegna e dimostra che nella vita chiunque può trarre dall'esperienza vissuta un motivo in più per superare le avversità anche grazie e soprattutto al contributo altrui.

Nel cast, oltre a Paolo Cevoli, figurano anche anche attori pregevoli come Ernesto Mahieux, Silvana Bosi, il giovane promettente Antonio Orefice, Luca Lionello, Massimo De Lorenzo, Matteo Cremon, Toomas Kaldaru, Giuseppe Spata, Nicola Adobati, Giuseppe Salmetti, Massimo Fanelli e Paola Lavini. La realizzazione si è avvalsa anche del sostegno della Comunità Montana Alta Valtellina e Parco Nazionale Dello Stelvio, dove si sono svolte la maggior parte delle ambientazioni rievocando l'aspetto più umano della Prima Guerra Mondiale alla quale ha preso parte, nelle vesti di eliografista, proprio il nonno di Paolo Cevoli, Pietro, che gli ha inculcato l'idea portante del film.

Ho partorito questa idea grazie a mio nonno – dichiara Paolo Cevoli ai microfoni dei giornalisti Emilia Sensale e Antonino Fiorino per la loro rubrica 'Non c'è Sensale senza Fiorino'e ho cercato di ripercorrere lo spirito della guerra fatto soprattutto di grande umanità attraverso il confronto tra gente dai dialetti più disparati e mi auguro che la storia possa fungere da monito per affrontare al meglio i tempi attuali magari anche con il pensiero rivolto al sacrificio dei nostri predecessori”.

Nel film largo anche ai giovani talenti della recitazione tra cui Antonio Orefice, reduce dal successo di 'Gomorra La Serie', napoletano verace e con le idee molto chiare in testa per “quel sogno che sto coronando giorno dopo giorno di diventare un attore affermato con un grazie immenso rivolto a Paolo che ha creduto in me e con un pensiero rivolto ai miei coetanei affinché non smettano mai di lottare per i propri obiettivi di vita”.

Un film davvero interessante e ricco di gag esilaranti, colpi di scena e messaggi edificanti in procinto di essere trasmesso in tutte le sale cinematografiche dal prossimo 2 Aprile.

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