Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del agosto 3rd, 2015

Il mare dei tuoi occhi per vivere, quello del tuo corpo per affogare in rinascita

Ho ancora nel naso l’odore della Solfatara che ci ha abbracciato lungo l’autostrada, come ho nelle orecchie le tue consequenziali battute. Sei un uomo spiritoso e questo mi piace. Sei un uomo meraviglioso con tutte le tue qualità, alcune solo all’apparenza contrastanti, e questo mi piace ugualmente. Esisti poi e mi vuoi nella tua vita, ecco… questo mi piace ancora di più.

CIMG2502 - CopiaI Campi Flegrei a farci da cornice in un quadro che non sapevo di poter dipingere in una domenica pomeriggio di inizio agosto. “Sto arrivando da te”, non sono riuscita a connettere il cervello alla lingua per circa trenta secondi. L’auto che va verso un nuovo orizzonte, verso il nostro futuro, mentre la tua mano destra più volte mi cerca. Come il tuo bellissimo sguardo azzurro. Mi sono accorta che spesso ti giravi da me mentre io tenevo la testa sulla tua spalla. Sorridevi anche. Mi è piaciuto un sacco… ma, sai, oramai mi piace davvero tutto di te. Quando poi ti racconti, fai letteralmente l’amore con la mia anima… che è il primo passo con me per qualunque altra tappa, ma a parte te nessuno ci è mai riuscito veramente. O nessuno, diciamolo, ha mai voluto farlo davvero. Bacoli, la nostra prima figuraccia con un uomo del quale non sappiamo il nome ma che ricorderemo per sempre, le nostre risate. Bacoli, un angolo tra mare e terra tutto nostro, dove non sento più rumori se non il suono della tua voce, dove non vedo più nessuno se non te, il tuo viso sorridente ed emozionato, il tuo corpo. Le tue bellissime mani. Su di me. Dolcemente.

Non mi chiedo più da dove sei arrivato per farmi battere così forte il cuore, razionalizzare quattro anni di contatti sarebbe riduttivo, offensivo nei confronti di un sentimento improvvisamente così bello e totale. Non so il destino perché abbia deciso così, perché è ora il tempo maturo per renderci noi dopo tanti sbagli, ma se avremo tutte le opportunità per amarci in un amore finalmente educato e rispettoso sarà bene così. Il bene da sempre cercato che non abbiamo mai avuto davvero, ma che è arrivato perché noi abbiamo ampiamente dimostrato di saper aspettare. Il vero amore sa aspettare.

In un mondo dove l'educazione sembra l'opzione da scartare facilmente e non la priorità, anche in amore e nei rapporti in generale si è diventati incredibilmente maleducati. Salutarsi, ricordarsi delle piccole semplici regole che dovrebbero essere alla base di un sincero affetto, rispettarsi in un galateo prezioso e antico sembrano cose oramai lontane, dimenticate, soprattutto scordate. I rapporti si sono impoveriti, non fanno più parte di un universo di bellezza nel quale orbitano sentimenti sinceri incorniciati da gesti spontanei. Ricevere e offrire un gesto colmo di dolcezza è una rivoluzione, ci lascia a bocca aperta, non ci sembra possibile che esistano ancora persone che non sono aride ma dentro ricche di quelle qualità che ci permettono di instaurare un legame duraturo con loro, di poter aprire il nostro cuore senza la lapalissiana e quasi sempre indovinata paura che possa essere ferito. Essere anime belle e sensibili nel 2015 significa notare come in un rapporto per noi più importante rispetto ad altre conoscenze, un rapporto di un amore che sta sbocciando, al di là dell'età da calendario e di quella legata alla maturità, dove speriamo in un futuro consapevoli di un presente dove non è mai facile conquistare la fiducia dell'altro e avere pazienza per le piccole e le grandi cose, sia difficile dirsi le cose più semplici. A volte ci giustifichiamo per qualcosa di eccezionale che comunque dovrebbe essere una regola: "Scusami se ti disturbo" quando l'amore non è mai disturbo, "Scusami se interrompo quello che stavi facendo per dirti una cosa, importante obiettivamente o meno che sia, anche solo per dirti che ti sto pensando" quando non c'è nulla di più bello. Sembra strano dirsi le cose più semplici e vere come "ho bisogno di te", finché non ti rendi conto che sentire il bisogno di una persona non è una debolezza ma un punto di forza, tutto dipende dalla persona che abbiamo davanti e soprattutto nel cuore, così come non c'è niente di male nel dirsi cose dolci, nel richiedere un po' di sicurezza, quella non asettica e immobile, fine a se stessa, utile solo per rinforzare il proprio ego, ma quella classica voglia di un abbraccio senza braccia che sa accarezzarti l'anima sussurrando "Sono qui, il mio corpo e la mia anima sono veri e sono tuoi".

A proposito di corpo e di corpi, la fisicità è diventata qualcosa di orribilmente povero di fronte alla bellezza dei sensi. Il corpo non è più un tempio dove poter pregare in due, conoscersi, esplorarsi creando nuovi mondi, ma è un mezzo attraverso il quale cercare solo un po' di piacere fine a se stesso. Io per anni sono stata in difficoltà parlando di argomenti legati alla sessualità a causa della cattiveria degli altri, specialmente delle coetanee: al liceo mi prendevano pesantemente in giro perché vergine e non avevo mai visto un uomo nudo, usando questa caratteristica come scusa per tenermi in disparte. Ci ho messo anni e tre fidanzamenti per comprendere che la mia scelta è una decisione di cuore che troverà espressione per amore. Io ho sempre detto “fare l’amore” e non “fare sesso”, come ora sento che se avessi fatto un passo senza esserne convinta sarebbe stato cedere mentre io voglio donarmi a cuore aperto, senza le paure che mi porto dietro da sempre. C’è poco da fare: il vero amore, quello che senti che ti cambierà in meglio, stravolge tutte le tue antiche certezze. Quello che molti e molte non hanno capito è che il corpo non va usato, non è un oggetto, ma interpretato, donato, intensificato, fa parte di noi. E prima del corpo, bisogna spogliare l'anima, conoscersi, interpretarsi nel cuore e spogliarsi delle trite angosce per cercare insieme nuove evidenze. Fare l’amore con la persona che amiamo penso sia bellissimo, ti mette in discussione costantemente, ti fa nascere mille timori dopo che senti fiorire dal cuore mille rassicurazioni che sembrano venire da un lontano universo. Sfugge tutto tra le dita e dalla mente mentre con le mani ti sembra di toccare l’infinito.

L’emozione di qualche piccolo passo affrontato per la prima volta, l’entusiasmo di comprendere che un giorno cammineremo a passi sempre più grandi. La tua meravigliosa testa sul mio seno, le mie dita tra i tuoi bellissimi capelli, il silenzio interrotto da qualche sussurro d’amore. Poi di nuovo il panorama di Bacoli coi suoi colori che si affidano alla sere, mentre in questa estate il mare più bello io l’ho trovato dentro gli occhi tuoi. “Emilia, senti che meraviglia questa aria fresca che entra nell’auto, amore mio…”. La mia mano aperta fuori del finestrino mentre il vento incontra con decisione la mia pelle e un tramonto meravigliosamente vermiglio contraddistingue il nostro percorso. “Stai attenta, però”. Ecco, finalmente l’amore. Un solo istante per ricordarmi che l’amore è invito alla vita ma con protezione. Finalmente tu. E ora son cavoli amari, amore mio, e il cavolo non piace a entrambi… ma affronteremo tutto insieme. Te lo prometto. 

Carmine Maresca, una giovane vita partenopea in musica

di Emilia Sensale

NAPOLI – Essere giovani sognatori spesso suona come una sentenza di un tribunale non superiore, dove anche le persone che crediamo più vicine affettuosamente alla nostra quotidianità possono ergersi a giudici; vivere in una strada parallela il proprio talento è proprio la condanna massima in un mondo dove essere mediocri sembra apparentemente l'unica chiave di lettura per andare avanti in ogni campo. C'è ancora, però, chi è giovane e crede nei propri sogni e non ha paura di trasformarli in speranze da concretizzare, sfruttando le prospettive che il talento riesce a offrire quando gli strumenti mentali e cordiali sono potenti e magari le possibilità che circondano la sfera materiale sono più Carmine Marescadeboli. C’è Carmine Maresca, 30enne musicista che ha fatto di un ‘nonostante tutto’ il suo vestito migliore, quello da indossare nelle domeniche dell’entusiasmo e nelle cerimonie dei numerosi premi che ha ricevuto; ultimo, ma tale solo per fattore cronologico, è il primo premio al Concorso Internazionale di Composizione ‘Città di Nepi’.

La storia di Carmine è germogliata nella periferia partenopea: nato e cresciuto a Miano, ha frequentato le scuole tra Secondigliano e Scampia, territori additati come zone dove la criminalità organizzata è riuscita a mettere le proprie radici e a crescere indisturbata. “Niente di più falso e al tempo stesso niente di più vero” sospira Carmine accarezzando la sua chitarra. Alza i suoi occhi chiari che nascondono una storia di sacrifici e di lotte, anche contro una profonda tristezza dettata da tutte le sconfitte inevitabili che solo i sognatori sanno riconoscere e dalle quali sanno cogliere motivi per maturare, e continua: “Sono zone ricche di persone meravigliose che non si arrendono mai, ma vi è anche la dura mano di una criminalità che nel bisogno altrui, brutta banalità, riesce a svilupparsi senza pietà, come dappertutto”. Carmine ha rischiato di seguire il richiamo di una sirena fatta di rimorsi e rimpianti: “Alcuni miei amici hanno preso una strada decisamente diversa dalla mia. È davvero brutto vedere persone alle quali hai affidato l’intimità del tuo giovane cuore che sta crescendo cambiare, cambiare in peggio. Ho rischiato da adolescente di caderci anche io – spiega senza distogliere lo sguardo azzurro – visto che siamo molto più influenzabili in quella particolare età, l’eco di possibilità ti fa vedere le opportunità non per le loro ombre ma per la luce artificiale che danno”. È stata la musica a salvarlo, in una conoscenza sempre più profonda che lo ha allontanato dalle nuove brutture per portarlo in un antico universo fatto di note e di amicizie con la stessa passione.

Diventato chitarrista, compositore e didatta, Carmine Maresca ha coltivato il suo grande talento musicale studiando con alcuni dei più grandi musicisti al mondo, quali Aniello Desiderio e David Russell per citarne alcuni, ma ha anche vinto numerosi altri premi in concorsi musicali anche internazionali oltre a quello di Nepi. Inoltre, “Con l’amico artista Keith Goodman – continua – ho scritto 'Approccio e comprensione della partitura', un'opera che vuole essere una breve guida alla lettura dello spartito e sono anche Presidente del Laboratorio Musicale ‘G. Paisiello’ che si trova a Miano. Sì, a Miano, dove sono nato e dove sto riuscendo a costruire qualcosa di buono, aiutando – conclude – molti ragazzi a ritrovare il gusto per la musica e magari a scoprire il proprio talento, provo a dare ai ragazzi del mio quartiere la possibilità di studiare con docenti qualificati e una speranza per il futuro”. Quel futuro che Carmine vede con una nota: SI, il ‘sì’ di un ottimismo nato ‘nonostante tutto’, nonostante le difficoltà e le ingiustizie, nonostante la voglia di arrendersi inevitabile e affrontabile solo se si crede davvero nel proprio talento. 

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