Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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La pizza fritta ‘Sofia’ di Isabella De Cham da 1947 Pizza Fritta, Napoli

PUBBLICATO SU 'I TEMPLARI DEL GUSTO'

di Emilia Sensale 

La semplicità a tavola, nel rapportarsi agli altri e nel gestire la vita di tutti i giorni dovrebbe essere un patrimonio da tutelare per se stessi e da garantire al prossimo. Le realtà più belle a ben rifletterci non sono altro che complesse solo all’apparenza, sono un insieme di semplicità meravigliose e affascinanti come la stessa natura insegna. Oggigiorno, invece, si tende a complicare oltremodo le cose: la verità, così spaventosamente bella, è semplice anche quando è difficile da accettare e quando è complicata nella sua argomentazione, eppure per molti risulta più facile imboccarsi nel tortuoso viale della menzogna, lì dove cresce il grande albero che ha l’amaro frutto della bugia.

Nella vita si perdono felicemente amori immeritati e amicizie non autentiche di fronte alla consapevolezza di una situazione poco chiara, così come a tavola si perde il gusto della semplicità: si propongono piatti sempre più complessi dove gli ingredienti vengono accorpati e amalgamati in maniera frenetica e nell’era di internet a farla da padrone sono le ricette più complesse e la condivisione di immagini dove si propongono piatti complicatissimi e abbondanti, per stuzzicare attraverso lo sguardo l’appetito. Eppure, la semplicità è destinata a vincere sempre: non c’è niente di meglio dello scegliere e accoppiare elementi semplici che rendono felici le labbra col loro gusto, ingredienti della terra e del mare così saporiti che basta quel tocco di lineare fantasia per creare ricette che diventano fulcro della tradizione gastronomica di una città.

La pizza fritta è in realtà un prodotto semplice. Solo a nominarla, si rievoca l’immagine di qualcosa ricco di ingredienti che al passaggio della frittura sembra appesantirsi, invece è uno dei piatti più semplici della tradizione partenopea. Dopotutto, è un semplice disco d’impasto che viene ripiegato e allungato a forma di cornetto oppure che si accoppia a un secondo disco di pasta se si desidera proporre una forma rotonda, con all’interno una serie di ingredienti dei quali si sente alla fine sulla lingua ogni singolo sapore, in un matrimonio di sensi decisamente ben riuscito e destinato a durare nei secoli. Abilità del pizzaiolo è il cosiddetto “na vutata e na girata” al momento della frittura, il far girare con appositi strumenti la pizza nella friggitrice accarezzandola con onde di olio bollente e riconoscendo con un occhio attento e allenato quando diventa bionda e gonfia, pronta per essere servita dopo una rapida asciugatura dell’olio in eccesso.

Isabella De Cham è una vera maga della pizza fritta: per molti mesi ha esercitato in vari contesti professionali, perfezionando la sua arte fino a diventare isabelladechampizzafrittameravigliosamente squisita. Il suo cognome ha lontane radici francesi, ma il suo albero ha foglie che respirano da tempo all’ombra del Vesuvio, foglie dorate come le tante pizze che maneggia con vero talento nel quartiere di Forcella. L’affettuosa Isabella dal sorriso stupendamente semplice, infatti, propone le sue pizze da ‘1947 Pizza Fritta’, una piccola pizzeria in Via Pietro Colletta quasi ad angolo con Corso Umberto, con possibilità di asporto e di degustare il prodotto seduti a tavolini interni ed esterni. Il suo impasto è caratterizzato dall’utilizzo di pochissimo lievito e da un’attesa che fino all’uso sul banco infarinato arriva anche alle 36 ore, diventando una pasta squisita al tocco e al gusto che offre alla fine una pizza leggera e appetitosa.

Tra i quattordici tipi di pizza fritta proposti c’è la Sofia, dedicata all’attrice Sofia Loren, interprete indimenticabile di una famosa pellicola cinematografica dove indossa i panni di una pizzaiola; la pizza fritta, infatti, era anticamente proposta dalle donne direttamente all’entrata dei loro ‘bassi’ in tutti i quartieri napoletani. All’interno di questa pizza fritta dalla forma rotonda ci sono i pomodorini del Monte Somma, abbondante provola, fette di caciocavallo, speck e un pizzico di peperoncino. Semplicemente… una vera delizia da provare! 

 

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