Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del mese di gennaio, 2016

Alla tavola di Rugantino e Pulcinella il Carnevale è servito. Incasso devoluto al Santobono

12647693_10206853795077545_1476344218_nSaranno “er bullo de Trastevere” Rugantino e “il contadino di Acerra” Pulcinella a fare da padroni di casa in un'occasione speciale per gourmet e appassionati desiderosi di approfondire la conoscenza delle pietanze carnevalesche laziali e campane, nonché compiere un atto di solidarietà in occasione del Carnevale. Ad ospitare il lungo pomeriggio di festa, degustazione e solidarietà – in programma il prossimo 2 febbraio alle ore 16 – sarà lo storico ristorante napoletano Zì Teresa, nel caratteristico ed unico Borgo Marinari.
 
Davvero tante le prelibatezze in cantiere, almeno quante sono le professionalità che hanno aderito a questa manifestazione – ideata da Luigi Savino – 
A rappresentare la regione Lazio ci sarà lo chef Arcangelo Dandini (L'Arcangelo – Roma), mentre ad onorare la lunga tradizione carnevalesca partenopea ci saranno Carmela Abbate (Ristorante Zì Teresa), Nicola Di Filippo (Ristorante La Lanterna – Villaricca NA), Antonella Iandolo (Palazzo Vittoli – Castelfranci AV), Livia Liliana Lombardi (Agriturismo Le Campestre – Castel di Sasso CE), Giovanna Voria (Agriturismo Corbella – Cicerale SA).
Tra i pasticcieri: Sabatino Sirica (Pasticceria Sirica) e Salvatore Gabbiano (Pasticceria Gabbiano – Pompei).
Tra i pizzaioli: i fritti di Gennaro Cervone (Pizze&Pizze NA), Simone Fortunato, Davide Civitiello (Pizze&Pizze NA) e di Enzo Piccirillo(Friggitoria Masardona NA).
Con la pizza napoletana Gabriele Carotenuto e le famiglie di Pizzaioli Fratelli Giustiniani (Pizzeria Capatosta – Recale CE) &Fratelli Abate (Pizzeria I Maestri NA).
Carnevale Gluten Free a cura dello chef Nicola Ricci.
Cioccolaccio a cura della storica cioccolateria napoletana Gay Odin.
Sweet creative grazie alla cake designer Claudia Deb.
I pani di Rodolfo Molettieri.
Sommelier: Gabriele Massa, Andrea Moscariello e Paola Fiorentino con I vini  Cantina del Vesuvio, Tenuta Cavalier Pepe, Ottouve di Gragnano, Vini Ferraro, Villa Matilde e i vini Sorrentino.
Birra Artigianale: Agrado, e Serro croce
Posteggia di musica napoletana e romana a cura di Enzo Serletti e Floriana
A condurre gli interventi saranno la giornalista enogastronomica Antonella Petitti ed Enzo Calabrese.
 
Biglietto d'entrata 15 € con lotteria di premi.
L'intero incasso sarà devoluto all'Ospedale Pediatrico Santobono.

Pesto e pizza, il matrimonio felice che si celebra da Salvatore Staiano

di Emilia Sensale

NAPOLI – Il verde è frutto di una magica fusione fra blu e giallo, tra un colore freddo e un colore caldo; è il colore della natura e ha un effetto rilassante, rappresentando da sempre la 12509450_470920216447115_3418269291036908387_nsperanza. È il colore che da sempre dà quel tocco in più alla pizza, quella fresca pennellata che il pizzaiolo lascia su di essa come una carezza verso il cliente: sono rare le pizze dove manca una foglia di basilico e, anzi, in pieno 2016 sono sempre di più i menu che presentano tra gli ingredienti una gustosa variante del basilico, vale a dire il pesto.
Il pesto è un condimento legato alla tradizione ligure e che col tempo ha saputo conquistare il mondo intero, fino al suo arrivo sulla pizza napoletana: la ricetta classica, già conosciuta nell’Ottocento, si ottiene pestando a crudo pinoli e aglio assieme al basilico, il tutto viene poi condito con parmigiano, pecorino sardo e olio extravergine di oliva. È una cosiddetta
12376200_470919496447187_1785562575249895656_nsalsa a crudo, in altre parole non necessita di subire cottura, ma al passaggio del forno per pizze ottiene quel profumo inconfondibile che stuzzica l’appetito: lo sa bene il pizzaiolo Salvatore Staiano che tra le sue pizze speciali promuove proprio quella al pesto, contraddistinta anche da foglie di basilico fresco a giusta cornice dei pomodorini del Piennolo, la provola di Agerola, il salamino piccante e il Parmigiano Reggiano DOP. 12472687_470919943113809_6760954253296868190_nUna pizza davvero buona da provare alla Pizzeria-Trattoria ‘110 e lode – Le Antiche Cave’, ubicata alle spalle di Piazza Cavour a Napoli (scendendo gli scalini ai lati dell’uscita della Metro Linea2 per raggiungere il serpentone alle spalle dei giardini della nota piazza partenopea).

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Quando amiamo davvero qualcuno, vogliamo la sua felicità

EmiliaSensale.it fiori (2)È iniziato tutto perché dimenticava le cose in giro, aveva grandi vuoti di memoria e un giorno si lamentò che non sentiva bene. Oggi me la ritrovo che è per buona parte sorda davvero, con un occhio che da dodici anni non le permette di vedere bene (ed è già una grazia), sul letto di là con una gamba gonfia per una probabile flebite (sperando che non sia qualcosa di più grave); sotto effetto del paracetamolo, ha dovuto interrompere l’altra cura, quella che sta facendo in attesa di scoprire se è Alzheimer o Parkinson. Alterna la depressione al nervosismo capace di ferire… ma io sapevo che avrei dovuto affrontare prima o poi tutto questo. Quando nasci figlia unica, senza padre, e tua madre ha già quarantaquattro anni sai che quando crescerai c’è possibilità che dovrai prenderti cura di lei in maniera sempre più concreta prima del previsto. A ben rifletterci, quel “senza padre” è inutile da aggiungere: oggi che si parla tanto di Family Day, posso dire che sono cresciuta meglio io di tanti figli di cosiddette coppie naturali, dove spesso ho visto tradimenti e violenze; ho conosciuto donne e uomini che avevano padri padroni, spesso malati sessuali nei confronti dei figli o delle conoscenze degli stessi, poi ho visto padri tali solo perché le rispettive compagne erano rimaste incinte e i figli erano arrivati per caso, spesso per furbizia, ed erano distanti di corpo e di anima dai figli ma dispensavano riflessioni di saggezza sulla bellezza dell’essere padre nelle migliori cene, dove quasi sempre affianco c’era l’amante di turno. Mia madre e altre poche persone non mi hanno mai fatto mancare nulla e forse ho più rispetto io dell’amore e della gratitudine in confronto ai tanti che hanno avuto dal primo momento un padre e una madre. Sono state le persone di m***a che ho incontrato dopo essere nata a rendermi l’insicura di oggi: coloro che hanno cercato di soffocare un mio talento, chi mi ha sempre detto che non valgo nulla, chi mi ha fatto del male fisico, coloro che mi hanno chiamato con nomignoli affettuosi giurandomi di volermi bene e poi nei fatti o mi hanno dimostrato che non fosse così o mi hanno abbandonato.

“Emilia… ma sei proprio tu? Ma ti ricordi di me?”. 
Un improvviso messaggio recuperato da quella maledetta cartella a parte del social. Il mare d’inverno a Castel Volturno, il sole del pomeriggio, il giorno di S. Valentino di nove anni fa. Sì che mi ricordo.

Ho ritrovato così Simona. Ricordo bene quella ragazza di dieci anni più grande di me che passeggiava irrequieta sulla spiaggia, dove era arrivata scendendo dall’auto in tutta fretta, sbattendo la portiera. Io ascoltavo musica da un lettore CD e me la ritrovai nella mia passeggiata: i nostri sguardi si incrociarono, vidi che piangeva tenendo le mani nelle tasche dei jeans. “Cosa hai?” chiesi a quella sconosciuta e posso dire che è stata la prima a rompere il mio essere una ragazza silenziosa. Chiacchierammo. Il fidanzato l’aveva mandata a quel paese due giorni prima dopo che lei aveva espresso il desiderio di vederlo visto che non lo vedeva da un mese, lui per tutta risposta le diede della materialista che probabilmente voleva solo il regalo e la cena di S. Valentino; nel cosiddetto giorno degli innamorati lei invece aveva scoperto che da un po’ lui stava con un’altra di un paese vicino con la quale si parlava di matrimonio e lei si sentiva il cuore spezzato e una grande stupida. Ricordo che la consolai, che lei si sentì meglio anche solo per le mie parole, che ci scambiammo un contatto telefonico e che restammo anche per un po’ in contatto prima che lei partisse per seguire dei parenti in giro per il mondo. Ci siamo perse di vista, come può capitare. 
La meraviglia dei social, che ogni tanto fanno qualcosa di buono: stava facendo il trasloco e ha ritrovato nel diario il foglietto col mio numero vecchio e nome e cognome. Trasloca perché deve cambiare casa, senza allontanarsi troppo dalla provincia di Caserta: ora è felicemente sposata con un uomo che sembra amarla come merita e serve una casa più grande per il figlio di sei anni. Un figlio che di secondo nome fa Emilio. Mi stavo complimentando con lei scherzosamente per la scelta del bellissimo nome quando lei mi ha rivelato che fosse dedicato a me. Ci sono rimasta di sasso, davvero non capivo.

“È te che devo ringraziare…. Io quel giorno volevo seriamente farla finita e tu mi hai salvato. Sono stata una stupida a perdere i tuoi contatti, ma ora col ca**o che ti perdo. Tu proprio questo mi facesti capire: chi ti vuol bene non ti perde, si mette in discussione per capire come renderti felice, non ti trascura. Sei stata tu a salvarmi dicendomi che non dovevo vergognarmi io di essermi innamorata ma che doveva vergognarsi lui per come mi trattava, per essersi reso conto del mio amore, per non aver voluto ricambiare come meritavo o per non aver avuto il coraggio di dirmi che non poteva amarmi sinceramente come riuscivo ad amarlo io. Non so perché non ho mai voluto dirti che sei stata così importante per me, ora spero proprio che non ci perdiamo di vista”.
Non ricordavo di essere stata così saggia e non mi perdonavo di aver perso quell’orgoglio. Ho un cuore davvero assurdo che quando si emoziona cancella l’attività del cervello. Quando ha chiesto se pure io mi fossi innamorata, ho ripassato nella mente i pochi uomini che ho amato in vita mia fino a quello del quale mi sono innamorata perdutamente e che credevo mi amasse. Le ho detto che sì, mi ero innamorata, perdutamente, di un uomo che non era già mio e mi aveva dato ugualmente della materialista quando gli ho detto che mi sentivo trascurata. Poi mi è venuto in mente il vetro appannato di un auto e il tris in controluce da giocare con le dita su di esso, con una luna splendida nel cielo a illuminare il profilo del viso. Avevo perso e mi dissi di essere fortunata in amore. 

“Me lo dicesti proprio tu, non vergognarti di voler bene. Niente impedisce l’amore, neanche le situazioni critiche, quanto la mancanza di amore e rispetto da parte di uno dei due: se non è così non sarai mai una perdita, se è così semplicemente non eri vero desiderio, tu hai dimostrato che si può andare al di là di tutto. Ma ora continua a studiare per quell’esame che mi dicevi, a proposito, che stavi facendo? Ma io ho studiato Inglese, sono stata fuori come ben sai, mandami qualcosa! Anzi, scusa se non posso aiutarti molto ma tra un po’ si cena qui…”.

Un bambino che come secondo nome a quanto pare ha il mio seduto sulle gambe, la pentola sul fuoco, il marito che torna… e lei, che arriva dal nulla, da un passato che non avrei creduto presente, che mi fa buona parte di quello che avevo gentilmente chiesto a chi mi ha detto un brutto “Non me ne frega niente del tuo esame”, richiesto per chiedere aiuto e non per sfruttare. È brutto sentirsi abbandonati in un momento critico da chi ha avuto la tua fiducia. Chi vuole aiutarti lo fa e basta, io ne so qualcosa, io che non sono affatto perfetta, magari fossi presuntuosa, magari non permettessi ad altri di distruggermi l’autostima. Sono io, certo, ad avere le mie colpe, ho capito davvero dove ho sbagliato, anche nel credere che gli altri siano come me. Ognuno vuol bene come sa e può, questo sicuramente, ma di una cosa sarò sicura sempre: chi vuol bene aiuta, non rovina; quando amiamo davvero qualcuno, vogliamo la sua felicità e fare quelle cose che ne migliorano la vita diventa un piacere e non più un semplice compito.
Stanotte sarà l’ennesima nottataccia e io sarò sola ad affrontare alcune cose. Non ci sarà nessuna Emilia preoccupata per me da qualche parte, a farsi la nottata in bianco perché non ha avuto più mie notizie. Ho anche le mie colpe e ora tutti i guai che ho li devo affrontare tutti, con maturità e coraggio, da sola. Sono felice però di essermi innamorata, di sapere che vuol dire preoccuparsi per qualcuno e di desiderare la sua felicità, sopra ogni cosa. La tachicardia di quel mio risveglio quella mattina fu così bella che come ricordo nessuno potrà mai strapparla via.

Grazie Simona. Ho capito molte cose. Ora sei tu che hai salvato me. 
 

 

Ventidue birre e calde bontà di carne al Sinclair Scottish Pub

di Emilia Sensale

NAPOLI – Il freddo richiama la necessità di qualcosa di caldo: il gelo 12507518_470274136511723_8599495850214340318_ntristemente statico di una assenza attrae il bisogno di un caldo abbraccio così come una fredda serata invernale può risvegliare la voglia di un prodotto caldo da mettere sotto i denti. In una fredda sera di questo gennaio che è simbolo di un inverno orgogliosamente tale, mi sono trovata al Vomero, esattamente in Piazza Medaglie D’Oro, dove a pochi passi c’è il Sinclair Scottish Pub e soprattutto vi sono tutte le bontà di carne che rendono caldo lo stomaco ma anche il cuore.

12507157_470273913178412_1954397122696625977_nIl Sinclair ha già numeri importanti: è una realtà che ha una storia di circa diciotto anni ed è capace di soddisfare i palati di chiunque grazie a un menu di carne che spazia dalla bistecca ai gustosi panini, tra condimenti di prima qualità e contorni squisiti (da provare le melanzane e le patatine decisamente non classiche, morbide al tocco delle labbra ma ugualmente croccanti, una vera 12507463_470273809845089_5094227065936215571_nmagia), fino ad arrivare a un’ampia scelta di ventidue (sì, ventidue!) birre tra le quali sicuramente si può trovare la propria. Restando comodamente seduti in un ambiente accogliente, meravigliosamente ligneo, dove l’autentica atmosfera da pub si incontra con il gusto moderno e il colore azzurro delle bandiere del Napoli (il proprietario è, infatti, un grande tifoso della squadra partenopea), si può provare ad esempio il 12417838_470274073178396_1254852862275359437_nCremino, panino con hamburger di chianina con un trionfo di funghi in una crema densa e prelibata, oppure il Supreme, panino con hamburger di chianina e cheddar (formaggio di pasta dura) e un letto di burro di arachidi che lascia sulle labbra il sapore di una gustosa e calda felicità non più lontana. Per concludere, una fetta di cheesecake artigianale, alla frutta o al cioccolato è il lato dolce che fa sempre piacere. 

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