Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del mese di novembre, 2015

Gino Sorbillo presenta la sua nuova Pizzeria Scaramantica a Napoli

di Emilia Sensale 

NAPOLI – Design e folclore partenopei si mescolano fino a essere un'unica GinoSorbillofornoessenza che fa da ricca cornice alla nuova Pizzeria Scaramantica in Via Tribunali: è stata aperta al pubblico, infatti, la nuova pizzeria firmata da Gino Sorbillo, frutto della grande fantasia del pizzaiolo napoletano e di un lungo lavoro architettonico. Ubicata a lato della storica pizzeria, con la quale è collegata da un'ampia entrata, presenta all'esterno una colorata panchina sulla quale campeggia una grande finestra che affaccia sul decumano, caratterizzata dall'installazione di Lello Esposito con un Pulcinella stilizzato che già dalla forma sensuale richiama l'interno della pizzeria. 
IMG_1594La Sala del Ferro di Cavallo presenta un tavolo di ferro di questa forma, che permette a Gino Sorbillo di garantire una ventina di posti a sedere tête-à-tête immersi in un'ambientazione scaramantica che è stata un'idea unica al mondo, con cornetti rossi di varie dimensioni, le opere artiste illuminate romanticamente dai faretti appoggiate sul muro vivo, il piccolo ferro di cavallo in proiezione sul muro, il banco dell’acquaiola con le birre e il vino alla spina e la decorazione sulla porta di vetro serigrafata (pressofusione realizzata a San Donà del Piave) promossa dall'architetto Valentina Garraffa, che ha seguito con sincera passione tutti i lavori per la realizzazione della nuova pizzeria. Vi sono poi le scale, anch'esse decorate e con uno spesso reticolato, che portano a un'altra sala, quella dei Quattro Tavoli: ubicata al piano inferiore e visibile già da una botola trasparente IMG_1579nei pressi del breve corridoio che collega la Sala del Ferro di Cavallo alle cucine, Gino Sorbillo l'ha "chiamata così – spiega – in onore di Zia Esterina e della sua antichissima pizzeria dalla quale tutto è nato nei decenni, che era nel quartiere additata così e che io ho voluto ricordare tramite l'installazione di quattro grandi tavoli, come voleva l'antica tradizione". L'idea di Gino ha già conquistato l'attenzione a livello mondiale: dopo la visita di alcuni giornalisti americani ed europei, ieri mattina è arrivata una squadra di un'emittente giapponese per effettuare alcune riprese nella nuova Pizzeria Scaramantica. 
In tutte le sale ora a disposizione, che vanno ad aggiungersi alle pizzerie sempre a firma Gino Sorbillo tra Centro Storico e lungomare tra pizza tradizionale e fritta, "saranno proposte sempre pizze con farina bio – chiosa Gino – che permette alla pizza di essere così leggera da farti venir voglia di prenderne un'altra. Una farina biologica può definirsi tale quando nasce dalla molitura di
IMG_1557grani coltivati con metodi di agricoltura biologica, in altre parole senza l’aiuto di sostanze chimiche quali anticrittogamici e pesticidi". Tale farina indubbiamente è contraddistinta da una resa minore delle coltivazioni, qualità che caratterizzerebbe un prezzo più alto per questo tipo di prodotto rispetto ad altre farine; nonostante ciò, Gino non ha mai lasciato lievitare i prezzi delle proprie pizze e ha sempre cercato di essere la prima scelta di tutti i clienti, come dimostrato anche dalla ripresa dell’antica iniziativa della ‘Pizza oggi a otto’ che permetterebbe di pagare una margherita anche otto giorni dopo averla mangiata, progetto che gli stessi avventori possono portare avanti donando una cifra di almeno 3 euro alla cassa qualora abbiano avuto una pizza offerta.

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Una pizza a forma di cuore, un cuore che sa battere forte

La giornata era partita male: è strano che non voglia alzarmi dal letto, quando succede capisco che non sono pronta ad affrontare nuove ore e nuovi pensieri. Continuo ad avere problemi di insonnia e, nonostante i miei vaffa nei confronti delle preoccupazioni, non sono serena come vorrei essere. Come forse meriterei di essere. Da settimane e settimane non ho tempo per vedere persone a me care, neanche per un caffè, pure nelle mie distrazioni in realtà faccio di tutto per impegnarmi per non pensare a tante cose e nonostante tutto ci sono per chi ha bisogno di me. Il pensiero di andare da Gino Sorbillo mi confortava: avrei mangiato nuovamente la sua buonissima pizza nella nuova Sala del Ferro di Cavallo, accanto al suo storico locale in Via Tribunali, e avrei rivisto un caro amico sempre sorridente, come me pronto a sacrificarsi e a impegnarsi. 
Mi sono seduta a pranzo al tavolo di ferro e mi sembrava di rivivere i momenti di tanto tempo fa, quando Gino già mi parlava della sua idea di avere questo tipo di tavolo che in quel momento avevo sotto le mani, in un'ambientazione scaramantica tipica partenopea, tra cornetti rossi e persone allegre con le quali ho fatto amicizia. Sono stata in silenzio negli anni della mia adolescenza, in un isolamento doloroso, e ora mi basta sedermi in un posto che sia in università, in pizzeria o anche su una panchina per attaccare subito bottone. Cambiano sempre le cose, un sogno a ferro di cavallo diventa un tavolo e una ragazza forzatamente isolata diventa una giornalista spigliata, seppur con le sue paranoie che sono il frutto della cattiveria altrui. Ci riflettevo finendo di mangiare una buonissima pizza margherita con bufala. 
Gino mi ha invitato a vedere l'atmosfera della sala mentre la notte divorava il Centro Storico e non me lo sono fatto ripetere due volte: stasera ero di nuovo là e inizialmente la sala è stata tutta per me, adatta allo scatto di foto intime, dove la luce artificiale giocava con il flash delle mie immagini. Mi sono seduta e ho pensato alle tante volte che ho mangiato da Gino e da altri amici pizzaioli da sola, seduta ai loro tavoli, allo sguardo sorpreso dei vicini di pranzo o di cena, e sono arrivata alla conclusione che in realtà mi piacerebbe condividere una semplice pizza con un uomo che mi voglia davvero bene, beato in ciò che posso offrire fra occasioni da vivere insieme, qualità personali (che non saranno tantissime, ma qualcuna c'è) e momenti enogastronomici di altissimo livello. La sala si è riempita pian piano e vi sono stati nuovi sorrisi e nuove chiacchiere… poi mi sono voltata verso la finestra, quella con l'installazione del Pulcinella stilizzato: la strada era piena di persone in attesa di poter entrare in pizzeria e tra i cuori che guardavano all'interno c'erano due bambine, bellissime. Mi è venuto spontaneo ricambiare il loro saluto e sorridere, ma mi è salito nuovamente il ricordo. Più di un mese fa, era proprio un sabato sera. Voglio mostrarmi forte, ma sfido chiunque a non sconvolgersi nello scoprire determinate cose, a non sentire il cuore che quasi non batte più dopo che lo hai sentito battere così forte che non ti importava più che scoppiava o meno.
È arrivata in quel momento la prima pizza: "Gino ha detto che vuole
Emilia Sensale Pizza Cuore Sorbilloomaggiarti con questa pizza a forma di cuore". Ero così immersa nei miei pensieri che il ragazzo che me l'ha portata è rimasto a guardarmi per capire se fossi contenta davvero. E lo ero. Lo sono. Io ai segni ci credo e quello era l'invito a non farmi prendere dai pensieri, perché è meglio seguire il cuore e vedere cosa accadrà invece di fossilizzarci su ciò che non va. Gino mi ha dimostrato che chi vuol esserci c'è e ti dimostra anche se non è a due centrimetri da te il suo affetto, un affetto sincero al quale sì rispondo con impegno e uguale sincerità ma credo di non aver fatto nulla di speciale per meritarlo davvero. O forse sì… perché a volte basta esserci, ascoltare i sogni degli altri ed essere presenti quando si avverano, come è accaduto a quel tavolo a forma di cavallo. "Devi dire a Gino che è splendida e che gli voglio bene" ho risposto sorridendo, poi il ragazzo mi ha scattato questa bellissima foto. Alcuni cuori vanno mangiati, altri amati. Sopra ogni cosa. Toccando ferro, per scaramanzia.

 

Passeggiare nelle persone

Penso alla bellezza di una mano che accarezza un torace nudo. 


Il passaggio delle dita tra le curve del corpo, proprio al centro del petto, e vederle che si alzano per le rotondità morbide. 


Sentire il cuore dell'altro che batte, nel silenzio rotto solo dal respiro di entrambi. 


Chiudere gli occhi mentre la tua testa è appoggiata sulla sua spalla e ci sei anche tu in quell'abbraccio, senti una mano che ti accarezza i fianchi nudi. 


Il suo bacio sulla fronte, il tuo bacio a due centimetri dal suo capezzolo. 

EmiliaSensale FioriLisaNudi, senza vestiti e senza paure, mentre fuori di lì fa freddo oppure fa un caldo bestiale ma lì, in quell'abbraccio, non c'è più tempo e soprattutto non c'è spazio. 
Perché non conta il dove, conta con chi. Può esserci il panorama più bello del mondo, il muro di un edificio o di una camera, l'oscurità di un bosco, la luce del sole e la luminosità della luna sul mare, non importa. 

Esistono posti belli nei quali è davvero bello passeggiare con le persone, poi c'è quella persona speciale nella quale è bello passeggiare, lungo il sentiero del suo cuore. 

Alla V Municipalità un mercoledì per parlare di violenza sulle donne

NAPOLI – Parlare del fenomeno della violenza sulle donne per condividere opinioni e terribili esperienze ed esporre possibili soluzioni: è stato questo uno degli obiettivi della conferenza organizzata presso la Sala De Martino della V Municipalità, in Via Morghen nel quartiere Vomero, nella serata di mercoledì 25 novembre 2015 in concomitanza con la Giornata contro la violenza sulle donne. L'incontro, che rientra nel programma dei mercoledì culturali promossi presso la V Municipalità e ha registrato un grande e appassionata partecipazione, è stato IMG_1541 - Copiamoderato da Ersilia Di Palo ed è stato introdotto dalla scrittrice Clotilde Punzo tramite la lettura di un testo dedicato alle vittime di violenza in tempo di guerra.

La giornalista e poetessa ventiseienne Emilia Sensale ha aperto le danze dei vari interventi, proponendo la sua esperienza di vittima di violenza e di giovane donna che ha denunciato vivendo fino alla fine un percorso giudiziario portato avanti con le proprie forze, sottolineando "l'importanza di parlarne sia per chi è vittima di violenza sia per chi ascolta, perché esprimere il proprio incubo permette di elaborarlo e di non renderlo una eterna trappola emotiva, poi è importante – spiega – veicolare alle donne e agli uomini che subiscono violenza il messaggio che loro sono vittime, mentre spesso chi è stato aggredito e violentato è additato come se fosse carnefice di se stesso, così come non bisogna lasciare solo chi ha subito violenza perché – conclude – il momento successivo è il più difficile, quello dove per assurdità ci si sente sporchi e si prova vergogna e si deve trovare il coraggio di denunciare e di andare avanti". All'incontro, intitolato 'Non esiste l'amore che uccide' per evidenziare, come affermato anche dai dati emersi negli ultimi mesi, come spesso a picchiare e ad uccidere sono quelle stesse mani che hanno promesso carezze sentimentali, hanno partecipato anche rappresentanti di associazioni attive sul territorio partenopeo in difesa delle donne, come gli avvocati Lido e Rocco del Telefono Rosa e il Circolo Acli Centopassi, che hanno sottolineato "l'importanza della prevenzione del fenomeno, che colpisce donne di ogni età e condizione, attraverso l'organizzazione di incontri nelle scuole e del supporto psicologico nei confronti di coloro che si rivolgono ai centri di ascolto, le leggi ci sono – chiosano – anche se spesso l'iter giudiziario è difficoltoso, ma è essenziale anche aiutarsi in famiglia, fra amici, se notiamo una donna in difficoltà non dobbiamo far finta di nulla ma invitarla a parlarne e a denunciare".

La conferenza, contraddistinta dalla presenza di un interprete della Scuola CounseLis (centro napoletano per la formazione sulla Lingua dei Segni) e allietata dalla lettura di versi da parte della poetessa Lucia Gaeta, la quale ha voluto condividere coi presenti il commosso ricordo di una lunga violenza psicologica subita anni prima, è stata chiusa dall'intervento del consigliere della V Municipalità Cinzia Del Giudice. 

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