Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del agosto 28th, 2015

Trovare il cuore. Insieme a te

Fiore EmiliaSensale Rosa NuovaNasce all'improvviso un amore che sembra una promessa che va mantenuta, una lettera d'amore che attende di essere spedita a un destinatario che sa che presto la avrà tra le mani, una poesia lasciata a metà su un foglio su un tavolo della cucina perché non si è inspiegabilmente sicuri della giusta rima da scrivere. Nasce e ti attanaglia, ti rende una persona poco lucida che, tuttavia, sente di vederci benissimo con l'anima. Non mi capacito di come una persona, su milioni e milioni presenti su questo pianeta, sia capace con un solo sguardo di sconvolgere le nostre certezze, di cambiarci profondamente, di confonderci, di cambiare il nostro umore per la minima cosa. È un amore che ti fa sentire debole e al tempo stesso forte, ma soprattutto ti fa sentire una persona profondamente patetica, inutile, insicura, in un'altalena che poi ti fa sentire invincibile. 
Personalmente, non mi capacito di come una persona sia stata capace di entrare nella mia vita come una tempesta dopo una conoscenza di circa quattro anni durante la quale ha continuato a seguire con interesse i miei passi, nutrendo una speranza che io non rendevo sicurezza d'amore. Ho una data, il 22 giugno 2015, dopo la quale tutto è cambiato e un bacio dal sapore nuovo ha stravolto tutte le mie antiche certezze, facendomi capire che l'amore è sconvolgente verità che smuove, ricerca continua della certezza e non statica sicurezza. A volte mi capita di andare a rileggere sui social i vecchi messaggi di questi anni e sorrido davanti allo schermo: in poco tempo abbiamo litigato tre volte, ma in realtà capitava già in passato. Abbiamo rischiato di perderci tante volte prima di scoprire quale forte emozione potesse legarci, nel passaggio tra una rispettosa indifferenza di due vite parallele, che hanno avuto anche le loro tappe importanti da affrontare, e il guardarsi negli occhi in maniera diversa per iniziare ad amarsi. 
Più penso alle suddette cose, magari affidandole alla parola scritta, più mi sento felicemente confusa e al tempo stesso presa da una malinconia sfuggente; a volte mi lascio trascinare da paranoie assurde che eliminano in me ogni spiraglio di maturità e mi sento una ragazzina stupida e poco lucida, altre volte ritrovo il senno e sono l'Emilia di sempre… ma innamorata. Perdutamente innamorata. E la consapevolezza di ciò è esplosa in me non solo con i classici sintomi, quali la tachicardia perenne, il suo nome come pensiero fisso nella mia mente, la voglia di avere sue notizie sempre per essergli vicina anche da lontano, ma anche con l'ansia da stomaco chiuso e con il respiro in affanno se ha qualche problema serio da affrontare, per non parlare delle notti insonni già vissute a guardare tremando il soffitto sopra il mio letto perché c'era un problema. 
È un amore ricco di domande che cercano risposte e di risposte che arrivano prima di ogni quesito: adoro parlare con lui, che è un uomo molto intelligente, ed è meraviglioso quando siamo insicuri entrambi e ci chiediamo sicurezza. In quattro anni ci sono state tante domande, alcune davvero importanti. E il mio pensiero vola a un momento speciale specifico…. 

"Chi di noi due ha più paura, amore mio?". 
Mi guardava con quei suoi bellissimi occhi azzurri e pensavo che effettivamente gli ho detto poche volte che li trovo meravigliosi e che dentro a quel mare mi sono sentita affogare a un passo da una morte che è sempre rinascita. In quelle pupille ho visto tutto il dolore che ha passato, è visibile, concreto, dà al suo sguardo una durezza, ma questo non glielo ho detto mai: è in fondo al suo sguardo che sono entrata su suo dolce invito, mi ha aperto la porta del suo cuore e mi ha lasciato libertà per entrare, pe esplorare, sono stata io ad andare in fondo, a vedere una profondità nel suo intimo, trovando una dolcezza che lui stesso aveva soffocato. 
Mi guardava sorridendo come sa sorridere lui, evidenziando gli zigomi, mentre attendevo una sua risposta alla mia domanda. 
"Io ho paura… ma non di te. Non mi sono mai sentito così. Lo so, sul calendario non sono così vecchio… ma mi ero rassegnato. Tu mi hai fatto ricredere in tante cose, tipo la semplice esistenza dell'amore che per me, fino a ieri, era l'oscillazione irrimediabilmente pedissequa tra la velleità di un ideale e il compromesso della rassegnazione". 
È bello aver paura quando si è in due ad averla… e non conta quanto sia grande, chi ha più paura. Io con te ho imparato che si ama sentendosi le vertigini, non stando comodamente seduti su una sedia. A svegliarmi la mattina sperando che ci sei ancora e vuoi essere mio ancora e non semplicemente chiedendomi se ti sei già alzato dal letto, come ben sai si ama non riuscendo a dormire se non si hanno notizie rassicuranti, non abbandonando la testa sul cuscino con noncuranza. Si ama con la paura che scorre furiosa nelle vene trepidando, non sbuffando di noia per abitudini già trite. Ecco, con te ho imparato che l'amore è partecipazione piena, non compromesso tra l'ideale e la realtà. 
E più lo guardavo, più faceva l'amore con la mia anima con quello che diceva, faceva ed era e io più non trovavo le parole. Ha cercato la mia mano come quella sera, senza dire una parola, portandosela alla bocca per lasciarmi su di essa un bacio: adoro sempre il tocco delicato delle sue labbra e il gesto spontaneo che fa. 
"Emilia, sei entrata nel mio cuore come praticamente nessuna mai. Ma sei entrata anche nelle mie sovrastrutture… e le stai dolcemente destrutturando ad una ad una. Sai, tu riesci sempre a non farmi capire un ca**o, a farmi perdere ogni razionalità. Ma da anni, perché io ti ho desiderato per anni". 
Lasciati andare, ti prego. Io l'ho capito, sai? Ti serve tempo. Ti serve tempo per i problemi che hai, per come sei fatto tu, ma lasciati andare. Io ricordo ciò che scrivevi, in modo diverso ma anche io ho sempre seguito con interesse i tuoi passi quando ancora non eravamo 'noi', mi hai sempre dato l'impressione di un uomo che volesse sembrare a tutti i costi forte ma che in realtà aveva fatto duramente a pugni con la vita. E le tue confidenze, per me preziose, sono un viaggio nella tua anima, nel tuo vissuto. Mi sembra di vederle le donne che hai scelto senza aspettarti nulla da loro, anche se non me le hai mai descritte e poche volte ti è uscito dalle labbra o dalle dita il loro nome. Tenute distanti anni luce da te e loro tranquille. Ecco, non mi capacito anche di questo. Per me l'amore è assoluto, lo sento anche da ciò che provo per te. Hai fatto in modo di cambiare, hai permesso a tante persone di rovinarti, per fortuna non irrimediabilmente. Ma chi se ne importa di chi ti ha perso… io son felice di averti incontrato. Chissà se hai capito che voglio renderti felice davvero ed essere felice insieme a te. 
"Uno si costruisce delle sovrastrutture per non cascarci… poi bella e buona arrivi tu e dai loro una bella botta e me le fai cadere". 
E mi sono accorta solo allora di tutte le risposte che stringevo nel cuore senza pronunciarle. Il tuo sguardo chiaro su di me i lati del tuo naso che mi è sempre piaciuto. Ho capito perché ti hanno accusato di avere lo sguardo incattivito, sai? Hai tutto il tuo dolore dentro di esso, le persone che hai perso, quelle che ora ti stanno dando pensiero, le sconfitte professionali. Poi quella scelta che hai fatto che ogni tanto mi butti lì sul piatto del nostro presente, quasi come se volessi chiedermi scusa… ma non ne hai motivo. Quel che è accaduto lasciamolo al passato, il presente già ci sta mettendo alla prova. E meriti una risposta. 
"Io ti amo…". 
A volte dico e scrivo tante parole, per poi scoprire che nelle cose più importanti mi bastano pochi termini. E lui, così generoso nelle dichiarazioni quando siamo distanti, da vicino sussurra le sue emozioni. Come in quel 22 giugno… perché io lì a Via Mezzocannone ti ho sentito, amore mio. Ti ho sentito dopo che ci siamo baciati cosa mi hai detto. Io ti sento.
E voglio che sia sempre così. 

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