Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Tortora, panino-macelleria che gir(ell)a alla grande al Vomero, Napoli

di Emilia Sensale 
PUBBLICATO SU 'I TEMPLARI DEL GUSTO'
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NAPOLI – È stata lungamente osteggiata in passato l’espansione del cosiddetto ‘fast food’, tipo di ristorazione che propone cibi veloci da preparare e da consumare caratterizzati da un costo modesto e soprattutto dall’ampia diffusione dei punti vendita, distribuiti in punti nevralgici di un determinato territorio e contraddistinti da un’estetica e da un servizio uniformi. Tra le motivazioni di tale opposizione c’è sempre stata una sorta di diffidenza nei confronti della qualità e dell’apporto calorico dei prodotti offerti, fatti prevalentemente di ogni tipo di carne e patate e per lo più fritti. Protagonista assoluto di tale cucina è l’hamburger, in altre parole una polpetta di carne macinata (solitamente bovina) e pressata dalla forma a medaglione, cotta prevalentemente su un’ampia piastra. Tale prodotto è figlio della colonizzazione in America del XIX secolo da parte del popolo tedesco: il termine, infatti, proviene dal nome della città di Amburgo (Hamburg, per l’appunto), da dove partivano molte persone per raggiungere le lontane terre americane, lì dove hanno proposto questo tipo di polpetta che ha preso dunque il nome della città originaria di quel popolo che la proponeva a cornice di una nuova vita oltreoceano.

In circa venti anni, tuttavia, la tendenza si è rovesciata: in Italia parallelamente all’ottima dieta mediterranea sono sempre di più coloro che apprezzano il fast food, complice anche la continua diffusione di cosiddette ‘hamburgerie’ totalmente italiane in ogni loro forma, dagli imprenditori che le hanno promosse ai prodotti proposti, i quali comunque rispettano la tradizione anglosassone del panino imbottito composto da pane (la forma classica è quella rotonda), hamburger di carne bovina tritata, formaggio (quasi sempre di forma quadrata e sottile), salse di vario tipo (le più gettonate sono maionese e ketchup) e contorni quasi sempre a scelta e che nel nostro Paese non comprendono solo l’insalata ma anche ottimi prodotti della terra, quali melanzane e funghi e peperoni.

Il trend positivo è stato registrato negli ultimi anni anche nella stessa Campania, in particolare a Napoli, dove sono sempre di più i giovani che affollano le cosiddette paninerie. Tra i primi a cogliere la tendenza, trasformandola negli anni in un’attività di IMG_3117successo, è stato Mario Tortora al Vomero, precisamente in Viale Michelangelo, non molto distante a piedi da Piazza Vanvitelli. Mario è un uomo sorridente, che ha cominciato a lavorare da quando aveva tredici anni seguendo le orme del padre, il quale viene da una famiglia di macellai da generazioni; da ragazzo sognava di espandere la sua attività a contatto con la carne trasformando il crudo in cotto con l’apertura di un pub, poi nel 2011 ha creato la panino-macelleria, trasformando il negozio del Vomero in macelleria quando è giorno e in paninoteca quando arriva la sera. Coadiuvato da un grande staff formato da ragazzi volenterosi e precisi, Mario Tortora propone decine di specialità alle centinaia (letteralmente) di persone che ogni sera affollano l’esterno del locale, esponendo numerosi contorni e salse di condimento e anche nel week-end, dove l’afflusso è davvero spaventoso, riesce ad accontentare in tempi precisi chiunque confermando il successo di una realtà davvero camaleontica.

Tra le novità proposte alla clientela c'è il tagliere di legno e le girelle di pollo o di vitello IMG_3084con prosciutto cotto o bacon e provola di Agerola, servite con gli straccetti di pollo e le patatine fritte in un letto di rucola e limone, ma soprattutto con le polpettine, vero marchio di fabbrica di Mario Tortora, sfiziose e buonissime. Chi non ama le girelle, anche se è molto difficile non apprezzarle, può optare per il tramezzino, dove due cotolette di vitello di forma rettangolare si uniscono come in un bacio con al centro sempre provola e bacon. Grande è la scelta di panini e quello proposto nelle nostre immagini è in esclusiva per l’obiettivo fotografico che lo ha gustosamente catturato: propone un hamburger di chianina (millenaria razza bovina italiana autoctona dell’Italia centrale, allevata esclusivamente per la carne) su un letto di melanzane arrostite, doppio bacon, rucola, doppia fetta di provola girata sulla piastra, fetta di melanzana arrostita a cascata, pomodorini e anelli di cipolla alla cima, un simpatico e buono sfizio che fa da degna cornice a un panino così buono. 

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