Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

Site menu:

Categorie

Cerca nel sito

Profili di Emilia

Archivio

Calendario

novembre: 2017
L M M G V S D
« giu    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Tag

Archivio della categoria 'RACCONTartI'

Un respiro nel vicolo (racconto di Emilia Sensale)

PUBBLICATO SU CASORIADUE. ‘RACCONTartI’ di Emilia Sensale. Opera di Vittoria De Luca Terracciano, Napoli. 

IMG-20170128-WA0000Il vestito verde proprio non le piaceva, dopotutto la madre era stata chiara: col verde ogni bella donna si perde, come recitava l’antico detto. Quello nero era perfetto, nonostante la sua corporatura esile. Era stata a lungo nel negozio ma alla fine aveva deciso.

La primavera si avvicinava senza chiedere permesso, c’era il sole nel vicolo.

Andava tutto bene, era tutto pronto per la festa.  

Trucco, parrucco, un sorriso. I capelli corvini erano raccolti in uno chignon che le lasciava cadere alcune ciocche sul viso. Guardò l’orologio: mancava poco. Si affacciò al balcone che si apriva sul vicolo e a sinistra osservò l’incrocio a forma di lettera ‘T’ dove passeggiavano i passanti. Sembravano tante figure colorate, chi aveva buste della spesa in mano sembrava una formica pronta a trasportare nella tana il cibo per l’inverno. Una signora a una finestra di fronte innaffiava delle piante. Si appoggiò con la schiena verso la ringhiera e lasciò ai rumori della strada, coi clacson delle auto e le grida dei bambini che facevano i capricci, la possibilità di avvolgerla e di arrivare alle sue orecchie.

Il telefono di casa squillò, andò a rispondere. Ritornò alla balconata e in quel momento uscì il fratello dalla cucina. Le disse che era bellissima, lei sorrise toccandosi i capelli e gli chiese di scattare una foto. Nell’immagine lei guardava verso il basso, ammiccando verso le mattonelle chiare del pavimento del balcone. Guardò il cellulare più volte finché arrivò il messaggio tanto atteso, prese la borsa e scese. 

 

Chiaia brulicava di presenze in quel pomeriggio. Arrivò al locale in perfetto orario, salutò gli amici, prese un calice di spumante e trovò posto a sedere. Le statue della mostra, tutte nere e lucide, erano ai lati mentre il proiettore mostrava le immagini della creazione. Si vedevano le mani di lui mentre modellava le figure, solo alla fine lui apparve coi suoi occhiali dalla montatura minimale e il suo bel sorriso, quei capelli castani che lei desiderava accarezzare. Lui parlava ad un microfono dietro a un tavolo, la conferenza continuò tra risate e domande dei giornalisti.

La festa iniziò a fine conferenza: buffet, musica allegra, le sedie spostate dal centro della sala creando un’improvvisa pista da ballo. Molti parteciparono a quella discoteca inaspettata, nella cornice delle statue. Lei si avvicinò a lui per complimentarsi, parlarono da soli per molto tempo. Lei col suo vestito scuro come i capelli voleva tanto confessargli che volesse essere una di quelle statue, essere creata da lui, sentire le sue mani che la modellavano. L’idea di sentire le sue dita seguire le curve di un corpo che da quando lo aveva conosciuto non sentiva più suo ma che appartenesse a lui e solo a lui la inebriava.

“Vuoi venire con me a Milano? Così mi aiuti per la mostra che devo allestire lì”.

Non ascoltava più la descrizione della mostra, lui che spiegava il perché di quel viaggio. Vedeva già una valigia trascinata verso un treno che le avrebbe portato magari una nuova occasione di felicità. Sorrise. C’era da organizzare il dépliant della prossima mostra e sì, ci avrebbe pensato lei. Con molto piacere. 

Emilia Sensale 

La macchia di latte sul tavolo (racconto di Emilia Sensale)

PUBBLICATO SU CASORIADUE. ‘RACCONTartI’ di Emilia Sensale. Opera: ‘La regina di cuori’ di Barbara Karwowska, Napoli. 

16344090_10212401122964766_327613249_nUno latte e l’altro caffè. Due elementi che possono unirsi, felicemente, ma tutto dipende da una scelta. Sono le scelte che cambiano le persone, le situazioni, che creano le occasioni.

Uno latte e l’altro caffè. In due tazze differenti. Da lì doveva capire molte cose, forse.

“Magda, mia dolce Magda…” canticchiò lui, il solito motivetto dolce e leggermente stridulo che terminava sempre con il suo fischiettare. Sorrise dall’altra parte del tavolo rotondo di legno della cucina, si alzò toccandosi la cravatta e si avvicinò a Magda per lasciarle un bacio sulla fronte prima di andare a lavoro. Magda lo guardò mentre andava via con la sua giacca grigio scuro e la ventiquattrore.

La ragazza restò sola, seduta al tavolo della cucina al quale mancava il centrino centrale, quello filet regalo della sua amica Barbara, bianco e con uno schema floreale al centro. Si stava asciugando fuori al balcone, guardato a vista dalla fila di piante grasse posizionate lungo la ringhiera, alcune delle quali mostravano bellissimi fiori sgargianti dai petali numerosi e appuntiti. Quell’arte del filet le ricordava sua nonna e il corredo che le fece quando si sposò. Già, il matrimonio. Lei tazzona di caffè con alcune gocce di latte, lui latte con giusto un assaggio di caffè. Forse doveva capire tutto da questo.

Guardava davanti a sé, pensierosa, inzuppando l’ultimo biscotto. Se lo portò alle labbra per morderlo distrattamente e bevve tutto ciò che restava nella tazza d’un fiato come era solita fare. Magda si alzò e iniziò a preparare i vari indumenti che vendeva alla sua bancarella al mercato rionale e al tocco di un morbidissimo scialle di lana con striature verdi e viola si rese conto che aveva preferito la sicura infelicità del suo matrimonio alla felicità insicura di quell’amore ormai perduto e capì che ogni pentimento e rimpianto era tardivo e inutile. Si alzò per lavare le tazze e posarle sul lavello affinché si asciugassero. Il marito era noioso ma la amava, l’avrebbe sempre protetta, era un porto sicuro e per questo aveva fatto la scelta giusta. Chissà cosa avrebbe significato viaggiare con quell’altro… ma si può viaggiare anche seduti a tavola. Anche se il caffè è in una tazza e il latte in un’altra. Magda scacciò i brutti i pensieri con un movimento lesto della mano davanti alla fronte, un’azione quasi di stizza, prese i borsoni e andò al mercato rionale.

La giornata passò in fretta e le fece bene vedere gente nuova, sorridere. Andarono bene anche gli affari. Ritornò a casa non prima di essere passata al supermercato per la spesa e con le buste ben piene entrò in casa. Appoggiò i sacchetti bianchi sulla tavola e lì si accorse di non aver pulito bene il ripiano, c’era una macchia di latte abbastanza grande sul tavolo. La guardò per alcuni secondi, poi corse in camera.

La valigia era marrone, fatta di fretta ma col necessario. Portò anche pastelli e matite e fogli di carta per i suoi disegni, qualora fosse arrivata l’ispirazione. Il viaggio intorno al mondo poteva farlo anche se lui non c’era più, anche se aveva paura… ma essa è parte integrante del coraggio.

Si pettinò i capelli scuri lasciandoli liberi, affinché il vento potesse accarezzarli. Afferrò la maniglia della valigia.

Pazienza per i surgelati lasciati nelle buste, sul tavolo. Vicino alla macchia di latte.

Emilia Sensale 

Nasce RACCONTartI di Emilia Sensale, racconti ispirati a dipinti

RACCONTartIArte e scrittura, un binomio di colori ed emozioni che può essere vincente. Da anni la giovane giornalista napoletana Emilia Sensale scrive racconti ispirati a quadri famosi e presto su CasoriaDue e sul suo sito saranno pubblicati i suoi racconti, ispirati anche a opere di artisti contemporanei. Chi vuole, può anche mostrare una sua opera così da ispirare Emilia per un racconto che verrà poi pubblicato, basta inviare l’immagine come allegato di una mail all’indirizzo emiliasensale@emiliasensale.it.  

Instagram