Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio della categoria 'Soddisfazioni giornalistiche'

I miei articoli e le mie interviste sulla versione cartacea di CasoriaDue, febbraio 2017

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Emilia Sensale live negli studi di Radio Amore Napoli 29set16

La giornalista Emilia Sensale interviene live nella serata di giovedì 29 settembre 2016 dagli studi di Radio Amore Napoli per 'La Grande Notte delle Parole' di e con Ivan Scudieri. 

 

Il calore delle mani e delle bontà al Ristorante-Pizzeria Bellini di Napoli

di Emilia Sensale

11214345_468738019998668_4942790979969239584_nNAPOLI – È possibile fare tante cose con le mani: l'evoluzione umana ci ha permesso di renderle importanti nella vita di tutti i giorni, utili come sono a prendere oggetti e a trasmettere le nostre emozioni a un altro individuo, ma soprattutto di renderle magiche in ogni aspetto dell'arte, come la cucina. Impastare è un'azione che nella sua genesi ha conosciuto il calore e il movimento delle mani mentre oggi esistono particolari strumenti elettrici che svolgono egregiamente questo lavoro, eppure per preparare il prodotto finale nell'arte della pizza ci vuole sempre la figura appassionata del pizzaiolo, pronto ad ammaccare con mani nobili l'impasto lievitato. 
Pensavo alla bellezza del movimento delle mani del pizzaiolo presso lo storico Ristorante-Pizzeria Bellini, nato nel 1946 nel Centro Storico di Napoli (cuore
12523001_468738573331946_3651407123761950477_npulsante dell'incrocio tra Port'Alba e Via Costantinopoli, ubicato a pochi metri dall'omonima piazza partenopea), a margine dell'ottimo pranzo lì assaporato. La cucina e il forno del locale si trovano nelle vicinanze della scala che porta al piano superiore e mi è bastato salire alcuni scalini per avere una nuova prospettiva e ammirare dall'alto la nascita di bontà meravigliose, non solo legate alla pizza, servita leggera e dal sapore deciso: servono le mani anche per 12510287_468738753331928_4731815356748479090_ntrasferire la pasta fresca nell'acqua calda per preparare poi i prelibati scialatielli al coccio in un'enfasi di pomodorini. Come dolcezza ci va bene allora un prodotto della casa, tipo una fetta di ricotta&cioccolato, fresca e delicata sulle labbra, ma soprattutto il sorriso del titolare Genny Tommasino che presto presenterà alla stampa le novità dell'offerta gastronomica del suo locale.
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Una pizza a forma di cuore, un cuore che sa battere forte

La giornata era partita male: è strano che non voglia alzarmi dal letto, quando succede capisco che non sono pronta ad affrontare nuove ore e nuovi pensieri. Continuo ad avere problemi di insonnia e, nonostante i miei vaffa nei confronti delle preoccupazioni, non sono serena come vorrei essere. Come forse meriterei di essere. Da settimane e settimane non ho tempo per vedere persone a me care, neanche per un caffè, pure nelle mie distrazioni in realtà faccio di tutto per impegnarmi per non pensare a tante cose e nonostante tutto ci sono per chi ha bisogno di me. Il pensiero di andare da Gino Sorbillo mi confortava: avrei mangiato nuovamente la sua buonissima pizza nella nuova Sala del Ferro di Cavallo, accanto al suo storico locale in Via Tribunali, e avrei rivisto un caro amico sempre sorridente, come me pronto a sacrificarsi e a impegnarsi. 
Mi sono seduta a pranzo al tavolo di ferro e mi sembrava di rivivere i momenti di tanto tempo fa, quando Gino già mi parlava della sua idea di avere questo tipo di tavolo che in quel momento avevo sotto le mani, in un'ambientazione scaramantica tipica partenopea, tra cornetti rossi e persone allegre con le quali ho fatto amicizia. Sono stata in silenzio negli anni della mia adolescenza, in un isolamento doloroso, e ora mi basta sedermi in un posto che sia in università, in pizzeria o anche su una panchina per attaccare subito bottone. Cambiano sempre le cose, un sogno a ferro di cavallo diventa un tavolo e una ragazza forzatamente isolata diventa una giornalista spigliata, seppur con le sue paranoie che sono il frutto della cattiveria altrui. Ci riflettevo finendo di mangiare una buonissima pizza margherita con bufala. 
Gino mi ha invitato a vedere l'atmosfera della sala mentre la notte divorava il Centro Storico e non me lo sono fatto ripetere due volte: stasera ero di nuovo là e inizialmente la sala è stata tutta per me, adatta allo scatto di foto intime, dove la luce artificiale giocava con il flash delle mie immagini. Mi sono seduta e ho pensato alle tante volte che ho mangiato da Gino e da altri amici pizzaioli da sola, seduta ai loro tavoli, allo sguardo sorpreso dei vicini di pranzo o di cena, e sono arrivata alla conclusione che in realtà mi piacerebbe condividere una semplice pizza con un uomo che mi voglia davvero bene, beato in ciò che posso offrire fra occasioni da vivere insieme, qualità personali (che non saranno tantissime, ma qualcuna c'è) e momenti enogastronomici di altissimo livello. La sala si è riempita pian piano e vi sono stati nuovi sorrisi e nuove chiacchiere… poi mi sono voltata verso la finestra, quella con l'installazione del Pulcinella stilizzato: la strada era piena di persone in attesa di poter entrare in pizzeria e tra i cuori che guardavano all'interno c'erano due bambine, bellissime. Mi è venuto spontaneo ricambiare il loro saluto e sorridere, ma mi è salito nuovamente il ricordo. Più di un mese fa, era proprio un sabato sera. Voglio mostrarmi forte, ma sfido chiunque a non sconvolgersi nello scoprire determinate cose, a non sentire il cuore che quasi non batte più dopo che lo hai sentito battere così forte che non ti importava più che scoppiava o meno.
È arrivata in quel momento la prima pizza: "Gino ha detto che vuole
Emilia Sensale Pizza Cuore Sorbilloomaggiarti con questa pizza a forma di cuore". Ero così immersa nei miei pensieri che il ragazzo che me l'ha portata è rimasto a guardarmi per capire se fossi contenta davvero. E lo ero. Lo sono. Io ai segni ci credo e quello era l'invito a non farmi prendere dai pensieri, perché è meglio seguire il cuore e vedere cosa accadrà invece di fossilizzarci su ciò che non va. Gino mi ha dimostrato che chi vuol esserci c'è e ti dimostra anche se non è a due centrimetri da te il suo affetto, un affetto sincero al quale sì rispondo con impegno e uguale sincerità ma credo di non aver fatto nulla di speciale per meritarlo davvero. O forse sì… perché a volte basta esserci, ascoltare i sogni degli altri ed essere presenti quando si avverano, come è accaduto a quel tavolo a forma di cavallo. "Devi dire a Gino che è splendida e che gli voglio bene" ho risposto sorridendo, poi il ragazzo mi ha scattato questa bellissima foto. Alcuni cuori vanno mangiati, altri amati. Sopra ogni cosa. Toccando ferro, per scaramanzia.

 

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