Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del mese di settembre, 2015

Il mio intervento a Radio Amore Napoli con la mia dolce ricetta

Amore e amicizia, pilastri deboli con il grande tempio del social

È inutile negarlo, la grande piazza virtuale dei social è un'opportunità per sempre più persone, spesso usata con cattiveria e altre volte con la giusta EmiliaSensale.it barca lagoquantità di maturità, come un'arma tagliente insomma o come un ottimo modo per sentire vicino chi è lontano. Non so dire, tuttavia, se questo tipo di opportunità riesca ad arricchire i rapporti o se, al contrario, col tempo li distrugge. In soli due giorni una decina di persone, uomini e donne di ogni età e stile di vita, hanno voluto donarmi le loro confidenze e mi hanno chiesto consigli che io umilmente ho cercato di dare, aggiungendo la cosa più importante, vale a dire il mio concreto supporto: mi rattrista notare come i rapporti sentimentali e di amicizia si siano rovinati, come le persone non siano più capaci di rispettare e farsi rispettare e soprattutto come in molti e in molte per risparmiare una semplice parole siano capaci di lasciare chi li ama nell'angoscia più totale. Si è perso il gusto più semplice del volere bene, quello del sentire la mancanza dell'altro e di dimostrarlo, in una finta libertà che non è altro che menefreghismo e strafottenza, dove i cosiddetti social fanno la loro parte: persone di un'età che dovrebbe indicare maturità sono lì ore a controllare l'ultimo accesso, ma molti non sono minimamente preoccupati che possa essere accaduto qualcosa di bello o di brutto all'altra persona dopo ore di assenza e silenzio, il primo pensiero è che vi sia una verità nascosta, una relazione extraconiugale. Non si vuole entrare più nella vita dell'altra persona per conoscerne problemi e abitudini, caratteristica che io (in ricezione e in invio) ritengo importante e che quando non c'è mi fa perdere equilibrio psicofisico e certezze. 
I social saranno anche belli e importanti, permettono di unire persone che si trovano in due città diverse del mondo, ma a volte allontanano quelle più vicine e io credo (lo penserò sempre, l'ho anche spiegato a suo tempo a una persona a me cara) che non possano sostituire minimante la bellezza di una voce al telefono e soprattutto di un incontro, di un abbraccio, di un bacio, di uno scambio di sguardi. Preferirò sempre vedere mangiare le persone, notare come bevono un bicchiere d'acqua e come mangiano una fetta di pizza, un gesto magari semplicissimo che però può diventare quasi un sogno lontano dall'essere realizzato, rispetto a un 'buon appetito' su social. E quando manca anche quell'augurio e altre piccole attenzioni che nulla costano se non un movimento di dita su una tastiera o su un telefono, arrivano le persone a chiedermi consiglio e l'unico, per esperienza personale, che posso dare è che dobbiamo stare attenti quando ci troviamo di fronte a un bivio: il carattere può dare un detemrinato comportamento che nulla significa rispetto al sentimento sincero, scriversi ogni minuto non indica senza ombra di dubbio un effettivo interesse da parte di qualcuno, ma c'è anche la possibilità che effettivamente l'assenza di azioni sia indica di non amore e non amicizia. Lasciarsi avvolgere dall'istinto e dalle intuizioni è importante, ma non dobbiamo permettere che esse possano trasformarsi in fantasmi: le antiche ferite sono tali, non dovremmo permettere agli errori passati, realizzati o subìti, di influenzare ciò che stiamo costruendo nel presente. È difficile non lasciarsi trascinare dalle paranoie, io lo so bene, specialmente dopo che nel passato ti hanno tolto ogni certezza, dopo che ti hanno letteralmente fregato davanti agli occhi e ti sei ritrovato incompreso e abbandonato, ma bisogna fidarsi. Dobbiamo ritrovare il gusto della fiducia, perché l'amore e l'amicizia son sempre dei rischi dove non dobbiamo fare l'errore di dare nulla per scontato e dove dobbiamo sperare che chi amiamo non dia per scontata la nostra presenza nella sua vita ma che, anzi, voglia sempre tenderci la mano nel momento del bisogno e desiderare sempre di vivere con noi momenti migliori. 
In conclusione, agli amici e alle amiche che mi ritengono meritevole delle loro confidenze e di poter enrare umilmente nella loro esistenza voglio semplicemente ricordare che non devono aver paura di disturbarmi o di riempirmi delle loro paranoie, riflettendo sulla possibilità che io possa avere già i miei problemi e non ne voglia altri. Ci sarò sempre per chi ha bisogno di me, così come ringrazio chi c'è stato e c'è quando ho bisogno io. Ci sarò sempre anche se in passato il mio esserci non è stato apprezzato e ho collezionato solo delusioni e solitudine. Un piccolo gruppo conosce cose di me che ho avuto difficoltà a raccontare (mi permetto di dire che in certi momenti ho sfiorato così tanto l'essere patetica che quasi quasi sarei ricattabile a vita), ha ascoltato le mie paranoie e le mie paure, ha conosciuto il mio bisogno di affetto e soprattutto il mio desiderio di dare il meglio di me stessa senza confini, d'essere d'aiuto concretamente al di là di ogni conforto. Io so cosa vuol dire essere completamente da sola nell'affrontare un brutto momento, avrei desiderato con tutta me stessa qualcuno o qualcuna capace di aiutarmi, ecco perché ci sarò. Nonostante tutto. 

 

Amarsi è avere la premura di affermare concretamente “Io ci sono. E penso a te”

EmiliaSensalefiorebiancoC'è poco da fare: noi possiamo fare i forti quanto vogliamo, ma alla fine vogliamo un po' di tenerezza, quel piccolo gesto che ci dà sicurezza, spesso facciamo anche l'errore di pretenderlo dimenticando che non bisogna elemosinare nulla da chi ci vuole bene veramente. Abbiamo vere e proprie armature addosso che sono frutto delle nostre esperienze, sovrastrutture che sono figlie del nostro dolore e hanno gli occhi di ci ha deluso e magari da noi ha ricevuto tanto, ma anche quando riusciamo a superare un distacco, un'amarezza, una nostalgia, ecco che da quel qualcosa di nuovo che sembra regalarci una speranza vogliamo una piccola luce mentre vogliamo donare il sole. E non è infantile desiderare un semplice "Ciao, come stai?" in realtà mai banale, un "Buongiorno!" o una dolcissima "Buonanotte. Stanotte ancora una volta sarai nei miei sogni". La verità è sempre nei piccoli gesti, in quelle azioni quasi da niente che poi rivelano tutto. Amare penso sia sentire la spinta che permette di superare paure e di compiere piccoli e grandi gesti pur di percepire la presenza di chi amiamo, ma amarsi è avere la premura di affermare concretamente "Io ci sono. E penso a te". 

Le persone andrebbero amate

Le persone andrebbero amate così come sono. Letteralmente. Chi ama non ha il dovere di cambiare, anche se ha il diritto di esprimere le proprie esigenze e sperare che la persona amata possa comprenderle. Le persone, tuttavia, andrebbero amate così come sono, con i loro pregi che le rendono speciali, coi loro difetti che le rendono uniche. 
1424404_462020380628562_5605868778541809943_nLe persone andrebbero amare con complicità, nulla di più. Con quella voglia di scoprirsi, di creare e ricrearsi, con quella spinta ad accettare che è il primo passo dell'accettarsi così come siamo. 
Le persone andrebbero amate per quel che possono donare di se stesse, non per quello che possono dare e offrire materialmente, non per ciò che vorremmo che fossero o per ciò che vorremmo avere da loro. 
Le persone andrebbero amate con pazienza, con la volontà dell'attesa e al tempo stesso senza porsi il problema di esprimere il proprio nostalgico tormento per una distanza e nel sentire la loro mancanza. 
Le persone andrebbero amate quando sbagliano e quando siamo noi a sbagliare, senza stupide distrazioni, senza strategie, arrabbiandosi anche ma con la forza di mettere da parte il proprio orgoglio (mai la propria dignità). 
Le persone andrebbero amate per il loro passato, per il presente da vivere in condivisione, per un futuro fatto di progetti che escono dal respiro già espressi. 
Le persone andrebbero amate tutti i giorni. Tutti i secondi. Con rispetto. Andrebbero amate e dunque scelte sempre, nonostante tutto. 
Le persone andrebbero amate. 
E oggi, purtroppo, in molti e in molte non sanno e non vogliono più amare. 

 

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