Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio della categoria 'Arte'

Pasqua 2018, l’uovo gigante di Gay-Odin è dedicato a Napoli come ‘Capitale della speranza’

Per la Pasqua 2018 è dedicato alla speranza l'uovo gigante prodotto dalla storica fabbrica di cioccolato Gay-Odin. La grandiosa opera di cioccolato che pesa decine e decine di chili è stata presentata alla stampa nella mattinata di sabato 24 marzo alla presenza, tra gli altri, dell'Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente. Sull'uovo, come ricorda l'amministratore Gay-Odin Marisa Del Vecchio, "è raffigurato il paesaggio col Vesuvio con delle nuvolette che mostrano scritte come ‘città pulita’, ‘aria e cibo di qualità’, ‘dignità del lavoro per tutti’ e molte altre" e dal vulcano escono dei palloni, "simbolo – spiega Luigi Porcelli, coordinatore 'Momenti Azzurri' – della speranza dei tifosi nello scudetto del Napoli". 

 

Il chiodo fisso dell’arte – Mostra antologica di Barbara Karwowska al Castel dell’Ovo

'Il chiodo fisso dell'arte' è una rubrica dedicata al mondo dell'arte e degli artisti in Campania ideata e curata da Emilia Sensale. È durata dal giorno 11 fino al 23 gennaio 2018 la mostra antologica dell'artista Barbara Ilchiodofissodell'arteKarwowska, allestita presso le affascinanti sale del terrazzo di Castel dell'Ovo. L'artista era lì, con il suo amorevole e immancabile cane Totò, pronta ad accogliere i numerosi visitatori che ogni giorno hanno passeggiato tra le sale e, tra tante foto e richieste di informazioni, hanno dimostrato di aver apprezzato la mostra. Un luogo incantevole ha dunque fatto da cornice alle opere dell'artista che ha festeggiato nel 2017 i venticinque anni di vita nella città di Napoli, dove è arrivata nel 1992 dalla Polonia.
I dipinti di Barbara iniziano dal 1991, esattamente dal ritratto della dolce nonna dell'artista, quella che lavorava all'uncinetto e ha ispirato una delle sue linee pittoriche, i Centrini. Sono tante le opere firmate Karwowska che presentano questi centrini alle spalle delle figure o tra le varie 'finestre' dei dipinti, lì dove i volti, rappresentati perfettamente dall'artista nei loro particolari e nelle loro luci e ombre, guardano chi li osserva e sembrano toccare l'anima coi loro occhi. Il percorso mostra opere come '7 giorni', dove l'artista si ritrae per sette volti che portano gli stessi abiti ma al tempo stesso sono completamente diversi, in un cammino che raggiunge la domenica e la donna lascia che il corpo si lasci andare aprendo un po' del vestito, nel sapore di una libertà finalmente raggiunta.
Affascinanti e misteriose poi le opere del 2009 dedicate al Lanificio 25, dove Barbara con grande abilità pittorica e immensa passione propone personaggi e luoghi che sembrano in un'eterna attesa. Il percorso arriva poi all'ultima idea, nata e promossa nel 2017: i Tombolati, i sette volti di persone vicine all'artista ritratti mentre mostrano a parziale copertura del viso un numeretto della tombola, riproposto più grande alle spalle del volto come se fosse un'aureola. A Castel dell'Ovo era presente il primo dei Tombolati, quello che ha dato l'idea a Barbara Karwowska: il ritratto della giornalista napoletana Emilia Sensale, che è la voce narrante di questo video ed è felice e orgogliosa di far parte del meraviglioso percorso ricco di risultati e soddisfazioni che l'amica Barbara è riuscita a costruire.
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#CUOREDINAPOLI a Porta Capuana è spento, Capocelli: “Importante progetto dell’Accademia di Belle Arti, deve tornare a pulsare”

NAPOLI – È un cuore che non batte più da alcune settimane quello grande, rosso e pixellato installato al di sopra di Porta Capuana: è il #CUOREDINAPOLI, il progetto ideato e realizzato dal corso di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Cuore di Napoli Porta CapuanaArti di Napoli. L’installazione ha visto la collaborazione della IV Municipalità, di alcune associazioni e di privati che agiscono sul territorio ma soprattutto è stata contraddistinta dalla partecipazione e dall’entusiasmo dei numerosi studenti del suddetto corso e della popolazione napoletana.

Il progetto – Tutti sicuramente hanno notato negli anni il simbolo del #CUOREDINAPOLI per il territorio partenopeo: sulle vetrine dei negozi, al rosso di alcuni semafori, all’insegna che pulsa all’esterno di una nota pizzeria in Via dei Tribunali. Il progetto si basa sull’idea che qualsiasi espressione debba costruire un flusso relazionale generato dal coinvolgimento delle persone. L’hashtag è stato usato decine di migliaia di volte sui social e il grande cuore di Porta Capuana batteva nel buio di una zona che è in rinascita. Porta Capuana, infatti, verrà restaurata ma soprattutto tutto il quartiere ha accolto con grande piacere l’iniziativa, promossa lo scorso 13 maggio dagli studenti di NTA che da quando hanno saputo la notizia hanno messo in moto slogan come ‘fate battere il #CUOREDINAPOLI’ e non hanno nascosto la loro amarezza per la decisione.

Il commento – A rendere pubblica sui social la notizia è stato l’Assessore alla Mobilità e al Turismo della IV Municipalità Stefano Maria Capocelli, il quale ha annunciato che “da qualche settimana un dirigente del Comune di Napoli ha staccato la spina del #CUOREDINAPOLI, facendo seguito alla nota della Corte dei Conti che impone all’Ente i tagli alle spese non essenziali, parliamo di due led a basso consumo”. L’Assessore tiene a sottolineare che “non stiamo parlando di una mera scultura luminosa ma di un simbolo di rinascita e appartenenza, legato a un progetto portato avanti da giovani entusiasti e orgogliosi della loro terra e delle sue tradizioni, che è riuscito a collegare e unire persone che vivono in uno stesso quartiere e che magari prima dell’evento non si conoscevano e non interagivano tra loro”. Attraverso l’Assessore Ciro Borriello è stata presentata una richiesta per la riaccensione del grande cuore, “fosse solo – continua Capocelli – per il rispetto e la gratitudine che dobbiamo all’Accademia, che ha investito non pochi fondi in questo progetto. Ci tengo a sottolineare la sostanziale differenza che c’è tra la parte tecnica del Comune, che con i suoi dirigenti è poco sensibile a queste cose e applica alla lettera dispositivi del genere, e la parte politica, specie – conclude – quella della Municipalità che capisce quanto un simbolo del genere sia ormai sentito dai cittadini”.

Emilia Sensale 

Io ti ringrazio perché se nelle tante offese non mi avessi definito uno scaldabagno…

mvldmlsOvunque sei stato hai lasciato distruzione. Tu lo sai, io lo so. Ma dalle rovine deve nascere nuova vita… e quindi nuove idee, nuova forza, nuovo coraggio.

Ci vuole una grande forza d’animo per ricominciare. Ho scoperto che la parola ‘trauma’ deriva dal greco e significa ‘ferita’: vi sono ferite che sono proprie della pelle dell’anima e trasformarle in cicatrici è un grande risultato. Non sai di avere un trauma finché non ti sconvolge mente e corpo e ti fa sfuggire tra le mani i giorni e i sogni.  E finché non lo ammetti, quel trauma sarà un incubo che ti perseguiterà. Quella brutta e assurda sera di febbraio io sono rinata mandandoti finalmente via dalla mia vita, reagendo da sola e con coraggio al tuo ignobile comportamento dopo tutte le schifezze che mi avevi già fatto.

Io ti ringrazio perché se nelle tante offese non mi avessi definito uno scaldabagno non avrei avuto questa idea carina di farlo diventare un simbolo di un mio progetto, a sua volta frutto della mia volontà di rinascita. Ho scoperto che arrotolato e tenuto in piedi è proprio la forma di uno scaldabagno e si fa leggere all’interno, è un’idea fantastica, qualcosa di diverso rispetto ai soliti volantini, ai flyer che si piegano in mille modi. Senza la tua cattiveria non avrei pensato a una cosa del genere. Il mio scaldabagno è bellissimo. <3

IMG_3135Ho ancora paura, mi hai tolto molta serenità, ma sento che ce la farò. I bambini mi regalano tante emozioni, mi è tornata la voglia di amare e di essere amata e quando parlo di te sono sempre più distaccata dal dolore. Il 2017 lo ricorderò per l’anno dove ho perso persone per me importanti, ma anche per l’anno del cambiamento, del mio arrivo in Accademia… e soprattutto del mio essere riuscita a liberarmi di te.

Non dimenticherò mai quando mi rivelasti che io ero felicemente fidanzata, tu fidanzato ma a tuo dire non felicemente e già traditore, e mi corteggiavi. Era vero, i contatti poi li ho trovati, non te l’ho mai detto. Una verità in tante bugie. “Se mi rispondevi a quest’ora eravamo sposati io e te…”. Tu non sai quanto ringrazio che non sia così.

La mia mente, il mio cuore e il mio corpo non saranno #maipiùatuadisposizione. 

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