Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

Site menu:

Categorie

Cerca nel sito

Profili di Emilia

Archivio

Calendario

agosto: 2016
L M M G V S D
« lug   set »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Tag

Amore non è accontentarsi

La notizia della morte di Giorgia Libero ha toccato il cuore mio come quello di molti, così come mi tocca il cuore sapere di amici che portano avanti grandi battaglie contro terribili malattie. Ho notato che molti sono rimasti colpiti dalla sua storia d’amore, di come il suo uomo le sia rimasto vicino e di come attraverso i social non mancassero testimonianze di gesti d’affetto che accarezzavano la sensibilità di chi si trovava a guardare quelle fotografie.
Mi sono domandata perché tutti, me compresa, fossero così colpiti, finanche sorpresi, di fronte a quello che dovrebbe naturale, ossia una persona che nel momento di difficoltà di chi ama resta, dimostrando una tenerezza che vuol dire “Io ci sono, non ti abbandono, ce la faremo”. E ho trovato subito risposta: perché non è più la normalità.
Oggi volersi bene è un’utopia, quasi bisogna vergognarsi di mostrare un po’ di tenerezza. La parola amorevolezza è scomparsa da ogni vocabolario, la stessa espressione “Ti voglio bene” viene detta e scritta in maniera scialba, come se fossero parole vuote e non una dichiarazione sincera, non una promessa di felicità. Sentire di voler bene davvero a qualcuno sembra una condanna se l’altra persona non merita e si comporta male. Voler bene è alla base di ogni tipo di rapporto, che sia d’amore o in altra situazione, e richiede rispetto ma oggi tutti sembrano seguire follemente stereotipi, se non si segue una certa strada si è “out”, fuori da ogni mondo tangibile, anche un semplice regalo diventa un obbligo per le feste da calendario. Ogni rapporto deve seguire un iter sempre più arido e conta solo l’apparenza; spesso le storie vengono portate avanti per una motivazione (caduta la quale finisce anche il rapporto) e invece si vuol bene davvero a qualcuno quando non si sa perché. I rapporti amorosi a volte sono ai due opposti: o basta un minimo per distruggere tutto e passare all’avventura successiva oppure si prosegue per inerzia, per ipocrisia, “per l’occhio del pubblico” perché è inaudito non avere una storia o mostrare che è tutto finito come se fosse una sconfitta, quando la vera sconfitta è continuare un rapporto dove non siamo felici e non amiamo l’altra persona, non garantendo così la sincerità dei nostri sentimenti e condannandoci all’eterna infelicità. Tradire per molti è facile come respirare e sono pronti a giustificarlo in ogni modo. Si chiede aiuto a chi dice di amarci quando non dovremmo elemosinare alcuna attenzione perché chi ci ama fa le cose spontaneamente.
L’amore non è accontentarsi perché poi si rischia di restare in storie che ci rendono solo insoddisfatti e rendono infelici gli altri. L’amore non è una gara di forza e di intelligenza, è qualcosa di leggero che però è consistente nel cuore e difficilmente va via, pure quando è maltrattato, ferito, offeso. Posso dire di averlo provato e posso rendermi conto di averne trovato ben poco nelle persone che mi hanno attraversato il cuore. A mancarmi è stata sempre la tenerezza, quell’amorevolezza che io sento scoppiare nelle vene: io sono stata male nel vedere male gli altri, ben poche volte ho visto qualcuno preoccuparsi per me. Quel che ho sempre fatto però e che molti non riescono a fare è il saper individuare, anche se è una consapevolezza dolorosa, quando una persona non merita le mie attenzioni e mi manca di rispetto e il riuscire a mandarla via dalla mia vita. Ho rischiato di rovinarmi di fronte alla cattiveria e all’inganno in risposta ai miei sentimenti puri, ma rischiare non è riuscire e sono rinata quando ho riacquistato autostima, poi ho sempre rinnegato la possibilità di un rapporto solo per riempire un vuoto, sono situazioni che aumentano il disagio e la solitudine e sto bene da sola, non puoi riempire la vita con chiunque ma devi cercare o aspettare con pazienza quella persona che rende più bella la tua esistenza. Forse abbiamo perso proprio questo: la capacità di distinguere chi ci vuole davvero bene e chi dimostra di non volercene, la dolcezza di voler meritare la prima persona e il coraggio di mandare via la seconda. Chi ti vuol bene si preoccupa sinceramente per te e lo dimostra: è in questa semplicità forse tutto ciò che dovremmo ritrovare per tornare ad amare. Per tornare a vivere.

Scrivi un commento





Instagram