Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Il mio pensiero in merito alla Giornata contro la violenza sulle donne 2014

Le Giornate varie io le ho sempre viste come un'occasione ulteriore per ricordare, per riflettere, per partecipare; spesso il loro valore viene impoverito, non compreso, oppure fin troppo cercato, a volte con sfacciata ipocrisia. Io penso che ogni giorno debba essere vissuto nel rispetto del prossimo, al di là delle date segnate in calendario.

Oggi è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e voglio semplicemente cogliere No alla violenza sulle donnel’occasione di poter guardare, dopo più di due anni, una delle foto che mi scattai, non so neanche io perché, dopo la notte che trascorsi con la carne ghiacciata sulla faccia dopo quattro ore di violenza. Tra le foto che ho conservato, come un album tragico ma dal quale sono rinata nonostante tutto, questa è quella che non sono mai riuscita a guardare fino ad oggi. È quella Emilia che non sono riuscita mai a guardare in faccia, una Emilia che voleva nascondere tutto come se fosse una propria vergogna subìre una violenza, una ragazza che ho saputo solo col tempo giustificare e aiutare con coraggio. Ne parlo come una persona esterna perché oggi io mi sento una persona diversa, sono dopotutto una ragazza che ha saputo denunciare benché amici e conoscenti mi consigliassero il contrario, non ho mancato neanche una giornata in tribunale mentre chi mi aveva fatto del male non si è mai presentato e non ho accettato un solo centesimo. Ho ascoltato commossa il giudice mentre condannava a due anni chi mi aveva fatto del male, un collega tra l’altro che ho avuto anche occasione di rivedere in un evento dopo i tanti ai quali avevo rinunciato per paura e disgusto di poter rivedere le mani che mi avevano riempito di schiaffi e che mi avevano tremendamente toccato e violentato dove nei miei incubi e nelle mie notti insonni sento ancora quelle viscide mani.

L’occhio ha rischiato, avevo la faccia gonfia di schiaffi e il labbro completamente rotto, non facevo altro che mettere ghiaccio per togliere il segno violaceo dei lividi, ho delle cicatrici dentro che difficilmente si rimargineranno, ma sono viva, sono qui, se Dio vuole posso ancora rendere realtà i miei sogni, mentre oggi il mio pensiero va a quelle donne, fidanzate e mogli, madri e figlie, che non ci sono più perché morte per mano violenta. In questa giornata che io ho trascorso normalmente, da giornalista, tra interviste e mani che scorrono sulla tastiera di un computer per scrivere articoli e pensier, ci sono io che ho avuto una ulteriore occasione per dire #noallaviolenzasulledonne. Non riesco ancora a perdonare, ma sento che troverò anche questo, sì, il vero coraggio, quello del perdono. Non posso fare a meno di pensare che in questa giornata ho letto battute fuori luogo e che chissà in quanti hanno gridato no alla violenza dietro un PC e magari nella propria esistenza si sono permessi di mettere le mani violente su qualcuno, senza dimenticare i tanti e le tante che hanno inventato una violenza (la cronaca a volte lo ha sottolineato…) per ottenere qualcosa o per chissà che altro motivo. Io da quella maledetta fredda sera non uso più il modo di dire “ti prenderei a schiaffi” perché so cosa vuol dire prendere per circa quattro ore tanti schiaffi, schiaffoni e pugni. Ecco, vorrei che in questa Giornata si ricordi l’importanza del rispetto e che ci sia, dunque, più rispetto per tutti, uomini e donne, bambini e anziani. La violenza ha tanti volti e rende gonfi di dolore e lacrime i volti degli altri e io stessa, io che non parlo da un pulpito di ipocrisia ma io che ho raccontato con le lacrime agli occhi tutto quello che mi era successo alla polizia e per tanti giorni non sono riuscita a sorridere proprio nel senso che non riuscivo a muovere la faccia senza sentire dolore, proprio io vi dico DENUNCIATE. La violenza va denunciata, sempre, non abbiate paura. Io ero sola, son sempre stata sola, figlia unica, orfana di padre dalla nascita, con mia madre che sconvolta inizialmente non mi consigliava di denunciare, non parlo a caso e ho trovato a partire dalla polizia delle persone che mi hanno ascoltato senza giudicarmi. Il mio pensiero va anche a voi, donne, meravigliosamente donne, nella sofferenza di una violenza che non riuscite a denunciare: prendete coraggio e denunciate. Nessuno ha il diritto di farvi del male.

E grazie a tutti coloro che non mi hanno mai giudicato e che, anzi, mi hanno dimostrato il loro affetto.

#noallaviolenza #violenza #giornatainternazionalecontrolaviolenzasulledonne #breakthechain #donna #orgogliosamentedonna 

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