Emilia Sensale

Poetessa e Scrittrice, Artista, Giornalista, nata a Napoli il 12 marzo 1989, vive a Napoli dove studia all'Università 'L'Orientale' dopo essersi diplomata al Liceo Classico 'Vittorio Emanuele II'. Vincitrice di numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali, amante della fotografia, della pittura e dell'arte del ricamo e dell'uncinetto, attualmente collaboratore per il quotidiano ROMA e impegnata in Uffici Stampa e in Social Media Marketing, è anche giornalista enogastronomica e scrive per 'I Templari del Gusto', 'SaporiCondivisi', 'CampaniaChe' e 'Campania Food Porn', scrive poi per la versione cartacea e per la versione online di 'CasoriaDue' e su 'Gazzetta di Napoli'.

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Archivio del mese di ottobre, 2013

IL TESTAMENTO DI PIETRA, un’affascinante visita teatralizzata al Museo Cappella Sansevero a Napoli

NAPOLI – La rappresentazione teatrale e la conoscenza della storia di un luogo ricco di fascino si incontrano in uno tra i più importanti EA 1edifici di culto di Napoli, dove uno spettacolo di grande fascino abbraccia il grande patrimonio culturale partenopeo. È tutto questo il Testamento di Pietra, visita-spettacolo presentata in anteprima alla stampa nel pomeriggio di martedì 29 ottobre 2013: un percorso guidato teatralizzato, con trama e personaggi epocali, curato e promosso dall’Associazione Culturale NarteA, renderà ancor più suggestiva la visita alle bellezze del Museo Cappella Sansevero, tempio barocco che riflette il genio carismatico di Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, edificio ubicato a pochi passi da Piazza San Domenico Maggiore, nel Centro Storico. “Il format dell’Associazione NarteA – spiega ai microfoni dei giornalisti Emilia Sensale e Antonino EA 3Fiorino per la loro rubrica ‘Non c’è Sensale senza Fiorino’, visibile su Tele Futura, il vicepresidente di NarteA Mariano Penzapunta a unire in una perfetta sinergia la visita guidata e la parte della spettacolarizzazione perché pensiamo che vivere i siti storici e culturali attraverso queste pièce teatrali possa rendere ancor più magica l’atmosfera che si respira in questi luoghi”, il tutto parallelo all’obiettivo dell’evento, che consiste “nel catapultare i visitatori – continua – in un’epoca senza tempo, non dimenticando comunque di far capire a tutti l’immenso patrimonio artistico partenopeo di cui dobbiamo solo andare fieri e che deve essere tutelato sempre attraverso iniziative interessanti”.

Un viaggio storico che tocca il mistero esoterico di un edificio che toglie il fiato per la sua bellezza, in cui la conoscenza non resta fine a se stessa, ma il visitatore si cala a perfezione nei panni dello spettatore restando colpito dall’esaltazione del luogo e delle opere attraverso giochi di luci, personaggi e costumi dell’epoca e una trama che incuriosisce ed appassiona. Una visita guidata, in prima battuta, per soddisfare la voglia di documentarsi e per poi assaporare lo stupore della sorpresa andando oltre l’arte, che fa vivere meglio l’esperienza della visita propiziando da una parte una sinergia dei sensi e dall’altra l’immedesimazione del visitatore nel contesto EA 2proprio dell’epoca. Dal 1 Novembre 2013 per la prima volta in assoluto si inaugureranno, con due turni, le visite teatralizzate nell’incantevole e suggestivo scenario del Museo Cappella San Severo: le altre tappe riprenderanno durante il mese di dicembre alle ore 18.30 e 19.30, date disponibili sul sito nartea.com; eventuali variazioni verranno tempestivamente comunicate. “Questo è un museo che sta crescendo – afferma il presidente della Cappella San Severo, Fabrizio Masuccicoinvolgendo negli ultimi anni sempre più visitatori, ma crediamo che proporre forme nuove ed originali di fruizione del monumento sia una formula vincente, un invito forte ad essere presenti perché il museo non deve essere inteso solo come un luogo che custodisce cultura, ma come luogo che quella cultura è anche in grado di produrla, ampliando – conclude – l’offerta culturale che va oltre la normale visita del complesso monumentale, magari rivolgendosi anche a quei partenopei che ancora non hanno potuto visitare la Cappella Sansevero, in un evento impreziosito dalle recite che saranno anche proposte in inglese per i turisti stranieri”.

Emilia Sensale e Antonino Fiorino

GIORNALISTI

emiliantonino@libero.it

Terra dei Fuochi, Mobilitazione Generale per dire STOP ai roghi tossici, in migliaia in piazza a Napoli

di Antonino Fiorino 

NAPOLI – Stanno avvelenando la nostra terra e la nostra salute, ora è giunto il momento di dire basta ai roghi tossici”. Questo è uno dei tanti appelli urlati dalle migliaia e migliaia di persone che, provenienti da ogni parte della Campania e non solo, hanno dato vita al corteo per la mobilitazione generale contro i roghi tossici della Terra dei Fuochi partendo da Piazza Dante nel pomeriggio di sabato 26 ottobre 2013 per poi procedere in direzione Piazza Del Plebiscito.

CIMG4004Tanti gli slogan di indignazione, di speranza e di esortazione affinché la politica faccia la sua parte doverosa andando a risanare quanto prima i territori contaminati e caratterizzati sinora da incendi dolosi di rifiuti altamente pericolosi per la salute della cittadinanza. L’evento, che ha visto la partecipazione di tantissime persone provenienti anche da Taranto e da altre zone del Meridione, promosso e organizzato tra gli altri da Angelo Perrillo. Il corteo si è mosso lungo le strade di Napoli con cori incisivi attirando l’attenzione di tutti e anche i commercianti hanno voluto esprimere la propria solidarietà e vicinanza a questa causa. Molte sono anche le testimonianze da parte di familiari di persone colpite da malattie tumorali causate dalla terra avvelenata e dai roghi tossici, alcune delle quali raccolte dai giornalisti Emilia Sensale e Antonino Fiorino per la loro rubrica “Non c’è Sensale senza Fiorino” in onda su Tele Futura. “Non potevamo far mancare il nostro apporto – affermano alcune signore di Taranto – dato che ben conosciamo questo tipo di problema e ci teniamo a far pervenire a chi di dovere il nostro appello disperato, occorre fermare i roghi tossici e bonificare le nostre terre”. “Queste sono iniziative in grado di smuovere le coscienze – sostiene una signora colpita dal lungo corteoma si deve continuare così andando a protestare direttamente fuori le opportune sedi politiche affinchè le istanze dei cittadini vengano definitivamente accolte”. 



LE TRE GIORNATE DELLA DIETA MEDITERRANEA A NAPOLI E A POLLICA TRA INCONTRI E DEGUSTAZIONI

di Antonino Fiorino 

NAPOLI – Che vita sarebbe senza la dieta mediterranea? Sicuramente un'esistenza priva di un'alimentazione che è sinonimo di assoluta garanzia mista a gusto e genuinità. Sull’importanza di questo vero e proprio valore aggiunto, nominato dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’Umanità nel 2010, è stata organizzata una grande manifestazione con incontri appositi e degustazioni gratuite. “Le tre Giornate della Dieta Mediterranea”, volute fortemente dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, dalla Camera di Commercio di Napoli con la collaborazione di Agripromos, dal Parco Nazionale del Cilento e dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, coinvolgeranno il capoluogo campano e il comune di Pollica in provincia di Salerno.

1380097_228617527302183_1776837829_nL’inizio del programma è stato fissato nel pomeriggio di giovedì 24 ottobre 2013 nella sede della Camera di Commercio di Napoli ubicata a Piazza Bovio dove si è tenuto un dibattito sul tema alla presenza di esperti enogastronomici, dei consorzi di tutela e di una selezione di aziende campane del settore con la possibilità di degustare i prodotti tipici a marchio Dop e Igp della Campania coma la mozzarella di bufala e il pomodorino del piennolo. “Oggi è l’ennesima occasione sulla quale ci confrontiamo – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni ai microfoni dei giornalisti Emilia Sensale e Antonino Fiorino per la loro rubrica “Non c’è Sensale senza Fiorino” in onda su Tele Futura, è un bene valorizzare il senso della qualità, della tracciabilità e della sanità dei nostri prodotti mai come in questo periodo in cui si parla troppo e molto a sproposito della pericolosità della Terra dei Fuochi; noi invece abbiamo delle eccellenze assolute e delle produzioni di livello primario importantissimo che ci permettono di recuperare diseconomie di altri settori in crisi attraverso la forma dell’export, quindi dieta mediterranea, enogastronomia, prodotti tipici e tutela del nostro territorio, della nostra identità sono un milkshaker positivo da preservare e da proiettare su tutti i mercati come strumento di valorizzazione della nostra economia”.

1383967_228620470635222_1767571723_n“Lo stile di vita all’insegna della dieta mediterranea – dichiara il Presidente dell’Osservatorio sulla Dieta Mediterranea Vito Amendolara – è quello da perseguire perché con una società così evoluta e con i problemi come l’obesità in forte aumento nella Regione Campania è fondamentale ridurre questi dati raccapriccianti e migliorare il tenore di vita organizzando iniziative tese ad intervenire su questo comparto e a fare cultura affinché l’approccio al cibo sia guardato in modo diverso”. “I valori fondanti la dieta mediterranea sono in Campania – sostiene poi il Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Enrico Lupi – e 487583_228622067301729_1458200291_ncredo che siano fondamentali per l’educazione alimentare non solo dei bambini ma anche di tutte le popolazioni, Ancel Keys che l’ha scoperta nel Cilento ha tracciato la strada maestra e direi che sta a noi perseguirla, valorizzarla e, se possibile, esportarla nel mondo”.

Altri appuntamenti saranno incentrati sull’olio extravergine d’oliva e sul vino a cura rispettivamente dell’Associazione Italiana Sommelier di Napoli e dello Sportello Olio, mentre il gran finale si svolgerà sabato 26 ottobre 2013 a Pollica con l’evento MedDiet Origins – Alle origini della Dieta Mediterranea” presso il Centro Studi Dieta Mediterranea – Fondazione Angelo Vassallo. 

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Alla violenza ho risposto con l’assordante silenzio di un sorriso e con la forza dei sogni di un cuore coraggioso

Sono nata e avevo come cordone ombelicale le difficoltà e i sacrifici e sulla pelle avevo la firma di un abbandono ma sugli occhi la rugiada d’amore di una piccola grande famiglia.

Sono nata e non dovevo nascere secondo molti medici, oppure potevo formare qualche deformazione… e avevano ragione: ho il cuore deformato per il troppo amore, per tutte le passioni e tutti i sogni che negli anni avrei coltivato.

Son cresciuta senza padre ma con una madre eccezionale pur tra mille incomprensioni e avversità ma anche baci e abbracci e son cresciuta serena nonostante tutto, anzi, è stata l’occasione per diventare ogni giorno sempre più forte, sempre più padre di me stessa, per potermi dare freni e speranze.

Son stata fra i banchi di scuola e da piccola venivo bersagliata dai miei compagni con insulti dovuti al fatto che fossi grassa, ero messa da parte spesso, mi sentivo sola e solo il fatto che avessi bellissimi voti a scuola, regalando grande soddisfazione a mia madre, mi ha permesso di conservare pochi ricordi di quegli anni di infanzia. Oggi probabilmente si chiamerebbe ‘bullismo’, quel che è certo è che mi hanno insegnato a non fidarmi, a sorridere di fronte alle calunnie e a rispondere con un forte e sereno silenzio agli insulti gratuiti, a modo loro mi hanno dato la forza di essere forte ogni giorno.

Son diventata adolescente imparando ciò che avrei visto anche in futuro: ingiustizie, raccomandati che ti sorpassano mostrando solo il biglietto del proprio cognome, la voglia di farcela completamente da sola, il disincanto e la delusione delle prime cotte, l’immaturità e l’insensibilità e l’arroganza e l’ipocrisia delle persone.

Foto by Emilia Sensale (tramonto dalla nave verso la Grecia 2010) Al liceo son stata bocciata due volte. Ho frequentato il Liceo Classico con grandi speranze, trovandomi spesso con le ossa rotte e il cuore infranto. Non basterebbe una vita per descrivere le sfumature più nascoste dei miei sette anni di liceo, so solo che ero timida, in classe silenziosa e i miei compagni non sembravano mostrare grande interesse per la mia persona. Mi sentivo una nullità e invidiavo tantissimo quei coetanei e in generale quelle persone che affermavano come le loro insegnanti siano stati capaci di impinguare la loro passione per la scrittura mentre quella che per me era una ragione di vita non è mai stata posta sotto attenzione. E io continuavo a scrivere, sbuffavo quando studiavo perché non mi sentivo apprezzate e mi sentivo molto sola, ci ho sofferto. Poi, mi son fatta delle amicizie all’esterno delle mie classi, molte le coltivo ancora, ogni bocciatura non ho cambiato istituto e, anzi, con coraggio ho guardato negli occhi chi non credeva in me. Ero timida e silenziosa e ora da giornalista sono loquace e svelta e all’università se c’è da bussare ad una porta chiusa tutti restano lontano quasi spaventati ed io son già lì pronta con le nocche delle mani, mi affaccio, chiedo informazioni e sorrido con grande educazione, lo faccio anche quando non serve a me ma a persone che non conosco e non mi tiro indietro per dare i miei appunti ad altri, spesso fregandomene della possibilità che il favore non mi venga restituito un giorno; al liceo neanche avrei immaginato di poter essere così… finalmente!

Sono vergine. E ne sono felice. Non è un peso esserlo e non è una liberazione non esserlo più, è un valore che ho difeso e supportato con sincera devozione in attesa di un momento speciale, è un qualcosa che va al di là ella carne che ho rischiato di perdere con violenza e che son felice di poter avere tuttora. Alla maturità ho portato una tesina sulla verginità, commentata con indignazione da un insegnante mesi prima dell’esame e… ecco, avevo ventuno anno e finalmente lì son cresciuta, ho iniziato ad essere l’Emilia che sono ora. Impacciata e goffa a volte, ma agguerrita con educazione e rispetto, cosciente di ciò che voglio e coraggiosa quotidianamente per veder realizzati i miei sogni, coltivando passioni e impegni senza mai tirarmi indietro.

Ho amato due volte nella vita e una terza volta, spero la definitiva, sto amando adesso. Ho amato due volte prima di ora ed ho amato davvero e in modo diverso non son stata capita ma ferita, eppure ogni volta mi ha insegnato qualcosa, per due volte ho aperto il cuore con fiducia e ho stretto nel cuore tutte quelle parole non dette e quei gesti non fatti che mi hanno permesso di percorrere quella strada che mi ha portato dove sono oggi e nel chiedermi cosa sarei adesso se avessi percorso un’altra strada lo faccio sempre col sorriso e una impalpabile lacrima di commozione. Sono felice di essere ciò che sono adesso e di avere ciò che ho adesso.

In una fredda sera ho subìto una violenza e son stata riempita di schiaffi e ceffoni, di brutte parole, di minacce, di terrore. Ho denunciato, dopo mille paure e incertezze, convinta di non farlo per le minacce e i pregiudizi e quella strana vergogna che prova la vittima di una violenza quando invece dovrebbe vergognarsi il carnefice per la propria vigliaccheria. Ho denunciato senza avere un avvocato, senza ben sapere dopotutto cosa mi aspettasse, ma ho denunciato e sono orgogliosa di me e vorrei gridarlo a tutte le donne di non aver paura a farlo come invece ho fatto io all’inizio perché con la schifosa vigliaccheria di un essere si risponde col coraggio di una donna. Ho denunciato e l’ho avuto di faccia in un’occasione dopo tanto tempo e, nonostante una ripugnanza iniziale, son rimasta ferma come stetti ferma quando apportai la firma alla mia denuncia tra i mille “non farlo, è inutile, sarai macchiata per sempre” della gente vicina e non, quella denuncia che è andata avanti e a breve ci sarà una nuova udienza ed io ho un simpatico e bravo avvocato conosciuto per caso, grazie alla mia passione per la scrittura. Alla faccia di chi mi disse “La passione per scrittura non ti porterà da nessuna parte…”.

 

Vorrei scrivere tutto questo nel mio curriculum, vorrei mettere questo per iscritto quando ho occasione di presentarmi in maniera formale perché tutto questo è quanto mi ha permesso di diventare ciò che sono oggi… ma non è possibile. Il modulo è quello classico, ma dietro ad un “diplomata a…” c’è una vita da raccontare, nella descrizione di ciò che faccio oggi c’è un percorso di gioie e dolori che mi ha plasmato anima e corpo. Vorrei poter dire quanto mi è accaduto, ma forse non basterebbe una settimana intera.

–          Vuoi che ti parli di me? – chiedo a quelle persone che incontrano me e il mio fidanzato Nino per poter iniziare un rapporto professionale insieme – Niente di che. Amo scrivere e cerco di essere una brava giornalista e per questo mi impegno ogni giorno e per me sacrificio significa davvero rendere sacro ciò che faccio e lo faccio con piacere. Ho vissuto… e vivo. Ho subìto delle ingiustizie e ho risposto col sorriso –

–          Ma lo sai che lei mi ha fatto penare un anno? Dico sul serio, un anno di corteggiamento. Era spaventata, non riuscivo a conquistare la sua fiducia. E ora siamo qui, insieme, condividiamo tutto e tra mille difficoltà cerchiamo di andare avanti –

Quando Nino parla così, la tenerezza prende il sopravvento e gli tocco il braccio e cerco sempre di prendere la sua mano, spontaneamente. Ho davvero rischiato di perderlo ma siamo qui, vicini o lontani ‘Non c’è Sensale senza Fiorino’ come suggerisce il nome della nostra rubrica, anche quello pensato da noi da soli come da soli andiamo avanti. Lavoriamo e ci impegniamo come possiamo, perfezionando i nostri mezzi, litigando ma poi scambiandoci un bacio d’amore. Le mani di Antonino mi regalano carezze sul viso, quello stesso volto che altre mani riempirono di schiaffi e nei primi giorni non riuscivo neanche a sorridere, letteralmente. Solo gli incubi, purtroppo, ancora restano e quella voce che ancora riesce a farmi male….

 "Tu non sei nessuno, tu non sei niente, tu sei uno scarto, sei stata solo un passaggio, una cosa da sfruttare. Sei un ces*o che niente merita, Emilia. Mi senti? MI SENTI? Mi senti, Emilia? Non sei mai stata amata da chi hai amato, mai, neanche per un minuto, e tu comunque non meriti di essere amata. Sei solo un ces*o, una z*cc**a, perchè questo si dice in giro di te e anche se non è vero tu lo sai bene: o me o nessun altro. Ma chi potrebbe mai volerti se lascio in giro delle voci su di te? Invece sarai mia e sarai mia come dico io. Da quando sei qui non hai più scelta".

Ho avuto scelta. Ho scelto il coraggio… perché il coraggio è una scelta, è il futuro che sorride al presente. La violenza, invece, non ha futuro, non sa cosa vuol dire sorridere, conosce solo le lacrime: quelle che dà a chi riceve violenza e quelle di commiserante disprezzo per chi quella violenza ha voluto vigliaccamente esprimerla. 

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