Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio della categoria 'Calcio Napoli'

10 maggio 1987 – 2017, Napoli festeggia il trentennale del primo scudetto

10 maggio 1987, 10 maggio 2017: Napoli festeggia il trentennale del primo Scudetto. Presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo è stata celebrata una cerimonia dove erano presenti, tra gli altri, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente di allora Corrado Ferlaino e diversi componenti di quella squadra. 

 

Nasce il Napoli Club Cercola Partenopea

NAPOLI – Creare un ambiente accogliente e caloroso dove poter tifare il Napoli e, tramite molteplici iniziative, difendere e promuovere l’orgoglio identitario del popolo cercolese: sono questi alcuni degli obiettivi del Napoli Club Cercola Partenopea 2Napoli Club Cercola Partenopea, una realtà che sarà inaugurata nella mattinata di domenica 26 marzo 2017 nella sede sul Corso Domenico Riccardi al civico 245 e che ha già superato i cento soci. L’inaugurazione vedrà la partecipazione, tra gli altri, del presidente del club Tony Manna, dell’Assessore allo Sport Ciro Borriello e della giornalista Emilia Sensale, mentre saranno in collegamento telefonico l’ex allenatore azzurro Edy Reja e l’ex giocatore del Napoli Beppe Bruscolotti.

Napoli Club Cercola Partenopea Tony MannaLe iniziative che saranno proposte dal Napoli Club Cercola Partenopea saranno dedicate a tutte le fasce d’età, per giovani e per anziani: oltre all’organizzazione delle classiche trasferte e alla visione delle partite nella sede, “ci saranno attività teatrali – spiega Tony Manna – e saranno organizzate visite guidate ai tesori della regione, non mancheranno poi attività di volontariato e beneficenza e ci sarà anche l’occasione per iniziative legate anche ad altri sport”.

Uno degli obiettivi del club è anche quello di ribadire che “Cercola è azzurra – sottolinea Manna – perché per la presenza della sede di un importante club Juve la città viene associata solo al tifo bianconero, invece sono moltissimi i tifosi azzurri”. L’inaugurazione sarà, inoltre, l’occasione per riunirsi e discutere del cammino compiuto finora dal Napoli e per scambiarsi opinioni e speranze sul futuro azzurro, “ricordando i grandi risultati ottenuti – conclude Manna – e guardando i traguardi che dobbiamo ancora raggiungere. Il popolo napoletano merita di vincere!”. 

Higuain alla Juve, un possibile affare azzurro che è pur sempre un’amarezza

PallonesitoEmiliaNAPOLI  (di Emilia Sensale) Il calcio è cambiato, dicono. Come sono cambiate tante cose in questo terzo millennio, specialmente tra i rapporti umani che sono diventati più aridi, come panni stesi troppo tempo a un sole che non fa luce e che rende le stoffe scolorite e inutilizzabili, con deboli mollette di ipocrisia sul filo sottile dell’opportunismo. Il rapporto tifosi-giocatori è diventato nel tempo squisitamente morboso, di un attaccamento meravigliosamente commovente in alcuni tratti mentre in altri risulta esageratamente asfissiante. Il popolo partenopeo ha un cuore tutto suo, dolce e meraviglioso, conosce il valore dell’accoglienza e nella cultura calcistica è evidente il grande amore dei tifosi per i calciatori. Oggigiorno la gratitudine è una capacità, quasi un talento, e il popolo napoletano la conosce bene per quei giocatori che coi propri gol contribuiscono al raggiungimento di una posizione alta nella classifica di Serie A. Un grande amore, tuttavia, ha il rovescio della medaglia: se viene ferito e deluso tende ad arrabbiarsi, a portare rancore, a trasformarsi in odio. L’indifferenza è per i sentimenti mai provati e può arrivare alla fine di un percorso doloroso di consapevolezza, ma è lo sgomento rabbioso la prima vera reazione quando qualcuno in cui si crede delude terribilmente.

La notizia per i tifosi azzurri è stata una rincorsa continua fino agli ultimi aggiornamenti: Gonzalo Higuain, con all’attivo 91 gol con la maglia del Napoli e applausi e lacrime verso i tifosi in tante partite, va alla Juventus, la squadra senza colori nemica per eccellenza di chi i colori li vede ogni giorno attorno al Vesuvio, come abiti sgargianti. Vederlo con la maglia bianconera non sarà facile per i tanti tifosi del Napoli che in queste ore incendiano i social tra maledizioni e analisi amare ma pacate. Tutto è iniziato con quelle parole pronunciate dal fratello-procuratore che seguivano un copione riconoscibile anche per chi ha problemi di coppia: non c’è ciò che credo di meritare in questo rapporto, se continua così è meglio per entrambi cambiare aria, testualmente (come riportato da molte testate) “il progetto non è all'altezza di Gonzalo”. Il dibattito nella piazza azzurra si è acceso fino alle prime indiscrezioni di un interesse da parte della Juventus, le maledizioni da parte dei tifosi si sono spostate in direzione del presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, reo a detta di molti di preoccuparsi troppo degli affari e a detta di altri abile nel portare avanti una trattativa che porterebbe più di novantaquattro milioni nelle casse del Calcio Napoli, utili per un grande mercato in vista di grandi traguardi. Molti poi se la sono presa coi giornalisti, spesso indicati come dei bugiardi e che a quanto pare sono semplicemente degli abili cacciatori di notizie.

La questione è però più delicata: qui è in ballo il rispetto, una parola oggi poco presente nei gesti e troppo usata nelle parole. Il rispetto verso una tifoseria che meritava un trattamento migliore, perché per assurdo nello stesso momento in cui queste parole vengono digitate su una tastiera potrebbe pure stravolgersi tutto, potrebbe uscir fuori che Higuain non ha firmato questo famoso contratto fino al 30 giugno 2020, per il quale guadagnerebbe più di sette milioni di euro a stagione, bensì resta a Napoli, scatenando le ipotesi dei cosiddetti complottisti in merito ai perché di tutta la vicenda. A far male è la notizia che avrebbe effettuato le visite mediche a Madrid in gran segreto. La frustrazione tra i tifosi partenopei è lampante: non c’è cosa più brutta dell’essere ingannati da chi aveva la nostra fiducia, poi in maniera così subdola. È un discorso che si accosta perfettamente coi rapporti di amicizia e d’amore, non solo tra quelli tra tifoseria e sportivi. Non c’è nessuna paura per una reazione di sdegnoso dolore che possa giustificare un qualunque comportamento che ha il sapore della vigliaccheria. Agire alle spalle significa nascondere qualcosa ed è più apprezzabile avere il coraggio delle proprie scelte, snocciolare la spiegazione di una preferenza nell’allontanarsi da qualcuno o qualcosa che ha dato tanto a chi ha in realtà deciso di non restare e di andare altrove. Sentirsi superflui e meritevoli di ingratitudine e di facile inganno è già brutto di suo, scoprire certe notizie poi per puro caso è anche peggio. Se sarà confermata tutta l’operazione, tuttavia, vale la lezione suprema che è una medicina amara all’assaggio ma che col tempo sa guarire: un comportamento del genere confermerebbe un’inaffidabilità che è meglio perdere che trovare e che nessuna nuova operazione di mercato va giudicata con severità a causa dell’ultima esperienza. Non si possono dimenticare i novantuno gol come non si possono dimenticare i momenti felici, ma non si può mettere da parte in un colpo solo la delusione, che è sempre rivelatrice. Arriveranno nuovi nomi, nuovi sguardi, nuove emozioni e nuovi traguardi, l’importante è concentrarsi sulle risorse del presente: più di novanta milioni se si parla di Calcio Napoli, un cuore disilluso ma ancora degno d’amore se si parla d’altro.

Emilia Sensale 

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