Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del agosto 2nd, 2015

Un compagno può essere paterno, ma non un padre

Chi mi conosce lo sa, sono orfana di padre dalla nascita; proprio per questo, ho individuato senza mai sbagliare una profonda ipocrisia in quelle donne che affermavano che la figura paterna potesse essere individuata nel partner. Niente di più sbagliato. Io ho trovato il padre pezzo per pezzo nelle persone speciali che ho incontrato nella mia vita e mia madre mi è stata più padre che madre, ma la parte più importante l’ho messa io, son stata padre di me stessa tante volte, specialmente quando mi son dovuta proteggere e ho faticato a capire il lupo cattivo davanti a me, oppure ho sofferto per la cattiveria altrui. Un compagno è un compagno e in quanto tale deve essere questo, non un padre. Devo poi dire EmiliaSensale.it tramonto (1)che nelle mie storie d’amore son stata materna quanto paterna e ho avuto la fortuna di non provare questo vuoto. Io nelle mie storie non ho mai trovato il compagno, letteralmente, altro che padre…. Poco fa, però, mi è venuta in mente una cosa. Per il mio modo di vedere e vivere l’amore, effettivamente l’Uomo della mia vita sarà padre.

C’è poco da fare: la mia felicità è figlia della tua presenza, la mia serenità è figlia del tuo stare bene, la mia speranza è figlia della tua volontà di un futuro con me. E allora sì, tu, Uomo della mia vita, in questo sei già padre. E se devo immaginarti da padre, ti immagino non come mio padre, non ne ho bisogno e non è questo il ruolo che voglio da te, ma come padre dei miei futuri figli, con la mia antica speranza che possano esserci. La vita è fatta di assenze come di presenze: alcune assenze, Uomo, le ho superate, non senza difficoltà… ma ammetto, guardando in faccia la realtà, che la tua potrebbe farmi davvero male, come solo bene mi farebbe la tua presenza. Vera, sincera. Eterna. 

Assurdità naturale, poesia di Emilia Sensale

A me piace pensarti come un romanzo all'inizio, come una poesia scritta a metà. E che continuerà sempre, per sempre, se lo vogliamo. Non hanno importanza per me le pagine che hai tentato di strappare e che hai dovuto lasciare pendenti Rosa EmiliaSensalelungo il lavoro di un antico tipografo del quale non riusciamo a vedere il volto, così come non mi spaventano le difficoltà di macchie d’inchiostro su fogli che vorremmo candidamente bianchi, ciò che conta per me è che continueremo a scrivere questa nostra strana storia. Strana per come è nata e per come ci ha permesso di comprendere quel che siamo: una giovane donna e un uomo con i loro errori, che hanno creduto in persone sbagliate e in amori sbagliati, con traguardi differenti che alla fine daranno qualche grattacapo sulla carta ma non per i nostri sentimenti.

Ho capito grazie a te una cosa importante che finora non ho compreso pienamente, oppure ho fatto finta stupidamente di non capire per inseguire emozioni incomplete quando invece meritavo molto di più: io e te abbiamo bisogno di amore, di vero amore, e semplicemente lo abbiamo cercato in persone sbagliate, persone che non ci volevano bene sul serio. Abbiamo bisogno di un amore vero, completo, materno, totale, che c’è nelle difficoltà e non si avvilisce di fronte a un’avversità, così come non abbiamo bisogno di storie vuote e ricche solo di apparenza. Noi siamo autentici e abbiamo bisogno di sentimenti autentici. La persona giusta è quella che ti viene incontro senza che tu elemosini nulla, anticipa ogni tuo desiderio e bisogno, sente quando hai bisogno di aiuto… e spero di essere questo io per te, come tu per me. Con me non dovrai mai elemosinare nulla, cercherò di darti sempre più di quanto tu abbia mai voluto.

Pensavo a tutto questo stamattina presto quando, appoggiandomi al marmo della finestra della cucina, ho scritto questa poesia. La dedico a te, mia rosa con spine che spero proprio, sì, che spero proprio stavolta con tutto il cuore non saranno mai capaci di ferirmi.

 

Assurdità naturale

Non so il motivo per cui

tu, rosa con spine,

abbia appuntite realtà evidenti

sulle mie mani che rose senza spine

cercavano nel giardino assoluto.

Sui petali dei tuoi capelli stanchi

di carezze non sincere

ritrovo il velluto dei miei perduti giorni

e il contorno degli sguardi triti

di chi ti ha deluso, di solitudine.

Amarci è questione di vita o di morte,

della nostra vita insieme

e della morte dei nostri fantasmi,

ora che il tuo cuore sembra damasco

tra spine crudelmente imposte,

ora che sconosciuti spasmi

aprono e chiudono antiche ferite.

Voglio amarti, rosa con spine,

assurdità naturale,

senza raccoglierti in uno strappo di vento

ma essendo tu mia

ancora attaccata al tuo giardino,

perché si possono amare le spine,

anche quelle che hai smarrito,

solo quando cascate calde cadono

da attenti occhi del presente

e non vorremmo spine necessarie

sul sentiero del sogno che grida

il tuo nome, il mio amore,

l’insopportabile attesa del mio cuore.

Emilia Sensale 

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