Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del marzo 5th, 2017

Cosa vedere durante una passeggiata per Spaccanapoli

PUBBLICATO SU CAMPANIACHE

IMG_7985Pronunciare la parola ‘Spaccanapoli’ non trascina con sé nessun sapore aspro, anzi: quel ‘spaccare’ non dà l’idea di qualcosa che rompe o divide qualcosa in maniera prepotente, è più una sorta di carezza affettuosa che il popolo partenopeo ha voluto regalare a quella che è una delle strade più importanti della città. Spaccanapoli è la denominazione volgare del Decumano Inferiore, usata per indicare una via che vista dall’alto sembra spaccare nettamente in due (nord e sud) Napoli con la sua perfetta linearità. Il Decumano Inferiore (in origine sorgeva da Piazza San Domenico Maggiore e proseguiva fino a Via Duomo, poi in epoca romana inglobò anche Piazza del Gesù), assieme al Decumano Maggiore e al Decumano Superiore, era una delle tre strade principali dell'impianto urbanistico dell’antica Neapolis, progettato in epoca greca. 

Piazza del Gesù, chiamata così in onore dell'omonima chiesa che si affaccia nello spiazzo, presenta il maestoso obelisco dell'Immacolata, eretto nel Seicento nella sua bellezza barocca in marmo bianco e bardiglio. Ogni 8 dicembre l'Arcivescovo di Napoli incontra i fedeli riunitesi in piazza e a fine messa viene dato un nuovo omaggio floreale alla Madonna posta alla punta della guglia. 

La Chiesa del Gesù Nuovo è ugualmente barocca, meravigliosa al suo interno dove è custodito il corpo di san Giuseppe Moscati, canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1987, meta di numerosi fedeli ogni giorno che accorrono per stringere la mano della statua alla sinistra del corpo. È chiamata così perché alla sua consacrazione, che avvenne nel Seicento, il popolo volle distinguere la nuova chiesa dei gesuiti dall'altra già esistente, divenuta per l'occasione "del Gesù Vecchio". Sulla facciata della chiesa è affissa la targa UNESCO con incisa la motivazione per la quale il Centro storico di Napoli è divenuto patrimonio dell'umanità. 

A pochi passi si trova la Chiesa di Santa Chiesa, piena di storia e di vicissitudini da raccontare, in particolare un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale. Alle spalle si trova un bellissimo chiostro e sul davanti c’è il maestoso campanile che presenta su una delle facciate un’iscrizione gotica angioina, mentre nella più grande basilica gotica della città, nella quale lavorarono alcuni dei più importanti artisti dell'epoca quali Tino di Camaino e Giotto, ci sono venti cappelle laterali, compresa quella dove c'è la tomba di Salvo D'Acquisto, il vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri insignito di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria per essersi sacrificato con lo scopo di salvare un gruppo di persone dalla brutalità delle truppe naziste durante la Seconda Guerra Mondiale. L’allungamento del Decumano Inferiore in epoca romana è testimoniato dai resti delle terme romane ritrovate proprio sotto il chiostro della basilica di Santa Chiara. 

La Chiesa di Santa Chiara segna l’inizio, all’incrocio con Via San Sebastiano dove è presente la Chiesa di Santa Marta, di Via Benedetto Croce. È una strada piena di storia, di antichi palazzi monumentali come Palazzo Venezia, che presenta al primo piano un giardino pensile con la casina pompeiana, e Palazzo Filomarino, residenza del filosofo Benedetto Croce fino alla sua morte nel 1952. Negozi di vario genere, pasticcerie, caffetterie e pizzerie con sale interne o da asporto si rincorrono per tutta la strada, fino a Piazza San Domenico. Qui c’è un altro obelisco, voluto nel Seicento dal popolo napoletano come ex-voto a San Domenico per scongiurare la pestilenza di quel periodo, e c'è la Chiesa di San Domenico Maggiore, costruita nel Trecento per volere di re Carlo II d'Angiò. La Chiesa è ricca di opere d'arte scultoree e pittoriche, presenta una pianta a croce latina suddivisa in tre navate e da evidenziare è la Sala del Tesoro, un ambiente che esone paramenti e oggetti sacri e di appartenenza regale di grande valore e preziosi abiti che testimoniano la moda dei nobili napoletani nel Quattrocento/Cinquecento. 

Bisogna superare Piazzetta Nilo, dove è presente nella sua vermiglia maestosità la chiesa di Sant'Angelo a Nilo, per ammirare la Statua del dio Nilo: il monumento, che presenta una testa di sfinge che è stata restaurata e ricollocata di recente dopo che fu trafugata, fu innalzato dai numerosi mercanti egiziani che si stabilirono proprio in quella zona. Il monumento si presentava senza testa e la presenza dei putti, che sembrano cercare latte da un seno della statua, ingannò molte persone che credevano che la figura fosse una donna. 

Via San Biagio dei Librai presenta lungo tutto il percorso vari palazzi e chiese, oltre ai negozi e alle pizzerie. La Chiesa di San Nicola a Nilo è rialzata rispetto alla strada e presenta all'ingresso due scale laterali che si concludono con uno spazio circolare contraddistinto da un cancello. Il Monte di Pietà è un antico palazzo che presenta un'omonima cappella: la sua volta fu affrescata dal pittore greco Belisario Corenzio, a destra vi è una tela di Ippolito Borghese, a sinistra una tela iniziata da Girolamo Imparato e compiuta da Fabrizio Santafede e al centro, dietro all'altare maggiore, la Deposizione del Santafede. 

A metà percorso di Via San Biagio dei Librai c’è l’ingresso dal Decumano Inferiore per Via San Gregorio Armeno, la famosa via degli artigiani del presepe, con la vicina Chiesa di San Gennaro all’Olmo. Poco prima della fine della strada si trova Piazzetta del Divino Amore, un piccolo slargo sul quale affaccia la chiesa di Santa Maria del Divino Amore, dove sono state trovate tele dipinte da Francesco De Mura. All’incrocio con Via Duomo, di fronte al quartiere di Forcella, si lascia alle spalle Spaccanapoli, con la consapevolezza di avere per sempre nel cuore tutto il suo fascino e la sua storia. 

 

Visite guidate gratuite al Museo del Tesoro di San Gennaro per ricordare la Giornata dei Fazzoletti

NAPOLI (di Emilia Sensale) Visite guidate gratuite condotte personalmente dal direttore Paolo Jorio: così il Museo del Tesoro di San Gennaro accoglie numerosi visitatori nella mattinata di domenica 5 marzo 2017 per ricordare, a distanza di un anno, la protesta del popolo napoletano contro il Ministero degli Interni e la Curia di Napoli che con un decreto minavano l’autonomia e la laicità della Cappella del Tesoro di San Gennaro, di proprietà della città di Napoli grazie a un antico voto del 13 gennaio del 1527. Quel 5 marzo è stata definita ‘la giornata dei fazzoletti’ poiché ciascuno dei tremila manifestanti presenti sventolava un fazzoletto bianco, da secoli simbolo della Deputazione di San Gennaro perché durante la cerimonia dello scioglimento del sangue del Santo Patrono ogni membro a turno lo sventola per annunciare il prodigio avvenuto. 

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